BULGARIA: Crisi economica, disordini a Sofia

I paesi dell’Europa orientale non sono pronti per affrontare la crisi, non ne hanno gli strumenti economici (mancano, ad esempio, di adeguate riserve monetarie e hanno un debole sistema bancario) e non hanno strutture politiche stabili, le istituzioni sono fragili, e oggi rischiano il collasso sociale. Dal quindici gennaio scorso si susseguono le manifestazioni a Sofia ma all’inizio i motivi dei disordini non erano legati alla crisi economica: gli studenti bulgari protestavano per la morte di un ragazzo in un episodio di criminalità comune, accusando il governo guidato dal Partito Socialista di non garantire la sicurezza dei cittadini. Ai giovani si sono però uniti gli agricoltori, furiosi per il calo dei prezzi dei loro prodotti e per l’impossibilità di incassare i sussidi comunitari, spesso intascati dagli amministratori corrotti.
La corruzione, diffusa ad ogni livello, è senz’altro il problema più grave della Bulgaria e in una tale situazione appare arduo per qualsiasi governo, non solo per quello in carica, fronteggiare la crisi economica. Nel 2008 l’Unione Europea ha annullato l’invio di fondi comunitari per un totale di 500 milioni di euro proprio a causa della corruzione. La disputa sul gas russo che ha coinvolto Mosca e Kiev negli scorsi mesi ha aggravato le tensioni sociali.

Fonte: Internazionale, The Observer, Ansa Balcani, Osservatorio Balcani

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Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "La guerra di Indipendenza ucraina" (Morcelliana, 2025) e "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022). Tra le principali pubblicazioni in ambito giornalistico c'è "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022) e "Congo, maschere per una guerra" (Quintadicopertina editore, 2015). Dal 2023 è tra gli organizzatori di Estival, il festival dell'Europa centro-orientale di Trento.

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