UCRAINA: Yanukovych guarda all'Europa ma non mette a fuoco

di Iryna Krasnoshtan*

La fine dell’anno 2011 era considerata decisiva per le relazioni tra l’Ucraina e l’UE. Lo è ancora. Tuttavia, i recenti avvenimenti in Ucraina potrebbero modificare la direzione che l’Ucraina sta prendendo.
Qualche tempo dopo essere stato eletto nel 2010, e dopo un riavvicinamento alla Russia tramite l’accordo di Kharkiv [sulla flotta russa nel mar Nero], il presidente Yanukovych, benché conosciuto come filo-russo, ha iniziato a perseguire un chiaro obiettivo di integrazione europea. Questo è stata il leit motiv di tutti i suoi incontri ad alto livello e di tutti i suoi discorsi sulla politica estera dell’Ucraina.Per tale motivo, le relazioni tra l’Ucraina e la Russia, comprese le relazioni personali tra Yanukovych e Putin, si sono raffreddate, e il presidente ucraino ha iniziato a perdere l’appoggio di alcuni dei suoi elettori orientali: era accusato di non essere abbastanza vicino alla Russia.

Sarebbe un errore valutare il successo nei negoziati d’associazione UE-Ucraina solo come una vittoria di Viktor Yanukovich. I fondamenti per un tale risultato erano stati posti dal presidente precedente, Viktor Yushenko. Tuttavia, l’approccio solamente dichiarativo e la conduzione incerta del paese, insieme al caos politico interno, non hanno permesso a Yushenko di raggiungere risultati sostanziali durante il suo mandato. Al contrario, l’approccio pragmatico nei rapporti con l’Unione europea e Russia tenuto da Yanukovych ha accelerato il percorso di integrazione europea dell’Ucraina.

Tuttavia, le intenzioni di Viktor Yanukovych non sono affatto chiare. Con una forte determinazione all’integrazione europea e una buona dinamica nei colloqui associazione, di fatto Yanukovich ha consolidato il proprio potere: un’autorità più presidenziale, un controllo totale sul Parlamento e sul sistema giudiziario, accuse all’opposizione e pressione sui media. Il culmine di tale processo si è raggiunto nella condanna di Yulia Tymoshenko dopo un processo non imparziale.

Il caso Tymoshenko sta cambiando il corso dei negoziati d’associazione UE-Ucraina. Da un lato, alcuni speravano che il sistema non arrivasse fino alla condanna dell’ex premier; dall’altro, era chiaro che il processo sarebbe arrivato a conclusione. Non è chiaro se Yanukovych avesse capito tutte le conseguenze che il caso avrebbe avuto. In una intervista, questi si lamentava che la comunità internazionale stava prestando troppa attenzione agli affari interni ucraini e al caso Tymoshenko. Yanukovych ha chiaramente sottovalutato la risposta della comunità internazionale. Ma questo era anche il modo di mostrare al mondo che, qualunque cosa ne pensassero, si trattava di questioni interne dell’Ucraina.

È questa la via per una riconciliazione con la Russia? L’attuale primo ministro Mykola Azarov ha rapidamente firmato l’accordo di libero scambio tra i paesi della CSI. Tuttavia, i rapporti nell’eterno triangolo UE-Ucraina-Russia sono oggi ben più complicati. Troppe cose sono già state raggiunte al fine diconcludere l’accordo di associazione UE-Ucraina. Tuttavia, gli avvertimenti della UE sulle persecuzioni politiche e lo stato di diritto in Ucraina non sono stati ascoltati.

L’esito del processo Tymoshenko mette l’UE in una posizione scomoda. L’Ucraina rimane un paese decisivo per l’UE nel suo partenariato orientale. La mancata firma dell’accordo di associazione con l’Ucraina indicherebbe il fallimento della UE nella sua dimensione orientale. Ma fino a che punto potrà l’Unione fare pressione su Yanukovich o tollerare la sua ignoranza dei valori democratici? Il timore principale in Ucraina oggi è che non l’élite al potere, ma i normali cittadini saranno i più colpiti da eventuali pressioni, attraverso il già rigido regime dei visti per il transito dei cittadini ucraini verso l’UE.

Allo stesso tempo, la domanda è quanto oltre Yanukovich possa andare per mostrare la sua determinazione. L’isolamento dell’Ucraina porterà il paese ad essere più vicina alla Russia. Ma, tranne la Russia, né l’Ucraina né l’UE hanno da guadagnare da questo.
Non c’è prevedibilità in ciò che Yanukovich e l’Unione europea decideranno. La speranza è che gli alti funzionari ucraini e i loro colleghi dell’Unione non abbandonino il dialogo e il negoziato, e che gli sforzi già sostenuti verso l’integrazione europea dell’Ucraina non si rivelino vani.

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Iryna Krasnoshtan ha un Master in Studi Europei al College of Europe di Natolin (Varsavia), dove si è specializzata sulle relazioni UE-Ucraina. Attualmente vive a Kiev.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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3 commenti

  1. Non diciamo sciocchezze. L’avvicinamento dell’ucraina all’Europa è stata perseguita solo da Yushchenko. Yushchenko nella sua presidenza ha fatto entrare l’ucraina nel WTO e ha posto le premesse per partenariati economici etc. La politica di Yanukovych, peraltro fallimentare, è quella di una terza via, non quella dell’EUROPA!!!. Politica che fa irritare sia Mosca sia Bruxelles. Bruxelles si dimostra conciliante con l’Ucraina perchè se le chiudesse le porte in faccia non farebbe che aggravare ulteriormente la situazione del paese, che è ormai una democratura, facendola ripiombare dritto tritto nelle fauci di Mosca. Mosca, dal canto suo, ha puntato su Yanukovych per riannettere l’Ucraina nella sua sfera d’influenza e ci sta riuscendo. Ma è altresi irritata perchè nell’affaire Tymoshenko la controparte del contratto stipulato dall’ex premier e contestato per motivi politici, era proprio Putin. Per cui Putin per salvare la sua reputazione ha dovuto ammettere che quelle accuse contro la Tymoshenko che si è beccata comunque 7 anni di carcere attraverso un processo di natura politica erano poco credibili. Ciò detto non condivido affatto l’idea che l’ucraina si stia indirizzando verso l’Europa. Diciamo pure che Yanukovych che ha fatto irritare l’orso russo sta cercando di giocare di sponda con l’Europa.

  2. personalmente sono d’accordo su:
    – Yanukovych gioca a rimpiattino, da una parta corteggia (e si fa corteggiare) dall’Europa, dall’altro si abbraccia a Mosca (purché l’abbraccio non sia troppo stretto). Ricorda un po’ il modus operandi di Lukashenko prima che Bruxelles sbattese la porta in faccia alla Bielorussia. All’Ucraina, però, la porta non si sbatte… c’è il gas.

    – Su “Kiev provincia di Mosca” abbiamo scritto una serie di articoli

    Personalmente non ho stima della Timoshenko né la considero un’eroina, ritengo però questo processo gravissimo. Come mi disse qualcuno: né Yanukovych né Timoshenko rappresentano la “democrazia” ma la seconda è, almeno, la possibilità di averla una democrazia.

    Devo però difendere l’articolo in questione (e la sua autrice) poiché sono certo dell’onestà e della puntualità dell’analisi che sta dietro questo articoletto. Un’analisi che l’autrice – giovane ricercatrice assolutamente critica nei confronti dell’attuale corso politico ucraino – ha svolto in piena libertà e i cui risultati hanno sorpreso lei stessa.

    Un saluto
    Matteo

    • Non metto in dubbio l’onesta intellettuale dell’autrice. Semplicemente dissento dalla sua analisi.
      Da liberale difendo la Tymoshenko per l’ingiusto processo. Il che non significa che non veda delle ombre nel suo passato, ma come dici anche tu Matteo con Tymoshenko premier e Yushchenko presidente l’Ucraina era una democrazia per quanto caotica e perfettibile con Yanukovych è un’autocrazia.

      un saluto
      Max

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