Pillole di filosofia russa/11: Herzen, il rivoluzionario che criticava la rivoluzione

Negli articoli precedenti abbiamo iniziato a parlare dello sviluppo della corrente occidentalista nella storia del pensiero russo e abbiamo iniziato a esplorare i profili dei suoi maggiori esponenti. Ora ci concentreremo su Aleksandr Herzen, la cui opera ispirò pensatori estremisti e rivoluzionari come Sergej Nečaev e scrittori come Dostoevskij.

Una vita di esilio e lotte per la libertà

Non sorprende che la vita di Aleksandr Herzen (1812-1870) continui oggi a essere una fonte di interesse e ispirazione. La sua autobiografia Il passato e i pensieri, scritta tra il 1852 e il 1870, è ricca di riflessioni che permettono di carpire la complessità di Herzen come persona e come filosofo, e di ricollegare le sue esperienze personali alla sua visione del mondo. Isaiah Berlin ha descritto queste memorie come un monumento permanente della civiltà russa del tempo e “uno degli atti di accusa più penetranti, più persuasivi e moralmente più formidabili contro i grandi mali che sono venuti a maturazione nel nostro tempo”.

Herzen nacque figlio illegittimo di un ricco nobile, Ivan Alekseevič Jakovlev, e di una donna tedesca di umili origini. Crebbe nella casa paterna ed ebbe l’opportunità di ricevere un’educazione aristocratica. Nonostante ciò, la “macchia” della sua nascita, come lui la chiamava, lo rese risentito nei confronti dell’autorità e, in definitiva, dell’ordine sociale russo autocratico basato sullo sfruttamento della servitù della gleba. Questo risentimento lo portò a nutrire un interesse per la causa dei decabristi e dedicare i suoi sforzi per raggiungere la libertà in Russia.

Nel 1829 iniziò a prender parte a vari circoli di discussione di studenti progressisti tra cui i circolo di Stankevič e ben presto destò l’attenzione delle autorità che lo condannarono al suo primo esilio a Perm’. Gli anni di sorveglianza politica terminarono brevemente nel 1839; un anno dopo fu esiliato a Novgorod e gli fu interdetto di visitare le capitali. Infine, nel 1847 Herzen e la sua famiglia abbandonarono la Russia per sempre e intrapresero un viaggio europeo che durò vari anni.

Inizialmente la famiglia Herzen si recò nella capitale del radicalismo europeo, Parigi, sperando nell’imminente trionfo della rivoluzione sociale. Tuttavia, gli sconvolgimenti rivoluzionari del 1848 di cui Herzen fu testimone a Parigi e in Italia lo disillusero e presto si convinse che il ruolo dell’Europa come forza storica progressiva fosse finito e che le istituzioni occidentali fossero di fatto “morte”. In questo periodo iniziò anche la sua critica della concezione storica hegeliana: secondo Herzen infatti non c’è alcuna inevitabilità razionale nella storia; tutto il destino della società è deciso dal caso e dalla volontà umana.

Nel 1852 Herzen si stabilì a Londra e questo trasferimento segnò l’inizio di un periodo molto fertile dell’autore. Insieme a Nikolaj Ogarëv, amico di vecchia data, fondò la Free Russian Press, che pubblicò la sua rivista Kolokol, l’antologia Voci dalla Russia, ma anche le memorie dei decabristi e documenti storici russi, compresi alcuni contenenti informazioni sulle circostanze della morte del figlio di Pietro il Grande, l’omicidio di Paolo I e la morte di Aleksandr Puškin, così come versi non censurati di quest’ultimo e di altri poeti. Nel 1858 la Free Russian Press ripubblicò Viaggio da San Pietroburgo a Mosca di Aleksandr Radiščev, dandogli nuova vita.

Nel 1865, cinque anni prima della sua morte, si rimise in viaggio verso l’Europa e scrisse varie riflessioni sulle rivoluzioni che avevano preso piede degli anni precedenti. Il testo più noto è A un vecchio compagno, dedicato a Michail Bakunin, dove esprime i propri dubbi riguardo al prezzo della rivoluzione.

La libertà individuale come strumento di cambiamento sociale

Come rimarcato da Isaiah Berlin, Aleksandr Herzen è uno di quei pensatori politici che sfuggono a tutti i tentativi di classificazione. Nel suo pensiero filosofico si possono trovare elementi di liberalismo, radicalismo, utopia, materialismo, idealismo; tuttavia, la sua filosofia elude tutte queste etichette. Questo si riflette anche nel suo pensiero politico, perché se da un lato Herzen è considerato il fondatore del populismo russo e del socialismo agrario, dall’altro, le sue riflessioni sono incentrate sulla critica del pensiero utopico e rivoluzionario.

Una delle critiche che Herzen apportò alle idee rivoluzionarie e socialiste del tempo è la loro concezione di inevitabilità storica e la giustificazione dei costi della rivoluzione in nome di un futuro astratto. Per Herzen la libertà di oggi non può essere sacrificata per una maggiore libertà di domani. Tutto ciò che richiede di calpestare la libertà e la vita umana per obiettivi astratti e lontani è da lui interpretato come pericolosa idolatria.

La concezione della storia di Herzen come un prodotto di casualità, idiosincrasie e volontà umana, lo portarono a sostenere che solo una maggiore libertà individuale sarebbe capace di innescare un reale cambiamento sociale. Come scrive nella sua autobiografia: “Sia la natura che la storia non vanno da nessuna parte e quindi sono pronte ad andare ovunque siano condotte”. La libertà umana è quindi l’unica fonte di cambiamento tangibile, certa e fondata sul presente.

Immagine: Foto di Etienne Carjat, scattata tra il 1865 e il 1870 (Wikipedia Commons)

Chi è Arianna Marchetti

Assistente di ricerca e studentessa di filosofia presso l'università cattolica di Lovanio, si occupa principalmente di filosofia politica, teoria critica e filosofia russa.

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