CINEMA: Venezia – l’ospitalità mancata in Pane e Sale di Damian Kocur

Interpretato dal pianista Tymoteusz Bies, come molti altri film dell’Est nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, anche il film polacco Pane e Sale drammatizza una storia vera, seppur operando scelte stilistiche particolari.

Secondo la tradizione di ospitalità polacca, è necessario donare pane e sale agli ospiti. Secondo un proverbio arabo, il pane ed il sale sono simbolo di fratellanza. Significati simili ma distinti, racchiusi all’interno del titolo del film di debutto di Damian Kocur, studente alla scuola di cinema di Lodz, e che in ambito italiano si è già distinto vincendo il premio al miglior cortometraggio nel Trieste Film Festival, con Beyond is the Day. Come il cortometraggio, anche Pane e Sale tratta la questione dell’accoglienza dei migranti, resa difficile dalle politiche contemporanee di molti paesi dell’Est e da un’innata xenofobia.

Procedendo per quadri, con inquadrature spesso distanti – come un osservatore esterno ed imparziale, il film racconta la crescente tensione tra la gioventù di un piccolo paese polacco, ed i gestori di un kebab, immigrati, mentre un ragazzo, uno studente del conservatorio,  torna a casa a trovare la famiglia ed a cercare di indicare una strada per il fratello adolescente, anch’esso dotato di talento musicale. Il racconto prosegue per opposti e contrapposti, fino all’inevitabile scontro – incontro finale, che rovescia le aspettative. Non tutti gli ambiti trovano un collegamento chiaro – il mondo della musica classica poco si lega al tema della discriminazione – ma forse anche in questo si riscontra un’intenzionalità nel rappresentare due realtà molto differenti fra loro.

Il protagonista è impersonato da Tymoteusz Bies, compositore di colonne sonore e pianista vincitore nel 2018 del Concorso Pianistico Internazionale del Friuli Venezia Giulia, e che ha partecipato al Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin (pur essendo più interessato, per propria ammissione, alla musica barocca), amico d’infanzia del regista, ma anche il cast di supporto è composto interamente da attori non professionisti. I personaggi quindi sono costruiti sulla personalità degli attori, e le scene in gran parte improvvisate o ricalibrate. Un approccio “documentaristico”, come Kocur lo definisce, per una narrazione di finzione. Così, la sceneggiatura stessa si è adattata alle esperienze personali dei non-attori, introducendo altri temi, altre elementi di narrazione, e creando una commistione tra realtà e finzione che non può essere paragonata al docufiction ma che indubbiamente rende ancora più genuine le performance. Kocur ha sottolineato come la presenza di non-attori e il suo sfruttamento di tecniche documentaristiche a fini narrativi-finzionali sia profondamente intrinseco nelle sue idee sul cinema.

Della distribuzione italiana di Pane e Sale non si hanno ancora informazioni.

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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