BOSNIA: Srebrenica, quella chiesa non s'ha da fare

L’ambasciata americana a Sarajevo ha invitato oggi le autorità della Republika Srpska e della Chiesa serba ortodossa a desistere dalla costruzione di una chiesa presso la località di Budak, adiacente a una fossa comune esumata di recente e in prossimità del memoriale e cimitero di Potocari dove sono seppellite le vittime, musulmane, del genocidio del 1995, quando le forze serbe trucidarono oltre ottomila persone a Srebrenica.

“Lo scopo della costruzione di una chiesa nelle vicinanze della quale non c’è un vero centro abitato, ma che è così vicina a una fossa comune e al Memoriale del genocidio di Srebrenica, è una provocazione e non serve a soddisfare i legittimi bisogni dei fedeli”, si dice in un comunicato dell’Ambasciata, in cui si ricorda anche che il Comune aveva invano offerto alcuni terreni per la costruzione, più vicini alla comunità ortodossa del villaggio di Dugo Polje.

Secondo quanto ha dichiarato il sindaco, musulmano, di Srebrenica, Camil Durakovic, il Comune aveva vietato la costruzione della chiesa a Budak, ma la decisione comunale è stata annullata dal ministero della Republika Srpska per la pianificazione del territorio, così i lavori sono ripresi.

Secondo Durakovic, si vuole minare quello che si è fatto in questi anni sul piano della riconciliazione, “si vuole creare l’impressione che noi siamo contro le chiese, ma non è vero, la chiesa ortodossa nel centro di Srebrenica non è stata toccata con un dito nemmeno durante la guerra, nonostante tutto”.

Foto di Matteo Zola

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

Leggi anche

drina

Quando la Drina restituì i corpi delle vittime di Visegrad

Dieci anni fa, nell'estate 2010, il letto prosciugato del lago Perućac, lungo la Drina, restituiva i corpi di 163 persone, civili bosgnacchi, uccisi a Višegrad nel 1992.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com