SERBIA: Gli Usa a Belgrado: "Il Kosovo non si tocca"

L’intenzione della dirigenza serba di aprire nuovi negoziati sullo statuto del Kosovo, che tra due settimane celebra il primo anniversario dell’indipendenza proclamata unilateralmente il 17 febbraio 2008, ”non e’ realistica”, secondo l’ambasciatore statunitense a Belgrado, Cameron Munter.

”Il problema del Kosovo e’ chiuso, dal momento che la questione del suo status e’ stata risolta, e a mio parere riaprire il negoziato sullo status (del Kosovo) non e’ realistico”, ha detto l’ambasciatore Usa al quotidiano ‘Belgrado Politika’. A suo avviso, la dirigenza di Serbia e Kosovo dovrebbero a questo punto sviluppare relazioni di buon vicinato, e risolvere i problemi nel migliore dei modi”.

Finora 54 Paesi, sul totale dei 192 rappresentati all’Onu, hanno riconosciuto il Kosovo indipendente, compresi gli Usa e la gran parte di quelli dell’Ue, fra cui l’Italia. Non pero’ Russia, Spagna e Serbia, che continua a considerare il Kosovo una sua provincia meridionale, e che ha protestato duramente per la creazione di una nuova Forza di sicurezza (Ksf), primo nucleo di un futuro esercito kosovaro.
La questione resta controversa anche se è evidente che l’appoggio americano è garanzia d’indipendenza per il Kosovo, come lo è l’oleodotto made in USA che corre entro i suoi confini.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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