UCRAINA: Timoshenko malata, ma resta in carcere

di Matteo Zola

La Corte d’appello di Kiev, riunita oggi in udienza preliminare, ha respinto la richiesta di scarcerazione dell’ex primo ministro Yulia Timoshenko, avanzata dalla sua difesa per motivi di salute, e ha stabilito che il processo d’appello può essere tenuto senza riaprire i termini dell’inchiesta, fissando la prima udienza per il 13 dicembre. Lo riferiscono le agenzie di stampa Ria Novosti e Interfax.

I legali della Timoshenko, condannata in primo grado a sette anni e mezzo di carcere per abuso di potere in seguito a un’inchiesta sui contratti per il gas firmati con la Russia mentre era premier, hanno dato vita in aula a una battaglia procedurale, chiedendo sia lo stop per il processo, sia la liberazione della loro assistita, assente in aula e ricoverata nell’infermeria del carcere in cui è detenuta da due giorni.

Quella della malattia può essere l’ultima carta in mano agli avvocati della “zarina del gas” per tirarla fuori di cella mobilitando l’indignazione dell’opinione pubblicia internazionale. In un contesto di estrema tribolazione, però, i governi, i media e le popolazioni del vecchio continente sembrano appassionarsi poco al caso Timoshenko. L’ex premier e leader d’opposizione, in prigione dallo scorso agosto, soffre di forti dolori alla schiena ma il ministero della Salute ucraino, che nei giorni scorsi ha permesso che Timoshenko fosse visitata in un ospedale di Kiev, afferma che la detenuta non soffre di alcuna patologia grave.

Resta grave il fatto che, indipendentemente dall’onestà della Timoshenko, quello che sta andando in scena in Ucraina è un processo politico che mina alle basi le già scarse possibilità di sviluppo democratico del paese.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "La guerra di Indipendenza ucraina" (Morcelliana, 2025) e "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022). Tra le principali pubblicazioni in ambito giornalistico c'è "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022) e "Congo, maschere per una guerra" (Quintadicopertina editore, 2015). Dal 2023 è tra gli organizzatori di Estival, il festival dell'Europa centro-orientale di Trento.

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2 commenti

  1. claudio vito buttazzo

    La Timoshenko, miliardaria, mafiosa, agente della Cia, supporter della Nato e della guerre per la “democrazia”, oltre che delle rivoluzioni (?) arancione, si finge malata e perseguitata. Sono proprio addolorato….