UCRAINA: Ucciso il giornalista Babchenko, noto oppositore di Putin

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AGGIORNAMENTO: Arkadij Babčenko è vivo, la sua morte è stata inscenata dai servizi segreti ucraini. Per saperne di più, leggi gli altri articoli di East Journal.

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Il giornalista russo Arkadij Babčenko è stato ucciso martedì sera, 29 maggio, a Kiev. Secondo quanto riportato dalla polizia ucraina, la moglie lo avrebbe ritrovato sanguinante all’ingresso del condominio dove abitano. È morto poco dopo l’arrivo dei soccorsi, sull’ambulanza nel tragitto per l’ospedale, a causa delle ferite riportate. Il capo della polizia di Kiev, Andriy Kriščenko ha aggiunto che la morte di Babčenko potrebbe essere legata alla sua attività professionale.

Il collega Osman Pašaev ha scritto su Facebook che “Babčenko è stato ucciso da tre colpi di pistola sparati alle spalle nell’androne delle scale di casa sua, mentre rientrava a casa dopo aver fatto la spesa”.

Babčenko era molto noto per il suo attivismo politico, esternato frequentemente attraverso i social, oltre che per i suoi resoconti dalla guerra in Cecenia. Era un noto oppositore del presidente russo Vladimir Putin. Il 25 dicembre 2016 aveva reagito controcorrente, rispetto ai colleghi russi,  alla scomparsa dei 92 passeggeri dell’aereo militare che trasportava in Siria il coro dell’Armata Rossa assieme ad alcuni giornalisti. A seguito di questo episodio erano iniziati gli episodi di minacce di morte e le intimidazioni, che lo avevano portato a trasferirsi prima a Praga e successivamente a Kiev.

Nella capitale ucraina aveva iniziato a lavorare come presentatore televisivo per il canale ucraino dei tatari di Crimea ATR TV. Contemporaneamente, proseguiva la sua attività giornalistica, caratterizzandosi per essere uno dei più aspri critici del Cremlino.

Il Primo Ministro ucraino Volodimir Grojsman ha descritto Babčenko come “un vero amico dell’Ucraina, che stava raccontando al mondo l’aggressione russa” aggiungendo che “i killer verranno puniti”. In risposta, il deputato russo Evgenij Revenko, parlando all’agenzia di stato Ria Novosti, ha affermato che “l’Ucraina sta diventando un posto molto pericoloso per i giornalisti”, aggiungendo che “il governo ucraino non è in grado di garantire la libertà”.

Harlem Désir, rappresentante OSCE per la libertà dei media, si è detto “terrorizzato” per l’accaduto, richiamando le autorità ucraine a condurre “indagini immediate ed approfondite”. Intanto, le indagini sono state aperte e ulteriori dichiarazioni verranno rilasciate nelle prossime ore.

Foto: independent.uk

 

 

 

Chi è Leonardo Scanavino

Leonardo Scanavino
Laureato in "Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione" presso l'Università degli Studi di Torino, attualmente frequenta una Magistrale in "Studi di Sicurezza Internazionale" presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. In precedenza, ha frequentato un semestre di studi (Erasmus) prasso la Latvijas Universitāte (Riga, Lettonia), durante il quale ha avuto modo di avvicinarsi alle tematiche di transizione riguardanti i paesi post-sovietici dell'Est Europa. Parla inglese, francese e studia russo.

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