BASKET: Croazia e Serbia sbaragliano i preolimpici e volano a Rio

Tra il 4 e il 10 luglio si sono svolti a Belgrado, Torino e Manila i tornei preolimpici che mettevano in palio ognuno un posto nel torneo di basket alle Olimpiadi di Rio. Alla fine le squadre che si sono aggiudicate il pass per Rio sono Croazia, Serbia e Francia. La formula di tutti e tre i tornei consisteva in due gironi di qualificazione composti da tre squadre al termine dei quali le prime due accedevano alla fase a eliminazione diretta: la vincente del girone A affrontava la seconda del girone B e viceversa in semifinale per poi accedere alla finale che decideva chi sarebbe andato a Rio.

Nel concentramento di Belgrado tra le nazionali dell’est erano presenti, oltre ai padroni di casa della Serbia, anche la Lettonia, squadra giovane e talentuosa orfana però del proprio giovane fenomeno Kristaps Porziņģis. I serbi – inseriti inizialmente nel girone A – che alla fine si sono aggiudicati il torneo non si sono mai trovati realmente in difficoltà: a parte l’esordio con il Porto Rico chiuso con il punteggio di 87-81 hanno vinto tutte le altre partite con uno scarto superiore ai venti punti. La finale, sempre contro Porto Rico, è stata un’affermazione del dominio casalingo ed è finita 108-77. Oltre al solito Miloš Teodosić, i migliori giocatori sono stati Bogdan Bogdanović e il giovanissimo centro dei Denver Nuggets in NBA Nikola Jokić (premiato alla fine come MVP del minitorneo). Per la Lettonia invece il risultato non risulta soddisfacente dopo il buon EuroBasket dello scorso anno, per non essere riusciti a raggiungere la finale a causa della sconfitta di misura con Porto Rico. Il gruppo è però giovane e nei prossimi anni, magari con un Porziņģis in più, potrà togliersi tante soddisfazioni.

A Torino hanno invece giocato Grecia e Croazia, entrambe formazioni con giovani talentuosi e veterani capaci di portare esperienza nei momenti più difficili. Le due squadre si sono affrontate in semifinale dopo che la Grecia aveva vinto il girone A e la Croazia si era qualificata come seconda nel B. Alla fine hanno prevalso i croati per 66-61, un piccolo scarto che però non racconta necessariamente l’andamento del match. Infatti i croati sono sempre stati avanti, a tratti con un dominio imbarazzante (come dimostra il primo quarto conclusosi 13-31 in favore della nazionale allenata da Aca Petrović, fratello del compianto Dražen). In finale la Croazia ha affrontato l’Italia e l’ha battuta 84-78 dopo un supplementare. (dopo aver perso 67-60 durante il gironcino) strappando il lasciapassare per Rio.

Questa qualificazione, dopo un Europeo non all’altezza, è frutto di un rinnovato spirito di gruppo finalmente libero da alcuni elementi deleteri per lo spogliatoio stando alla stampa croata (primo su tutti Ante Tomić). Dal punto dei vista dei singoli fondamentali sono state soprattutto le prestazioni di Bojan Bogdanović, capocannoniere del concentramento di Torino a 24.2 punti a partita, e del classe 1994 Dario Šarić capace di rispondere presente al primo appuntamento decisivo della propria carriera in nazionale chiudendo in doppia doppia di media e aggiudicandosi il titolo di MVP. Per la Grecia, che sta attraversando una fase di transizione dopo il ritiro di mostri sacri come Dīmītrīs Diamantidīs, il risultato è comunque una delusione. Allo stesso tempo però questo torneo è servito a far fare esperienza ai giovani del nuovo ciclo che dovrà riportare il basket ellenico ai vertici, con Giannīs Antetokounmpo capofila.

Nel torneo di Manila tra le squadre dell’est l’unica presente era la Turchia, che fondamentalmente si ritrova nella stessa situazione della Grecia. La squadra ha ceduto di dodici punti in semifinale contro la Francia dimostrando però qualche passo in più rispetto al brutto EuroBasket dello scorso settembre. Inoltre aver fatto fare un’ulteriore esperienza ai propri giovani e aver ulteriormente cementato il gruppo (cambiato di poco rispetto allo scorso anno) fa ben sperare per l’Europeo che la nazionale del Bosforo giocherà in casa nel 2017. I più attesi saranno Cedi Osman e Furkan Korkmaz, rispettivamente classe 1995 e 1997 ed entrambi in odore di NBA.

Foto: Fiba.com

Chi è Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero. Studente di Filosofia presso l'Università di Padova. Collabora con la Pagina Sportiva di East Journal e con il sito dedicato alla pallacanestro BasketUniverso.

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