CALCIO: Conference League, chi partecipa e come funziona

Martedì 14 settembre ha preso il via la fase a gironi della nuova competizione continentale: la Uefa Europa Conference League. Le prime due partite sono state Maccabi Tel Aviv (Israele) contro Alashkert (Armenia) e Maccabi Haifa (Israele) contro Feyenoord (Paesi Bassi). Entrambi gli incontri sono stati anticipati per permettere alla comunità di partecipare alle festività dello Yom Kippur. Idealmente la competizione si posiziona come importanza sotto l’Europa League e quindi, ovviamente, sotto la Champions League. Come East Journal seguiremo con un occhio di riguardo la Conference League perché raccoglie quelle squadre escluse dalle prime due Coppe e che spesso provengono dai paesi dell’Europa orientale. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come funzionerà il nuovo trofeo.

Storia, finale e trofeo della Conference League

La terza competizione continentale nacque, per lo meno come idea, nel 2015, quando si iniziò a pensare a una coppa che potesse dare spazio anche a quelle squadre che non riuscivano ad accedere alla Champions e all’Europa League. L’annuncio ufficiale fu dato il 2 dicembre del 2018, in occasione dei sorteggi dell’Europeo 2020. Inizialmente fu assegnato un nome provvisorio e non molto fantasioso: Europa League 2.

La finale della prima edizione si disputerà il 25 maggio 2022 a Tirana, in Albania, all’Arena Kombëtare. La squadra che trionferà potrà alzare al cielo la coppa, alta 57,5 cm e pesante 11 kg, composto “da 32 spine esagonali, una per ogni squadra nella fase a gironi della competizione, che si torcono e si incurvano dalla base del trofeo”. Oltre alla gloria, l’anno successivo il club campione potrà partecipare direttamente all’Europa League.

Oltre che su certi siti che per deontologia non possiamo consigliarvi, sarà possibile seguire alcune partite della competizione su Sky (anche in streaming su NOW) e su DAZN.

Come funziona la Conference League

Partecipano alla nuova coppa le squadre provenienti da tutte e 55 le federazioni che fanno parte della Uefa, con una disponibilità di posti decisa in base al coefficiente Uefa che stabilisce il ranking complessivo. Le prime cinque federazioni (Spagna, Inghilterra, Germania, Italia e Francia) hanno diritto a una sola squadra partecipante. Dalla sesta alla quindicesima (ad esempio Russia, Ucraina, Turchia e Repubblica Ceca) possono iscrivere due partecipanti, mentre dalla sedicesima alla cinquantesima possono far partecipare tre club. Infine le ultime cinque federazioni (fra cui Kosovo ed Estonia) hanno diritto a due partecipanti. Proviamo a riassumere il complicatissimo meccanismo.

Al primo turno di qualificazione partecipano 72 squadre:

  • 26 vincitrici della coppa nazionale delle federazioni dal 30° al 55° posto
  • 25 classificate seconde nei campionati dal 30° al 55° posto
  • 21 classificate terze nei campionati dal 29° al 50° posto

Al secondo turno di qualificazione si creano due percorsi: campioni e piazzati.

  • 17 eliminate dal primo turno di qualificazione della Champions League (campioni)
  • 3 eliminate dal turno preliminare di Champions League (campioni)
  • 36 vincitrici del primo turno (piazzati)
  • 14 vincitrici della coppa nazionale delle federazioni dal 16° al 29° posto (piazzati)
  • 14 classificate seconde nei campionati dal 16° al 29° posto (piazzati)
  • 16 classificate terze nei campionati dal 13° al  28° posto (piazzati)
  • 9 classificate quarte nei campionati dal 7° al 15° posto (piazzati)
  • 1 classificata quinta nel campionato al 6° posto (piazzati)

Al terzo turno di qualificazione continua la dicotomia fra campioni e piazzati e così partecipano:

  • 10 vincitrici del secondo turno (campioni)
  • 45 vincitrici del secondo turno (piazzati)
  • 6  classificate terze nei campionati dal  7° al 12° posto (piazzati)
  • 1 classificata quarta nel campionato al 6° posto (piazzati)

Al turno chiamato play-off partecipano:

  • 5 vincitrici del terzo turno (campioni)
  • 5 eliminate dal terzo turno di Europa League (campioni)
  • 26 vincitrici del terzo turno (piazzati)
  • 1 classificata quinta nel campionato al 5° posto (piazzati)
  • 4 classificate seste nei campionati dal 1° al 4° (piazzati)
  • 3 eliminate dal terzo turno di Europa League (piazzati)

E chi accede alla fase a gironi?

  • 5 vincitrici del turno precedente (campioni)
  • 17 vincitrici del turno precedente (piazzati)
  • 10 eliminate dai play off di Europa League

Un ulteriore grado di complessità è introdotto nella fase ad eliminazione. Le prime di ciascun girone passano agli ottavi, ma le seconde, prima di accedervi, devono scontrarsi con le otto terze provenienti dai gironi dell’Europa League.

Chi partecipa alla Conference League

Le squadre dell’Est Europa sono particolarmente presenti nella fase a gironi della competizione. Vediamo quali sono.

  • Gruppo A: LASK, Maccabi Tel-Aviv, Alashkert (Armenia), HJK Helsinki
  • Gruppo B: Gent, Partizan Belgrado (Serbia), Flora Tallin (Estonia), Anorthosis Famagosta (Cipro)
  • Gruppo C: Roma, Zorya Luhansk (Ucraina), Cska Sofia (Bulgaria), Bodø/Glimt
  • Gruppo D: AZ Alkmaar, CFR Cluj (Romania), Jablonec (Repubblica Ceca), Randers
  • Gruppo E: Slavia Praga (Repubblica Ceca), Feyenoord, Union Berlin, Maccabi Haifa
  • Gruppo F: Copenhagen, Paok Salonicco (Grecia), Slovan Bratislava (Slovacchia), Lincoln Red Imps
  • Gruppo G: Tottenham, Rennes, Vitesse, Mura (Slovenia)
  • Gruppo H: Basilea, Qarabağ Agdam (Azerbaigian), Kairat Almaty (Kazakhstan), Omonia Nicosia (Cipro)

Creando una sorta di medagliere delle partecipazioni alla fase finale delle tre competizioni (edizione 2021-22) si può scattare una fotografia sullo stato del calcio nell’Europa orientale.

  1. Ucraina (2 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
  2. Turchia (1 UCL, 2 UEL, 0 UECL)
    Russia (1 UCL, 2 UEL, 0 UECL)
  3. Moldavia (1 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
  4. Repubblica Ceca (0 UCL, 1 UEL, 2 UECL)
  5. Grecia (0 UCL, 1 UEL, 1 UECL)
    Bulgaria (0 UCL, 1 UEL, 1 UECL)
    Serbia (0 UCL, 1 UEL, 1 UECL)
  6. Polonia (0 UCL, 1 UEL, 0 UECL)
    Ungheria (0 UCL, 1 UEL, 0 UECL)
  7. Croazia (0 UCL, 1 UEL, 0 UECL)
  8. Cipro (0 UCL, 0 UEL, 2 UECL)
  9. Kazakstan (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Azerbaigian (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Slovacchia (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Slovenia (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Romania(0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Estonia (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
    Armenia (0 UCL, 0 UEL, 1 UECL)
  10. Albania (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Kosovo (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Bosnia (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Lettonia (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Lituania (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Georgia (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Bielorussia (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Montenegro (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)
    Macedonia (0 UCL, 0 UEL, 0 UECL)

Foto: credit Wikimedia

Chi è Gianni Galleri

Autore di "Curva Est. Un viaggio calcistico nei Balcani" e "Questo è il mio posto. Le nuove avventure di Curva Est fra calcio e Balcani". Coordina la redazione sportiva di East Journal.

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