TURCHIA: Istanbul, attentato kamikaze

Istanbul è nuovamente teatro di attentati kamikadze. La città più “europea” della Turchia è da mesi al centro di una serie di eventi terroristici di diversa matrice a testimoniare l’elevato grado di fibrillazione della politica di Ankara, impegnata su diversi fronti interni ed esterni. Anche su questo attentato, che ha visto un morto e sette feriti, le ipotesi sono molte: dall’estremismo islamico al Pkk curdo. L’attentato è avvenuto contro una stazione di polizia a Istanbul, nel distretto di Sultangazi. La vittima è l’agente che era di guardia all’entrata della stazione di polizia colpita, come ha riferito ai media locali il capo della polizia di Istanbul, Huseyin Capkin.

L’attentatore, di circa 25 anni, “ha prima lanciato una bomba a mano e poi si è fatto esplodere all’entrata della stazione di polizia”, ha aggiunto Capkin, spiegando che si contano anche sette feriti, tra i quali quattro agenti e tre civili. Non è chiaro se l’attentatore abbia agito da solo e non è arrivata finora alcuna rivendicazione.

Dall’invasione del Kurdistan iracheno ai tentennamenti sul conflitto siriano, sono molti gli elementi di preoccupazione per il governo di Ankara e il suo presidente, Recep Tayyp Erdogan, che dopo aver dato nuovo impulso all’economia turca sembra essersi arenato sui problemi sociali: libertà di stampa, diritti delle minoranze, nazionalismo, restano questioni aperte. In questo intersecarsi di tensioni endogene ed esogene può forse trovarsi la ragione di questo nuovo attentato.

AGGIORNAMENTO:

Il Dhkp/c, fronte comunista per la liberazione del popolo, che ha compiuto in passato almeno un altro attentato suicida a Istanbul, ha detto che l’azione è stata compiuta da un suo membro. Al momento non è stato possibile verificare l’autenticità del messaggio.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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Un commento

  1. occhio al termine kamikadze che è abbastanza diverso da altre azioni di attentato a suicida… non conosco parecchie lingue ma so che in Inglese ed Turco non c’è una tradizione linguistica del genere.

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