Da Radu Jude al docu-fiction ucraino Stepne, tutti i vincitori dell'Europa orientale e del vicino-medio oriente al festival del Pardo d'Oro.

CINEMA: Locarno, il trionfo dell’Est

Da Radu Jude al docu-fiction ucraino Stepne, tutti i vincitori dell’Europa orientale e del vicino-medio oriente al festival del Pardo d’Oro.

Se l’anno scorso a Locarno era la categoria giovanile “Pardi di domani” ad essere costellata di vittorie est-europee, tra cui Nightsiren di Tereza Nvotovà o Safe Place di Juraj Lerotic, alla settantaseiesima edizione del festival cinematografico, i film dell’Est tornano a non solo essere più presenti nel concorso principale ma addirittura a vincere. Tra grandi nomi e nuovi esordi, ecco i vincitori del concorso del Festival di Locarno 2023.

A vincere il Pardo d’Oro è Critical Zone dell’iraniano Ali Ahmazdaheh, un film che esplora le zone buie della Teheran più malfamata, una visione che ha reso impossibile al regista di lasciare il paese per poter accettare di persona il premio. Al “secondo posto”, il premio della Giuria va al film Do not expect too much from the end of the world del regista rumeno Radu Jude, che nel 2021 ha ottenuto l’Orso d’oro a Berlino con Bad Luck Banging, or Loony Porn (Sesso Sfortunato o Follie Porno). Il film premiato a Locarno riporta Jude al mondo della pubblicità, già esplorato nel suo film di esordio del 2009, The Happiest Girl in the World, ma che viene ripresentato con il suo stile radicalmente sperimentale, sviluppato negli anni. Il premio della regia invece va all’ucraina Maryna Vroda per il suo film Stepne, splendida opera prima ai confini tra documentario e fiction, non a caso prodotto da Peter Kerekes che ha adottato uno stile simile in passato. Vincono i due premi per le migliori performance il film Animal, in lingua greca ma di co-produzione Rumena-Bulgara ed il film della regista bosniaca Ena Sendijarević, Sweet Dreams.

Un “palmarés” quasi interamente dell’Est, che ci dà un segnale positivo in un anno in cui ad altri festival europei questa regione cinematografica è stata relegata a sezioni collaterali, come a Cannes e Berlino, e che dà nuova speranza alla diffusione del cinema proveniente da questi territori.

 

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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