Storia del potere in Russia, dagli zar a Putin. Un libro di Carolina De Stefano

Titolo: Storia del potere in Russia, dagli zar a Putin

Autore: Carolina De Stefano

Editore: Morcelliana / Scholé

Pagine: 224

Prezzo: euro 16

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Oggi più che mai è importante capire l‘evoluzione del potere in Russia, per tracciare linee di continuità e individuare rotture in un modello che, dal periodo zarista fino a quello putiniano, si caratterizza per una concezione autoritaria, verticale e burocratica dell’autorità pubblica. Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa all’Università Luiss Guido Carli, nel suo Storia del potere in Russia, dagli zar a Putin ci offre una bussola per comprendere lo sviluppo del concetto di autorità politica in un paese che ha attraversato, soprattutto nell’ultimo secolo, una serie di cambiamenti radicali che tuttavia hanno trovato nell’esercizio di un potere autocratico il loro comune denominatore.

Carolina De Stefano ci spiega come, a parte alcune brevi parentesi storiche legate a periodi di transizione o vuoti di potere, il centro politico russo si  sia sempre caratterizzato per una gestione autocratica del potere e il controllo su una società in cui ancora nel 1861 esisteva la servitù della gleba e che fino all’epoca di Stalin, negli anni ’30 e ’40 del XX secolo, era in larghissima parte agricola. L’epoca sovietica, nella sua volontà di rottura con il passato, ha infine riproposto uno Stato repressivo e poliziesco, persino più opprimente di quello zarista. L’impressione è che il potere russo non riesca a concepirsi altrimenti, ma è davvero così? La Russia è destinata, per natura delle proprie èlite, a un’eterna autocrazia dai nomi diversi?

La Rivoluzione d’Ottobre (1917) o la Dissoluzione sovietica (1991) sono state occasioni per elaborare una nuova concezione dello Stato e della società ma, in entrambi i casi, esse hanno aperto la via a nuovi periodi di oppressione. Solo negli anni di Gorbaciov e Eltsin c’è stato un momento di allentamento, ma soprattutto di crisi, del potere centrale, che si è poi nuovamente rafforzato con l’arrivo di Vladimir Putin, a seguito di un processo di ri-centralizzazione sistematica dei poteri. E qui entra in scena l’Ucraina e la guerra in corso, di cui l’autrice mostra le cause profonde, che vanno cercate anche nel contrastato rapporto con l’Europa e l’Occidente, tra volontà di emulazione, affinità e incomprensioni profonde, segnano da sempre la politica russa. Ed è in questo rapporto che si può cercare risposta in merito al futuro della Russia.

Il volume inaugura la serie Europa/Oriente, diretta da Simone Attilio Bellezza, docente di Storia contemporanea presso l’Università di Napoli Federico II, e autore – per lo stesso editore – de Il destino dell’Ucraina, il futuro dell’Europa. Ecco, anche questo occorre sottolineare: si tratta di un volume che, pur disegnando la parabola dell’intera storia russa, dedica una buona metà all’ultimo secolo, offrendo così validi strumenti per la comprensione del presente. La serie Europa/Oriente nasce quindi con un’impronta precisa e riconoscibile: il passato come chiave del presente, raccontato da esperti con uno stile chiaro e godibile, divulgativo e al contempo scientifico. Una serie di cui sicuramente vi parleremo ancora.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra" e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015).

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