TURCHIA: La destra nazionalista sosterrà il referendum per il presidenzialismo

La corsa dell’AKP (Adalet ve Kalkınma Partisi, Partito Giustizia e Sviluppo) verso il referendum costituzionale per il presidenzialismo sembra aver ricevuto una nuova spinta. Non che la questione sia mai stata messa da parte, dato che ormai il ricorso al presidenzialismo sembra essere il leit motiv al quale il partito AKP fa retoricamente ricorso per il risanamento di quasi tutti i problemi dell’attuale Repubblica turca. Quello che rappresenta una novità sembra essere il sostegno del partito all’opposizione MHP (Milliyetçi Hareket Partisi, Partito del Movimento Nazionalista) al progetto di riforma costituzionale, sostegno necessario al partito del presidente Recep Tayipp Erdoğan per rendere il referendum costituzionale una possibilità. Ma le cose stanno davvero così?

Una via d’uscita dall’ “impasse”

Il progetto di riforma costituzionale verso un presidenzialismo “stile Usa” è tornato argomento di discussione dopo la dichiarazione del leader del partito della destra nazionalista (MHP) Devlet Bahceli, che si è dimostrato favorevole a discutere l’argomento per aiutare il paese ad uscire dall’impasse politica in cui si trova attualmente. La questione a cui si riferisce il leader dell’MHP è dovuto al fatto che Erdoğan, sebbene ricopra una carica essenzialmente rappresentativa per Costituzione, nei fatti agisce come fosse il leader politico del paese, oscurando il ruolo dell’attuale primo ministro Binali Yıldırım. Per risolvere questa situazione, che mina le basi stesse del funzionamento del sistema parlamentare, il leader dell’MHP si è dunque dimostrato favorevole affinché il sistema presidenzialista sia votato in Parlamento, e se necessario sottoposto a referendum popolare.

Un sostegno necessario per i progetti dell’AKP

Il primo ministro turco Binali Yıldırım non ha perso tempo per elogiare il “sostegno” di Bahceli al referendum costituzionale, sostegno necessario dato che al partito di Erdoğan mancano 14 seggi per ottenere i 330 voti necessari (su un totale di 550) per sottoporre il testo di riforma costituzionale a referendum popolare. Per questo motivo, nonostante questo appoggio non sia ancora certo, l’AKP si è subito attivato al fine di portare in Parlamento l’emendamento a favore del presidenzialismo. In caso di accordo tra AKP e MHP si potrebbe andare a referendum già a inizio 2017, come recentemente dichiarato dal ministro della Giustizia Bekir Bozdag.

La posizione dell’MHP assomiglia più a una critica che ad un sostegno

Ad oggi non sono ancora trapelati dettagli sulla proposta in senso presidenziale, ma il deputato AKP Mustafa Sentop ha dichiarato che il testo avrà come oggetto una proposta di revisione dell’esecutivo, dove “le funzioni del premier e del presidente verranno raccolte in un’unica figura”, pur garantendo un sistema di controllo sul ruolo presidenziale. Il partito CHP è in aperto contrasto con la proposta di revisione in senso presidenziale, mentre l’HDP è tenuto dichiaratamente fuori dal dibattito: per questo il voto dell’MHP risulta essere per l’AKP di vitale importanza.

Tuttavia l’MHP pare aver messo in luce uno dei problemi più urgenti per la repubblica turca, e il suo essersi dimostrato aperto ad una revisione costituzionale non significa che esso sia totalmente favorevole al presidenzialismo che Erdoğan ha in mente, quanto piuttosto una critica all’attuale politica di governo.

 

 

Chi è Chiara Bastreghi

Laureata presso l'Università degli Studi di Torino nel corso Global Studies con indirizzo Medio Oriente (Facoltà di Scienze Politiche) con una tesi sulla questione identitaria turca, dal titolo "Kemalism and Neo-Ottomanism, a comparison: the two ideologies in light of the Syrian Civil War". Nata a Siena il 27 marzo 1987.

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