Klondike, il film selezionato dall'Ucraina per gli Oscar è capofila di una retrospettiva di registe ucraine al Trieste Film Festival.

CINEMA: Klondike, la guerra in Ucraina al femminile al Trieste Film Festival

Klondike, il film selezionato per gli Oscar è capofila di una retrospettiva di registe ucraine al Trieste Film Festival.

Il Trieste Film Festival ha dedicato negli ultimi anni retrospettiva del cinema al femminile dell’Est, “Wild Roses”, in riferimento al film omonimo di Anna Jadowksa. L’iniziativa è partita nel 2021, ed ogni anno il focus è su uno stato specifico dell’europa orientale: la Polonia per prima, la Georgia nel 2022, e quest’anno, l’Ucraina, con una selezione curata da Massimo Tria. Nei film presentati ricorre, a fianco della presenza di sole donne cineaste, anche la prevalenza di tematiche di discriminazione di genere o di esperienze femminili, argomenti peraltro centrali dell’intero Trieste Film Festival. Alla rassegna si è accompagnato anche un incontro denso di contenuti tra tre giornaliste di grande importanza: Cecilia Sala, Yaryna Grusha Possamai e Anna Zafesova. L’incontro, intitolato “Ucraina: da Maidan ad Oggi” ha ripercorso i grandi temi del conflitto.

All’interno della selezione si possono rintracciare opere molto varie, ma che risultano interessanti da mettere a confronto tra loro. Stop-Zemlja di Kateryna Hornostaj e Quando gli Alberi Cadono di Marysja Nikitjuk entrambi trattano la difficile fase di formazione giovanile, ma attraverso tecniche e scelte di poetica radicalmente diverse: Stop-Zemlja è di ambientazione urbana, radicata nel realismo, mentre Quando gli Alberi Cadono sceglie una rappresentazione più onirica-sperimentale ed è di ambientazione rurale, spesso reminiscente di Fantasie di una tredicenne di Jaromil Jireš (non a caso, sempre a Trieste si propone anche una retrospettiva di cinema cecoslovacco)

Così anche Questa Pioggia non Finirà Mai di Alina Horlova e Klondike di Maryna Er Horbač entrambi raccontano la tragedia della guerra, ma in modi assolutamente differenti. L’opera di Alina Horlova, un documentario in bianco e nero, narra le vicende di una famiglia di origine curda emigrata dalla Siria in Ucraina, fuggita dalla guerra per ritrovarla di nuovo. Un film che, attraverso la scelta del bianco e nero e di una struttura narrativa molto levigata, quasi sembra un’opera di finzione più che la ricostruzione di una serie di vicende realmente accadute, che non cerca di imporre quindi la visione del film come una realtà oggettiva, come troppo spesso accade nel cinema documentario, ma che accetta le limitazioni di soggettività del cinema e ne sfrutta il potenziale. Alina Horlova ha anche curato il montaggio di questo film e di Butterfly Vision di Maksim Nakonechnyi, che è stato presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard ed è in concorso a Trieste.

Klondike, d’altro canto, è un film apertamente di finzione, anche se ispirato all’abbattimento dell’aereo MH17 della Malaysia Airlines avvenuto il 17 Luglio 2014, evento tragico che è stato oggetto di lunghe inchieste e che, incidentalmente, viene riproposto proprio in questi giorni al Sundance Film Festival con il documentario Iron Butterflies di Roman Liubyi. Il film si incentra sul rapporto tra Irka, che è incinta, con suo marito Tolik ed il fratello Yurik, divisi per via del conflitto da poco iniziato. Un film che rappresenta la guerra in un silenzio quasi assordante, nel mezzo degli sterminati campi dell’ucraina occidentale, e che a volte sembra alludere, attraverso alla vicenda dei tre protagonisti, ad una metafora della situazione dello stato ucraino, alle sue divisioni, le cause del conflitto, lanciando così un monito contro la guerra in quanto letale per entrambe le fazioni. Il film ha ottenuto riconoscimenti a Berlino e al Sundance dell’anno scorso, ed è stato scelto dallo stato Ucraino per rappresentarlo nella corsa agli Oscar, ma non è rientrato nella shortlist definitiva per la nomination al miglior film Internazionale (come invece è riuscito EO di Jerzy Skolimowski).

La rassegna Wild Roses continua fino al 25 Gennaio. Sul sito del Trieste Film Festival è possibile consultare la programmazione. Il progetto editoriale Andergraund ha recentemente pubblicato uno speciale sul cinema ucraino, numero coordinato dallo stesso Tria e che include interventi riguardanti molti dei film inclusi nella selezione, tra cui alcuni di quelli citati in questo articolo.

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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