RUSSIA: Il’dar Dadin è libero. Ritirata la condanna all’attivista russo

La Corte Suprema il 22 febbraio 2017 ha ritirato la condanna nei confronti dell’attivista russo Il’dar Dadin. Cinque mesi prima del termine impostogli di reclusione (due anni e mezzo, che sarebbero scaduti a luglio), l’uomo può quindi ora tornare in libertà.

Il’dar Dadin era stato il primo ad essere condannato, a fine 2015, secondo il nuovo articolo 212.1 del Codice Penale russo (introdotto solo nel 2014), per “ripetuta violazione delle regole in materia di svolgimento di manifestazioni pubbliche”. Nello specifico, Dadin si sarebbe reso colpevole in quanto organizzatore di tre eventi nel giro di sei mesi.

Il 10 febbraio 2017, tuttavia, la Corte Costituzionale si è espressa dichiarando la sentenza contro Dadin inconstituzionale: infatti, gli atti per i quali si condanna l’attivista sono avvenuti prima che la nuova legge entrasse in vigore. Inoltre, la Corte richiama l’attenzione dei legislatori, invitandoli a rivedere il Codice Penale russo: ha sottolineato come la sola ripetizione di una violazione non dovrebbe divenire fondamento per una denuncia, ma dovrebbe piuttosto essere dimostrato come tali atti possano divenire socialmente pericolosi.

La vicenda di Il’dar Dadin è divenuta nota in novembre, quando dalla colonia penintenziaria è trapelata una sua lettera (che abbiamo tradotto qui) in cui denunciava torture ed altre violenze.

In realtà, al momento, Dadin non ha ancora il diritto di lasciare la colonia, ma dovrà aspettare che vi giunga la sentenza scritta e timbrata dalla Corte, e la legge non specifica i termini di tempo per l’invio del documento.

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

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