UCRAINA: Kiev sospenderà i treni per Mosca?

Da SUMY, UCRAINA Il giornale russo Kommersant ha riferito che dal 1 luglio il governo di Kiev si prepara a interrompere il servizio ferroviario passeggeri che collega l’Ucraina con la Russia. Tuttavia il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ucraino Volodimir Omeljan smentisce la notizia definendola come un’ulteriore “bufala mediatica” della stampa russa.

Dal distacco mediatico a quello ferroviario

La decisione del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa (CNSD) di bloccare i popolari social network e servizi di posta elettronica russi è solo una parte della battaglia che il presidente Petro Poroshenko sta conducendo nei confronti di Mosca. In contemporanea a queste sanzioni, infatti, la scorsa settimana è stato annullato il trasporto merci tra Ucraina e Russia.

A quanto pare, il progetto di sospendere anche il trasporto ferroviario dei passeggeri non è ancora stato ufficialmente confermato né da Kiev né da Mosca, e per ora l’argomento sembra essere piuttosto confuso. Alcuni interlocutori ucraini hanno dichiarato che il prestesto informale che ha portato il governo ucraino a sollevare la questione è la riluttanza da parte delle ferrovie di stato russe (RŽD) di sospendere il trasporto passeggeri per la Russia dal Donbass e, in particolare, dalla regione di Donetsk che viola la sovranità e l’integrità territoriale del Paese. Le pressioni politiche nei confronti di Oleksandr Turčynov, segretario generale del CNSD, e di Andriy Parubiy, presidente del parlamento ucraino, entrambi sostenitori di Poroshenko, non mancano per realizzare il progetto.

L’ultima parola spetta a Ukrzaliznycja

In parlamento, la notizia è stata accolta in maniera ambigua da molti deputati appartenenti al BPP (Blocco Petro Poroshenko). Molti si oppongono a quest’idea per non dover gestire il problema di quasi 2 milioni di ucraini che lavorano attualmente in Russia e che tornano regolarmente in patria. Ma la popolarità del presidente cresce quando si tratta di rompere i legami economici, culturali e umani con la Russia e in situazioni simili i calcoli finanziari passano in secondo piano.

Il provvedimento però non ha bisogno di essere votato in parlamento, è sufficiente il via libera da parte della compagnia ferroviaria statale ucraina Ukrzaliznycja. A questo proposito, l’ufficio stampa delle ferrovie ucraine nega di aver intenzione di sospendere i collegamenti ferroviari fra i due Paesi, ribadendo che i biglietti sono in vendita. Dalle ferrovie russe Alexej Tajčer precisa tuttavia che è in corso un ritiro di vagoni dal territorio ucraino.

Sulla questione anche l’ex vice ministro dei trasporti Oleksandr Kava dice la sua. Afferma che già in seguito agli eventi del 2014 c’è stata una riduzione graduale del trasporto ferroviario di passeggeri e che Ukrzaliznycja ha registrato un calo del 60% nel corso dell’ultimo anno. Aggiunge, inoltre, che se il progetto dovesse venir messo in atto i viaggiatori potranno recarsi in Russia facilmente tramite il servizio privato proposto delle numerose compagnie di marshrutke (mini-autobus ucraini), che effettuano regolarmente i trasporti stradali dalle città orientali di Černihiv, Kharkiv e Sumy, o tramite la compagnia aerea bielorussa Belavia, che effettua voli tra Kiev e Mosca con scalo a Minsk.

Il distacco totale tra i due Paesi confinanti non sembra così facile da realizzare.

Foto: Slovo i Delo

Chi è Claudia Bettiol

Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

Leggi anche

UCRAINA: La nuova legge sulla lingua, ultimo atto di Porošenko

Prima di lasciare la poltrona presidenziale al neo eletto Volodymyr Zelensky, Petro Porošenko ha firmato una nuova legge sulla lingua. Una legge che mette sotto forte pressione i diritti delle minoranze.