RUSSIA: Mosca stringe la presa sui giganti dell’informazione

Lo scorso mercoledì 23 dicembre la Duma di Stato, la camera bassa del parlamento russo, ha adottato due leggi che garantiranno a Mosca il potere di impedire l’accesso alle reti internet locali a Youtube, Twitter, Instagram e Facebook, nonché di sanzionare pesantemente le loro condotte. I giganti dell’informazione sarebbero stati accusati dai legislatori russi di “censura” e “discriminazione, ovvero di aver abusato delle loro posizioni per prendere di mira i contenuti di alcuni media statali.

Obbligo di blocco per i contenuti vietati

La prima legge consentirà a Mosca di bloccare, in modo parziale o totale, tutti quei portali le cui azioni violano i diritti della Federazione Russa. Essa introduce inoltre l’obbligo di impedire l’uso dei social network allo scopo di commettere atti criminosi inclusa la distribuzione di materiali illeciti. Tra questi, ad esempio, rientrano tutti quei materiali che giustificano pubblicamente fenomeni terroristici. Dal canto loro, i social network saranno chiamati a limitare l’accesso alle informazioni che esprimono una chiara mancanza di rispetto per la società, lo Stato e la Costituzione della Federazione Russa, nonché inviti a rivolte di massa, all’estremismo e alla partecipazione a eventi pubblici non autorizzati.

Tale decisione è figlia di numerose denunce avanzate lo scorso anno da alcuni rappresentanti e funzionari di organi di stato, secondo i quali i loro account social non venivano trattati in maniera imparziale dai colossi hi-tech statunitensi. Secondo indiscrezioni, sembrerebbe infatti che nell’ultimo periodo Twitter abbia iniziato ad apporre sui profili di queste persone la descrizione “media affiliato allo stato”, un’etichetta apparentemente non gradita al Cremlino.

Le etichette che Twitter ha apportato su alcuni media di stato. Fonte: MFA Russia.

Responsabilità civile per mancata rimozione di informazioni vietate

Il secondo disegno di legge, in linea con il primo, si propone invece di introdurre la responsabilità civile per la violazione della procedura di rimozione delle informazioni illegali. Nello specifico, esso autorizzerebbe il governo russo a imporre pesanti sanzioni pecuniarie a quei siti internet, nonché ai loro server, che hanno ripetutamente mancato di rimuovere pagine web riportanti contenuti vietati dalla legge russa.

Come sottolineato sul sito ufficiale del governo, “il codice degli illeciti amministrativi sarà integrato da un nuovo articolo, secondo il quale la mancata adozione delle misure atte alla limitazione dell’accesso alle informazioni richieste dalla legge verrà punita con multe pecuniarie“. Il loro ammontare potrà variare da 50 a 100 mila rubli (€ 560 – 11oo ca.) per i cittadini, da 200 a 400 mila rubli (€ 2250 – 4500 ca.) per i funzionari pubblici, e da 800 mila a 4 milioni di rubli (€ 9000 – 45000 ca.) per le persone giuridiche. Per comportamenti recidivi, si propone di aumentare le multe fino a un massimo di 8 milioni di rubli (€ 90000 ca.).

La legge propone inoltre una responsabilità più grave per la non limitazione dell’accesso a informazioni contenenti richiami all’estremismo, immagini pornografiche di minori o dati sui metodi di acquisizione, produzione o utilizzo di sostanze stupefacenti. In questo caso, l’ammontare delle multe può raggiungere i 15 milioni di rubli.

Controllo del dissenso e sovranità digitale

I due disegni di legge, passati al vaglio del consiglio della Federazione (la camera alta dell’Assemblea federale) e successivamente firmati dal presidente Vladimir Putin, non sono che il più recente di una lunga serie di provvedimenti facenti parte di una più ampia strategia del Cremlino volta ad accrescere la sovranità digitale del paese. La loro approvazione si rivela essere così l’ennesima dimostrazione di come il governo russo, sempre più spaventato dal dissenso, stia cercando di aumentare il proprio controllo sui contenuti web, rendendo la rete di telecomunicazioni ad accesso pubblico più indipendente dalle grandi multinazionali americane.

Già nel marzo del 2019 infatti erano state approvate nuove misure restrittive relative a internet e ancora nel dicembre del 2016 il presidente Putin aveva firmato una nuova “dottrina sulla sicurezza dell’informazione”.

Leggi i nostri approfondimenti:

La nuova dottrina di Putin sulla sicurezza dell’informazione (2016)

Internet è sempre più controllato. Verso un possibile isolamento? (2019)

 

Immagine: Gettyimages.com

Chi è Gianmarco Riva

Nato in Brianza e cresciuto a Milano, dove si è laureato in Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale. Attualmente studia Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe presso l'Università di Bologna. Da dicembre 2019 collabora con East Journal per la redazione Europa Orientale.

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