La seconda puntata di Kiosk, il programma radio di East Journal e Most

Arte contemporanea armena; un’Europa in conflitto: Polonia, chiesa ortodossa, Bulgaria

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Il viaggio di Kiosk continua: apriamo sulle elezioni amministrative in Polonia, che hanno dimostrato una tenuta complessiva del governo. È la prima volta che il Paese va alle urne, dopo le politiche del 2015, e nonostante la situazione nelle città sia in parte diversa, si è trattato in generale di un calo di consensi modesto, tale da poter dire che Diritto e Giustizia (PiS), il partito al potere, mantiene salda la sua egemonia.

Si è trattato del primo di una serie appuntamenti elettorali per la Polonia. Nel maggio 2019 ci saranno le europee, in autunno le politiche, nella primavera 2020 le presidenziali. Ne abbiamo discusso insieme a Matteo Tacconi, giornalista esperto di Europa centrale e Balcani, che ci ha parlato anche del contenzioso in corso con la Commissione europea sullo Stato di diritto, dagli esiti quantomai incerti. Bruxelles contesta a Varsavia lo smantellamento dell’indipendenza dei giudici, mentre Varsavia replica rivendicando sovranità.

Sempre Tacconi ci ha raccontato di un film scandalo, Kler, incentrato sugli abusi di potere della chiesa cattolica in Polonia e sulla pedofilia. Un successo senza precedenti di pubblico che fa intendere come, a discapito dello stretto legame fra cattolicesimo e politica, la società polacca mantenga – almeno sotto traccia – aspetti critici e di dissenso, in direzione di una secolarizzazione del tutto indipendente dall’involuzione politica in corso.

Abbiamo discusso quindi dello scisma (se di ciò davvero si tratta) dell’ortodossia, e di come per la prima volta nella storia al centro di un evento di tale portata storica non siano questioni teologiche o dottrinali, bensì la politica e il nazionalismo, che dividono le chiese, non soltanto i popoli. Uno scisma postmoderno, per molti aspetti, dove la religione appare marginalizzata, paradossalmente, e svuotata al suo interno di contenuti spirituali.

Abbiamo discusso quindi di Bulgaria, a partire dall’omicidio della giornalista Viktoria Marinova. Un assassinio su cui aleggiano molti dubbi e nessuna certezza, ma che rischia di aprire un vaso di Pandora, in un momento in cui Sofia sembra essere finalmente proiettata verso una prossima integrazione economica nell’eurozona. Riciclaggio, evasione di sanzioni – soprattutto nei confronti della Russia – e una povertà diffusa che determina, ad esempio, che il PIL pro capite bulgaro si attesti alla metà di quello dell’Unione Europea.

Concludiamo con uno spazio culturale che abbiamo dedicato a un’intervista ad uno dei più grandi artisti armeni del nostro tempo: Mikayel Ohanjanyan, fresco vincitore di un premio internazionale, con il quale abbiamo riflettuto sull’arte e l’identità armena, in un momento di grandi cambiamenti all’interno del Paese. Il 26 ottobre Ohanjanyan verrà premiato all’interno del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, dove sarà esposta la sua opera per i prossimi sei mesi.

PLAYLIST
• Wolf Biermann, ‘Die Stasi-Ballade’
• Hichkas, ‘Firooz’.
• Shahin Najafi, ‘Radikal’
• Ensemble Mze Shina, ‘Shairebi’

Kiosk va in onda ogni giovedì alle 21.30, sulle onde di Radio Beckwith Evangelica

Vi siete persi la prima puntata? Ascoltatela qui:

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Chi è redazione

East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

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2 commenti

  1. La secolarizzazione in Polonia, così come in Italia, lavora sottotraccia… Si vedrà alla fine di questo percorso speriamo non ancora troppo lungo. La laicità è una delle poche speranze di convivenza civile nei nostri paesi.

  2. Ogni paese ha i suoi percorsi politici, non possiamo farlo noi per loro, nemmeno la UE, pena avere un corpo estraneo che decide di questioni rilevanti che dovrebbe spettare al popolo decidere. Che piaccia o meno. Solo così si cresce. I diritti ceduti dall’alto possono anche dall’alto essere revocati. Il percorso sarà lungo, ma è l’unico.

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