Euromaidan
Euromaidan panoramic view taken from the top of the Revolution Christmas tree. December 8, 2013.

UCRAINA: Euromaidan e 10 anni dal primo “Basta!” 

La sera del 21 Novembre 2013, i cuori dei piccoli, giovani, adulti ed anziani si sono fermati per un attimo nell’attesa di scoprire quale sarebbe stato il destino dell’Ucraina. E quando l’allora Presidente Viktor Yanukovych decise di sospendere gli sforzi sforzi del proprio popolo per firmare l’Association Agreement che avrebbe consentito l’ingresso nel mercato libero europeo, avvicinando così l’Ucraina all’Unione Europea, le speranze per un futuro democratico all’insegna dei valori europei si trasformarono in rabbia e paura nell’immaginare quello che avrebbe riservato l’alleanza con la Russia di Putin. 

Sono trascorsi dieci anni dal primo “Basta!” che gli ucraini hanno detto non solo all’imperialismo russo, ma anche alla tirannia moderna all’interno del loro Paese. Sono stati dieci anni della rinascita dei valori culturali e territoriali, ma soprattutto dei valori della dignità della persona, quali libertà, uguaglianza e autodeterminazione. Tuttavia, sono stati anche dieci anni sanguinosi e violenti che hanno portato l’Ucraina a combattere una guerra per raggiungere – ancora una volta – la propria indipendenza territoriale, economica e politica. Nei prossimi mesi, ricorderemo gli eventi chiave dell’Euromaidan per analizzare il presente dell’Ucraina. 

Il potere dei social

Come succede spesso, le proteste per un futuro migliore nascono dai giovanissimi. E anche il 21 novembre 2013, gli studenti universitari riempirono il Maidan dell’Indipendenza. Considerando l’indice basso dell’attivismo politico, come è stato possibile riempire il Maidan già la prima sera della protesta? È stato tutto grazie a un post su Facebook del giornalista Mustafa Nayem: “Ci incontriamo alle 22:30 sotto il Monumento all’Indipendenza. Vestiti calorosamente, prendi ombrelli, tè, caffè, buon umore e amici. La ripubblicazione è molto apprezzata!”. Un unico invito che è riuscito a raccogliere non solo duemila persone, ma anche i politici dell’opposizione, tra cui i leader di “Batkivshchyna” Arseniy Yatsenyuk, “Udar” Vitaliy Klitschko, “Svoboda” Oleg Tyagnibok e l’ex ministro degli Interni Yuriy Lutsenko.

In quel momento, nessuno avrebbe potuto immaginare che migliaia di persone si sarebbero radunate in Piazza Indipendenza a Kyiv, che il governo avrebbe usato le armi e che il presidente Yanukovych sarebbe fuggito in Russia. Dieci anni fa, gli ucraini intendevano semplicemente esprimere una protesta contro le azioni del governo e costringerlo a intraprendere la strada dell’integrazione europea. È simbolico che l’Euromaidan sia iniziato nel giorno del 9° anniversario della Rivoluzione Arancione.

Si decide il DNA del Maidan 

L’insoddisfazione degli ucraini ha ampliato la geografia della protesta. Infatti, le manifestazione sono iniziate non solo a Odesa, Mykolaiv, Donetsk, Kryvyi Rih, Sumy, Kharkiv, Chernivtsi, L’viv, Ivano-Frankivsk, ma anche i lavoratori ucraini e la diaspora ucraina hanno avviato azioni a sostegno della scelta europea dell’Ucraina in altri paesi del mondo, quali Canada, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Italia.

Tuttavia, un qualcosa di straordinario è stato realizzato dagli studenti di 12 università di Kyiv: circa 15.000 studenti hanno marciato da Maidan Nezalezhnosti verso l’amministrazione presidenziale per consegnare una petizione chiedendo di firmare l’accordo di associazione con l’UE. Infatti, grazie a questo corteo, al supporto nazionale ed internazionale ed all’appello di Yuliya Tymoshenko di non utilizzare simboli di partiti, ma creare un unico consiglio di Euromaidan, la sera del 27 Novembre i rappresentanti politici ed i gruppi apartitici furono fusi in un gruppo unico, raggiungendo un compromesso. Da quel momento, nonostante la partecipazione dei politici dell’opposizione, vennero utilizzati soltanto i simboli nazionali. Ed è qui che si denota la prima differenza dalla Rivoluzione Arancione. 

Le prime violenze 

Un’altra dissomiglianza dalla Rivoluzione Arancione è la partecipazione attiva delle milizie contro i manifestanti – mentre nel 2004, la polizia si unì al popolo ucraino. Nonostante la presenza della milizia speciale Berkut già nei primi giorni dell’Euromaidan, il primo avvertimento concreto avviene nella notte tra il 25 e il 26 Novembre. Alle 23.30, mille esponenti del Berkut hanno tentato di assaltare l’Euromaidan sulla Piazza Europea, utilizzando gas lacrimogeni, ma senza successo. Ma l’inferno è iniziato il 29 Novembre con l’Eastern Partnership Summit di Vilnius quando Yanukovych ha ufficialmente dichiarato di non essere interessato nel firmare l’accordo di associazione con l’UE. Come risultato, a Kyiv, i manifestanti hanno chiesto, per la prima volta, le dimissioni del capo dello Stato e, per creare un clima disteso, i leader dei tre partiti dell’opposizione hanno annunciato che avrebbero raccolto firme in parlamento per le elezioni presidenziali anticipate. 

Con la scusa del dovere installare l’Albero di Natale, nella notte tra il 29 e il 30 Novembre, le unità speciali di “Berkut” hanno effettuato un duro sgombero del Maidan dai circa 400 sostenitori dell’integrazione europea, che in quel momento erano rimasti in piazza. Erano per lo più studenti. Più di un centinaio ha riportato ferite di varia gravità, mentre altri sono stati arrestati. Tuttavia, una parte di loro, in fuga, si è barricata nella Cattedrale di San Michele. Nel pomeriggio, 40.000 persone, infuriate per il pestaggio degli studenti, si è radunata in piazza Mykhailivska, chiedendo la punizione per gli esecutori del pestaggio. Così, quello che nasce come Euromaidan diventa la Rivoluzione della Dignità. 

 

Foto: WikimediaCommons

Chi è Sofiya Stetsenko

Laureata al MIREES (Università di Bologna). Nata in Ucraina e cresciuta in Italia, è appassionata di politica e questioni energetiche nello spazio post-sovietico. E' coautrice di "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022)

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