CIPRO: Checkpoint chiusi per coronavirus. Ma i cittadini protestano

A Nicosia, ultima capitale europea divisa da un muro, la paura del coronavirus ha portato ad effetti concreti. Per la prima volta dalla loro apertura nel 2003, il governo greco-cipriota ha annunciato la chiusura “per precauzione” per una settimana  di quattro dei sette checkpoint che collegano il nord e il sud dell’isola di Cipro – incluso quello pedonale di Ledra street, nel mezzo della città vecchia.

La reazione dei ciprioti non si è fatta attendere: una protesta di circa 200 cittadini da nord e da sud nella giornata di sabato ha pacificamente occupato il checkpoint, chiedendo che la libera circolazione tra le due parti dell’isola possa continuare. I manifestanti si sono scontrati con la polizia e hanno divelto le barricate, facendosi strada nella zona cuscinetto dove sono stati raggiunti dai manifestanti dalla parte turco-cipriota. Il capo della polizia Kypros Michaelides ha chiesto l’apertura di un’indagine sull’incidente, come riporta In-CyprusPresso i tre checkpoint lasciati aperti intanto si sono segnalate lunghe code di automobili.

Come riporta Cyprus Mail, il presidente greco-cipriota Nicos Anastasiades ha affermato da Limassol come non vi fosse “altra scelta” se non quella di chiudere i checkpoint per prevenire la diffusione del virus. Il pretesto sarebbe la presenza, nel nord dell’isola sotto occupazione turca dal 1974, di 3.000 studenti iraniani – una popolazione considerata particolarmente a rischio per via del focolaio in corso nella Repubblica Islamica. Anastasiades ha affermato di averne parlato anche con il presidente nord-cipriota, Mustafa Akinci, che ne aveva criticato la decisione unilaterale. La decisione sarebbe stata presa dopo una riunione di Anastasiades con il partito di estrema destra ELAM – da cui la protesta per il carattere pretestuoso della chiusura. “E’ inaccettabile. Non abbiamo bisogno di altri muri nella nostra città divisa”, ha affermato Tekim Birinci, presidente di un club calcistico di Nicosia nord.

La chiusura del checkpoint pedonale di Ledra Street è un duro colpo per coloro che non attraversano la “linea verde” in auto, nonché per gli acquirenti, i turisti, i rivenditori e i caffè di entrambi i lati della città vecchia di Nicosia. È la prima volta che uno dei checkpoint viene chiuso per qualsiasi motivo. Il primo checkpoint ad aprire fu quello di Ledra Palace nell’aprile 2003, ma Ledra Street non aprì fino all’aprile 2008 dopo gli accordi tra Demetris Christofias e Mehmet Ali Talat. I negoziati per la riunificazione dell’isola, che avevano visto una nuova accelerazione nel 2016, sono intanto di nuovo a un punto morto.

E Cipro non è l’unica realtà in cui l’epidemia sembra essere sfruttata dalle autorità per restringere la libertà di circolazione. Secondo quanto riportato da Civil.ge, in Georgia, il leader sud-osseto Anatoly Bibilov ha annunciato il 27 febbraio che tutti i checkpoint che collegano la regione separatista alla Georgia verranno chiusi per impedire la diffusione del nuovo coronavirus. 

Foto: in-Cyprus.com

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