Al red carpet di Luxembourg, Luxembourg, presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista ucraino...

CINEMA: Venezia – speranze e padri perduti in Luxembourg, Luxembourg di Antonio Lukich

Al red carpet di Luxembourg, Luxembourg, presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista ucraino Antonio Lukich ha voluto sottolineare che la guerra porterà ad una generazione di padri assenti, un tema centrale del suo nuovo film.

Se My Thoughts are Silent, il lungometraggio di debutto del trentenne Antonio Lukich racconta il legame tra un figlio, ridicolmente alto di statura, e sua madre, Luxembourg, Luxembourg si sofferma sul rapporto tra due gemelli, bassi di statura, ed il loro padre, recentemente morto in Lussemburgo dopo decenni di assenza. Si tratta però non di un film drammatico dai risvolti oscuri e cupi, ma, così come l’opera precedente del cineasta, in cui la melanconia di certi temi si mischia ad una comicità innata, un umorismo di carattere – con alcune concessioni – quasi pirandelliano. Lukich sottolinea che il suo film non è una commedia ma è innegabile il sarcasmo e la vena comica che viene emanata dal cineasta stesso e che si trasmette per intero nella sua opera. A vestire i panni dei due protagonisti sono Amil e Ramil Nasirov, membri della band “Kurgan & Agregat” e popolari in Ucraina per i loro video su Youtube, attraverso i quali sono stati scoperti da Lukich. Due ruoli opposti ma complementari, tagliati sulle personalità degli attori, che da subito divennero parte integrante del progetto.

Il tema dell’assenza paterna, del lutto, su ammissione di Lukich, deriva dalla propria esperienza personale, ma al contempo costituisce un parallelo con Padre (1966) di István Szabó, altro capolavoro dell’Est che riguarda la generazione di figli cresciuti senza un padre in seguito agli eventi della Rivoluzione del ’56 o della Seconda Guerra Mondiale. In Luxembourg, Luxembourg, l’unica traccia della guerra risale alla guerra jugoslava degli anni ’90 (tema, tra l’altro, anche di L’uomo più felice del mondo, altro film presentato a Venezia), dalla quale il padre dei protagonisti è fuggito, in quanto la produzione risale a prima del 24 Febbraio scorso.

Il Lussemburgo è un luogo che assume molteplici significati: un paese piccolo – come sono piccoli i protagonisti, sottolinea Lukich – appartenente all’Occidente, un luogo quasi immaginario, ancora immerso nel “sogno occidentale” di emigrazione per gli abitanti dell’Est, quali i protagonisti. Se la prima metà del film è narrata attraverso inquadrature elaborate, fluidi movimenti di macchina complessi e più ampi, a causa anche della ridotta troupe portata in Lussemburgo si assiste ad un rimpicciolimento della portata del film, quasi a confutare l’immaginario idealizzato dell’Occidente così come percepito nell’Est. Anche in My thought are silent era centrale il tentativo del protagonista di emigrare dal paese, ed è particolare il confronto rispetto a Luxembourg, Luxembourg, nel quale l’emigrazione diventa un atto necessario, dettato da avvenimenti esterni – non la guerra necessariamente, ma piuttosto la società che rende inospitale la madrepatria.

Sarebbe fuorviante cercare in questa pellicola, che nulla ha a che vedere con il conflitto in corso, paralleli con l’attualità, che comunque resta un elemento di preoccupazione del giovane auteur. Lui stesso ammette le coincidenze che emergono dal tema della paternità assente come comparabile alla situazione alla quale porterà inevitabilmente il conflitto in corso. Ha afftermato: «Mio padre era serbo e mi ha dovuto crescere in Ucraina a causa della guerra. Ora sono padre io, e non so dove mio figlio crescerà.»

Luxembourg, Luxembourg è disponibile sul Biennale Cinema Channel in streaming.

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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