est-EURO 2020: Impresa dell’Ungheria, vincono Russia e Ucraina

Le squadre dell’Est Europa sembrano aver trovato una quadra nella seconda giornata dell’Europeo 2020 (+1). Dopo il disastroso primo appuntamento arrivano le vittorie di Russia e Ucraina, ma anche i pareggi di Polonia, Croazia e Repubblica Ceca, ma soprattutto l’impresa dell’Ungheria che ferma la Francia, favoritissima per la vittoria finale. Su nove squadre impiegate: 2 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte.

Turchia

Questa volta ci si aspettava qualcosa di più dalla Turchia. Una prova di forza per riscattare il pesante 3 a 0 del debutto contro l’Italia. Invece è arrivata un’altra sconfitta, che sarebbe potuta essere ancora più pesante. A Baku, sotto gli occhi di Erdogan e dell’amico Aliyev, gli uomini di Gunes deludono un’altra volta. Finisce due a zero per  i gallesi, ma il risultato sarebbe potuto essere molto più rotondo, se Ramsey non si fosse mangiato un gol nel primo tempo e Bale non avesse calciato il rigore alto. La matematica non condanna ancora i turchi, ma ora non dipende più soltanto da loro. E per sperare in un miracolo è necessaria una vittoria contro la Svizzera, che si gioca anch’essa la qualificazione.
TURCHIA – Galles 0-2

Russia

La Russia si riscatta dalla sconfitta col Belgio, vincendo uno a zero con la Finlandia. Nel recupero del primo tempo segna l’atalantino Alekseij Mirančuk con un bel sinistro sotto l’incrocio dall’interno dell’area. Buone le prestazioni di Golovin e del sostituto Žemaletdinov, che sfiora il gol in due occasioni nella ripresa. Al termine della gara la difesa russa si fa trovare impreparata in un paio di occasioni, ma è un sensibile miglioramento rispetto alla brutta figura della prima giornata.
RUSSIA – Finlandia 1-0

Ucraina

A Bucarest gli uomini di Ševčenko portano a casa una vittoria molto importante per il passaggio del turno. I giallo-blu sono ispirati e vanno in gol con Andrij Jarmolenko, grazie ad un assist di tacco al volo di Oleksandar Karavajev sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Cinque minuti dopo è Roman Jaremčuk a battere Dimitrievski, consolidando il vantaggio dell’Ucraina. Nel secondo tempo calano i ritmi, ma gli ucraini hanno una grande occasione grazie ad un calcio di rigore per fallo di mano di Daniel Avramovski. Sul dischetto va Ruslan Malinovskij, ma Stole Dimitrievski si supera negando la gioia del primo gol all’Europeo per Malinovskij.
UCRAINA – MACEDONIA DEL NORD 2-1

Macedonia del Nord

Neanche con l’Ucraina arriva l’impresa della squadra balcanica. Si sperava in qualcosa di più, ma i ragazzi di Angelovski sono rimasti in partita fino alla fine e nonostante il doppio svantaggio hanno provato a riaprire il match, grazie anche al calcio di rigore, realizzato sulla ribattuta, da Ezgjan Alioski. Da segnalare la prova molto convincente dell’estremo difensore Stole Dimitrievski autore da un vero capolavoro sul tiro dal dischetto degli ucraini. Ora testa all’Olanda, la sfida è proibitiva, ma quando non c’è più niente in gioco a volte arrivano i risultati più inattesi.
UCRAINA – MACEDONIA DEL NORD 2-1

Croazia

Il pareggio tra Croazia e Repubblica Ceca, complice lo 0-0 tra Inghilterra e Scozia, preannuncia un’ultima giornata interessante nel girone D, che sarà deciso martedì sera da un dentro-fuori che coinvolgerà tutte e quattro le squadre. La Croazia era chiamata a vincere contro la Repubblica Ceca, dopo essere arrivata all’europeo con attese molto alte, ma il fatto di non avere un’idea precisa di come arrivare alla porta avversaria non ha permesso ai Vatreni di andare oltre un pari che, per il gioco visto in campo, non può nemmeno dispiacere troppo al ct Dalic. La gomitata di Dejan Lovren a Patrik Schick ha portato al rigore realizzato dall’attaccante ceco al 34′. La Croazia ha reagito debolmente, con solo un’occasione per Ante Rebic nel finale di primo tempo, raggiungendo comunque il pari in apertura di ripresa con un bel destro di Ivan Perisic. A seguire, soltanto un tentativo di Nikola Vlasic e una pressione debole che ha sottolineato i tanti problemi dei croati in rifinizione e finalizzazione. Il pareggio finale mantiene i Vatreni in corsa per il passaggio del turno, ma smorza definitivamente gli entusiasmi post-Russia 2018. La strada è già in salita e la Croazia dovrà battere una Scozia rinvigorita dal pari con l’Inghilterra e dalla possibilità di passare il turno in un girone in cui all’inizio pareva essere la vittima sacrificale.
REPUBBLICA CECA – CROAZIA 1-1

Repubblica Ceca

Alzi la mano chi immaginava che il capocannoniere dell’Europeo, dopo due giornate dei gironi, parlasse ceco. Patrik Schick sale a quota 3 reti, grazie al rigore che ha permesso alla sua squadra di fermare la Croazia. In realtà per il talento ex Samp e Roma non è stata una partita facile, mentre soprattutto nel primo tempo la Repubblica Ceca ha chiuso ogni spazio ai saccenti avversari, per poi metterli in difficoltà con rapidi contrattacchi. La perla di Perisic a inizio secondo tempo ha fermato un po’ l’incedere dei cechi, che comunque non sono stati schiacciati da una Croazia in evidente difficoltà. Con 4 punti in due partite la Repubblica Ceca può ora sognare il passaggio del turno: arriverà il biscottone con l’Inghilterra?
REPUBBLICA CECA – CROAZIA 1-1

Ungheria

Chi l’avrebbe mai detto che un centrocampo composto da Nagy (Bristol City), Schafer (DAC Dunajska Streda) e Kleinheisler (Osijek) avrebbe potuto reggere il confronto con la selezione più forte al mondo. In una Puskas Arena esaurita nuovamente fino all’ultimo posto, l’Ungheria ferma la Francia sull’1-1, confermando le buone impressioni emerse dopo la gara con il Portogallo. Un blocco basso molto ordinato ha permesso ai magiari di gestire la pressione dei francesi, poco lucidi sotto porta nelle occasioni create nel primo tempo. Al 46′, un cambio di fronte di Nagy ha favorito la triangolazione tra Sallai e Fiola, portando l’esterno ungherese a inserirsi nel lato destro della difesa francese e a battere Lloris per l’1:0. Grande festa alla Puskas Arena, con tanto di abbracci col pubblico e uno spavento per una giornalista a bordo campo, cui lo stesso Fiola ha distrutto il microfono durante l’esultanza. Nel secondo tempo i francesi hanno infranto il blocco ungherese su una situazione di contropiede, quando Mbappe ha superato Nagy e Loic Nego (francese del Fehervar naturalizzato ungherese) trovando in area Griezmann per l’1:1. Nel finale, una parata di Gulacsi ha contribuito alla conquista di un punto importante, che dà qualche possibilità ai magiari anche nell’ultima partita del girone, in cui la squadra dovrà cercare di battere la favoritissima Germania per passare il turno. Dopo la partita, per la seconda volta consecutiva, i calciatori ungheresi hanno cantato l’inno con la mano sul cuore insieme ai propri tifosi, in una scena che testimonia il nuovo nazionalismo che pervade il paese negli ultimi anni.
UNGHERIA – Francia 1-1

Polonia

Incapacità di gestione del possesso, poca costanza offensiva, appiattimento nella propria metà campo. Chi si aspettava che la sconfitta nella partita inaugurale svegliasse la Polonia, ha ricevuto una brutta sorpresa. La squadra di Paulo Sousa ha espresso tutti i suoi limiti contro una Spagna sì dominante ma poco concreta. C’è da dire che le rare fiammate offensive hanno portato ad altrettante occasioni, come il palo a fine primo tempo di Świderski, ma è troppo poco nell’arco dei novanta minuti. Unica nota lieta è il gol di Lewandowski, un’iniezione di fiducia per un giocatore stranamente poco prolifico in queste competizioni. Così, più per demeriti altrui che per meriti propri, la Polonia alla fine riesce a portare a casa il punto che tiene accesa la speranza: servirà tutt’altra partita per avere ragione della Svezia prima nel girone, ma un’eventuale vittoria potrebbe portare una delle squadre più brutte viste finora al prossimo turno.
POLONIA – Spagna 1-1

Slovacchia

Il muro svedese, tanto demonizzato per il suo stile di gioco, non viene scalfito dall’offensiva slovacca e anzi, alla fine, sono i giallo-blu a fare bottino pieno e portarti in testa al proprio girone. Quanto di buono visto con la Polonia, non è stato ripetuto dagli uomini di Štefan Tarkovič, ma la compagine scandinava è una fra le più difficili da affrontare e così a fine partita il conto dei tiri nello specchio per gli slovacchi segnala uno sconfortante “zero”. La Spagna non è esattamente l’avversario ideale con cui giocarsi il tutto per tutto, ma il passaggio al turno successivo della Slovacchia passa proprio per le Furie Rosse.
SLOVACCHIA – Svezia 0-1

Articolo a cura di Gianni Galleri, Tobias Colangelo, Luca D’Alessandro, Dino Huseljić, Gezim Qadraku.

Foto: Flikr Marco Verch Professional Photographer

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