RUSSIA: Medvedev sfida il Giappone: "Quelle isole sono nostre"

Il presidente russo Dimitri Medvedev ha visitato l’isola di Kunashiri, una delle quattro che compongono le Curili del Sud, attirandosi la condanna del Giappone che rivendica l’arcipelago come parte del proprio territorio. Quella di Medvedev è la prima visita di un capo di stato russo alle isole Curili e minaccia di creare una frattura diplomatica con Tokio, due settimane prima del vertice dei leader dell’area Asia-Pacifico che si terrà in Giappone.

Il primo ministro giapponese Naoto Kan ha ribadito che il suo paese continua a rivendicare la propria sovranità su quei territori e ha definito “molto deplorevole” la visita di Medvedev. Il Cremlino, dal canto suo, ha comunicato di non comprendere l’indignazione del Giappone. Diplomatici russi, a loro volta, hanno affermato che è a sola discrezione del presidente russo dove viaggiare dentro i confini della Russia affermando di fatto una sovranità sull’isola. Il ministero degli Esteri giapponese ha reagito immediatamente convocando l’ambasciatore russo a Tokyo per chiarimenti.

Le quattro isole contese, che il Giappone chiama Territori del Nord, fanno parte di un arcipelago che si trova tra l’estremità nordorientale dell’isola giapponese di Hokkaidō e la penisola russa della Kamčatka. La disputa è di vecchia data.  Il trattato di Shimoda, del 1855, affidò al Giappone la sovranità delle quattro isole dell’arcipelago, allora abitate da indigeni Ainu. A seguito della guerra russo-giapponese del 1905, che vide l’incredibile disfatta degli zar, le Curili vengono confermate al Giappone. La Russia però le occupò alla fine della Seconda Guerra Mondiale al fine di controllare il tratto di oceano antistante Vladivostok ma si rifiutò di firmare il trattato di San Francisco del 1952 (che sanciva ufficialmente la rinuncia alle isole da parte del Giappone sconfitto). Da Tokio allora affermarono che bisognava far riferimento al trattato di Shimoda del 1855. Oggi il Giappone vede nelle isole una possibilità per tamponare il problema della sovrappopolazione, essendo le isole molto fredde ma negli ultimi anni -forse a causa dei mutamenti climatici- divenute abitabili. Il contenzioso costituisce l’ostacolo principale che ha impedito la firma di un Trattato di pace formale tra Mosca e Tokio.

Fonte: euronews

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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5 commenti

  1. Perchè l’Urss si rifiutò di firmare il trattato di San Francisco?

  2. Per quanto ne so, il trattato era stato promoso dagli Usa e fu uno dei primi eventi mediatici post-bellici. In sostanza celebrava la vittoria americana sul Giappone, chiamato a San Francisco per firmare una capitolazione. La restituzione dei territori occupati dal Giappone in Asia era tema controverso. Se l’Urss avesse firmato avrebbe perso ogni possibilità di rivendicarli, tra questi la Manciuria (che i russi occuparono nel 1945) e le isole Curili. Per dettagli sul Giappone consiglio però di rivolgersi a Eastzine…

  3. Per me le isole Curili sopratutto le 4 più meridionali sono del Giappone per storia cultura e tradizione e inoltre oer vicinanza geografica, l’URSS le ha invase alla fine della seconda guerra mondiale ma a guerra finita… infatti propio per queste isole in TEORIA Russia e Giappone sono ancora in guerra dal 45… e poi per 4 isole/scogli la Russia potrebbe ritornarle al Giappone in segno di riconciliazione e democrazia

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