UNGHERIA: Quarto giorno di proteste contro la “legge schiavitù”

Dopo mercoledì, giovedì e venerdì, domenica 16 dicembre Budapest ha visto il suo quarto giorno di proteste. Con la più alta partecipazione di persone finora, 10 mila secondo le stime, un corteo di manifestanti ha marciato da Piazza degli Eroi, nel sesto distretto della città, fino di fronte al parlamento ungherese al grido di: “Buon Natale signor primo ministro”.

Le ragioni della manifestazione

Le proteste sono iniziate mercoledì 12 dicembre, quando il parlamento ungherese ha approvato una legge per la riforma delle condizioni lavorative, soprannominata dai manifestanti “legge schiavitù”. La normativa propone un aumento delle ore di straordinari da 250 a 400 l’anno, e la possibilità del pagamento ritardato delle stesse fino a tre anni, aumentando di ben due anni il precedente limite. Secondo i manifestanti questa modifica è pensata a favore delle case automobilistiche tedesche, ma peggiora la condizione dei lavoratori ungheresi.

La seconda legge, approvata durante la stessa sessione parlamentare, riguarda l’adozione di corti amministrative che avranno funzioni di revisione giudiziaria rispetto a decisioni governative riguardanti tasse, permessi di costruzione, proteste, scioperi e divulgazione di informazioni di pubblico interesse. Il sistema non è nuovo per l’Ungheria, che ne ha avuto uno simile fino al 1949, con la successiva abolizione da parte del regime comunista. Ciò che crea problematiche è che il ministero della giustizia avrà influenza diretta rispetto: al budget delle corti, alla nomina dei giudici e dei presidenti di corte, alle loro promozioni e aumenti di stipendio. Questa normativa compromette definitivamente l’indipendenza del potere giudiziario in Ungheria.

La protesta

I manifestanti hanno indossato sciarpa e cappello bianchi per segnalare la natura non-violenta della protesta, si sono riuniti alle tre del pomeriggio in Piazza degli Eroi e hanno marciato fino a piazza Kossuth, sede del parlamento. Lì, membri di tutti i partiti d’opposizione, un ex giudice e il vicepresidente della federazione ungherese dei sindacati hanno fatto discorsi caratterizzati dal richiamo all’unità per la difesa della democrazia. La manifestazione è stata organizzata come un evento Facebook dai partiti d’opposizione MSZP, DK e Momentum. Oltre a Budapest, le proteste hanno avuto luogo a Győr, Debrecen, Békéscsaba, Szeged, Nagykanizsa, ed Eger. Le richieste dei manifestanti includono:

  • L’abolizione della “legge schiavitù”
  • Meno straordinari per la polizia
  • L’indipendenza del potere giudiziario
  • L’adesione dell’Ungheria alla Procura europea
  • L’indipendenza dei mass media statali

M1, primo canale della televisione pubblica ungherese, ha dato la notizia delle proteste bollandole come l’espressione di un’opposizione ai governi sovranisti anti-migranti e promosse da sostenitori delle idee di George Soros.

Foto: Balazs Mohai, MTI via AP

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Dublino, Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

Leggi anche

Medaglia oro olimpiadi 1932

STORIA: Halassy, il nuotatore che sfidò un destino avverso

Alcune imprese sportive hanno il potere di coinvolgere gli spettatori più scettici. Imprese come quelle del pallanuotista e nuotatore ungherese Olivér Halassy, stella della nazionale magiara degli anni '30, che stupì il mondo con la sua tenacia e la sua forza di volontà.

Un commento

  1. Sono d’accordo su tutto tranne che sul punto 4.

    Spero tanto che la UE e l’Eurozona vadano in malora. Confido nei tedeschi e nella loro ben nota tirchieria (non tireranno mai fuori i soldi che servirebbero a far funzionare l’euro – vedi bilancio federale USA per fare un esempio, si parla di trasferimenti che solo per la Germania costerebbero il 5% del PIL) e la loro testardaggine.

    Spero che gli ungheresi nel voler combattere Orban si rendano conto che se si appoggiano alla UE finiranno dalla padella alla brace.

    Se devono combattere per la democrazia e i diritti, che combattano per il loro paese, non per cercare chissà cosa fuori dai confini ungheresi.

    Nessun paese dà un soccorso disinteressato e il costo sarebbe enorme.

    Che poi Orban si è dimostrato molto congeniale alle politiche neoliberiste imperanti nella UE…

    Come iniziava la lettera di Kohl a Orban scritta qualche anno fa? Liebe Viktor… e solo questo è tutto un programma.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: