UCRAINA: Tra i manganelli e l'Europa

di Giuseppe Stasolla

L’Ucraina non riesce ancora a trovar pace, afflitta più che mai dalle tensioni della sua giovane democrazia. Nella giornata di oggi sono scesi in piazza i soldati veterani della guerra in Afghanistan e i superstiti sopravvissuti al disastro nucleare di Chernobyl che lavoravano nella tristemente nota centrale. A queste due categorie di persone il governo ha cancellato l’indennità d’invalidità che era stata loro concessa anni addietro; pensioni del valore di non più di un centinaio di euro. Eppure, nonostante le esigue somme, lo Stato mette mano ad una progressiva e dura riduzione dello già stremato stato sociale rimasto nel Paese.

I manifestanti hanno protestato davanti alla Verkovna Rada (Parlamento), fino a circondare completamente l’edificio e sfondare poi la recinzione al grido di “vergogna”. Ci sono stati momenti di gravi scontri, con contusi, con la polizia e con i reparti speciali, i “Berkut”, un nucleo particolarmente addestrato per lo scontro pesante e per l’antiterrorismo.

Il clima di queste settimane risulta abbastanza incandescente anche per le manifestazioni che avvengono puntualmente nella Kreshjatyk, la strada principale di Kiev, dal giorno dell’arresto di Yulija Timoshenko.  Denis Oleynikov, un imprenditore, è diventato noto per aver sostenuto una campagna di produzione di magliette recanti slogan di protesta contro il Presidente Yanukovich.

La risposta del regime non si è fatta attendere: reparti del Berkut hano fatto irruzione tra i banchetti della distribuzione delle contestate t-shirt e con i manganelli hanno sciolto le fila. Oleynikov ha lanciato un video su internet con cui chiama a raccolta per una grande mobilitazione popolare di protesta per il 21 settembre, al grido “L’Ucraina torni libera, riprendiamoci l’Ucraina!”. Manifestazione che sicuramente troverà il diniego delle Autorità. Si prevedono nuovi scontri.

Intanto, sul piano diplomatico, nei giorni scorsi c’è stata la visita del presidente del Partito popolare europeo, Wilfried Martens, che ha incontrato il Presidente Viktor Yanukovich, il Primo Ministro Mikola Azarov ed esponenti dei partiti di opposizione. Gli è stato impedito visitare in carcere Yulija Timoshenko (ex Primo Ministro) e Yuriy Lutsenko (ex Ministro dell’Interno). A Yanukovich ha chiesto di intervenire immediatamente per liberare quelli che ha definito prigionieri politici, di consentire un processo con libertà civili e parametri di difesa europei e, soprattutto, di consentire che la Timoshenko possa partecipare alle elezioni per il Parlamento del prossimo anno.

Ha esplicitamente sottoposto a queste richieste l’esito che l’accordo di associazione Europa-Ucraina potrà scaturire; un accordo cui il presidente Yanukovich tiene particolarmente, per rilanciare l’economia ucraina.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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2 commenti

  1. Mi scuso per gli errori di grammatica che faro’ sicuramente nel mio commento perche’ l’italiano lo sto studiano.
    Seguo con grande interesse gli articoli di Giuseppe Stasolla scritti in maniera molto professionale.Io vivo in Ucraina e mi fa tanto piacere che in Italia ci sono i giornalisti,come lui, che si interessano delle nostre facende che riescono a farle conoscere al mondo.Non solo perche’ l’Ucraina fa parte dell’Europa e vorrebbe entare nell’ UE ma anche perche’non credo che l’Europa abbia voglia di avere un paese neo stalinista vicino ai suoi confini.Ed e’ proprio questo che sta succedendo.IL giornalista descrive la nostra situazione veramente come e’in realta'(e ogni giorno si aggrava).Giuseppe,La voglio ringraziare per la Sua solidarieta’ nei confronti del nostro popolo.Perche’ Lei si rende perfettamente conto che la cosa migliore che dobbiamo fare da giorno d’oggi noi tutti,gli italiani e gli ucraini,i tedeschi ed i francesi,sia quella di essere uniti tra noi,sosetnereci nei nostri sforzi e passi verso la democrazia vera e propria,verso un Europa che possa diventare veramente un luogo dove si rispettino i diritti umani,dove le persone si sentano al sicuro,dove la pace faccia la pardrona di casa.
    Grazie.

  2. analisi accurata e approfondita di una situazione poco discussa in Italia,complimenti Giuseppe!!!!!
    CHIARA

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