BASKET: La Turchia avversaria dell’Italia tra gioventù e conferme

L’Italbasket che prenderà parte ai prossimi Europei di pallacanestro si presenta con grandi aspettative e la speranza di confermare quello che molti addetti ai lavori pensano: questa è la Nazionale più forte di sempre. L’estrema difficoltà del girone in cui è stata inserita – quello B di Berlino – sarà un buon banco di prova. Si partirà il 5 Settembre con la Turchia, nazionale che fa della stazza un punto di forza e quindi fastidiosa per una nazionale il cui vero problema è la penuria di lunghi.

Storicamente in Turchia il basket ha sempre goduto di una buona notorietà, ma fino agli anni ’90 il livello di questo sport è sempre rimasto altalenante. Con l’affermarsi delle superpotenze polisportive di Istanbul (Galatasaray, Fenerbahçe, Beşiktaş) e di altre squadre della capitale come l’Anadolu Efes SK, la situazione è radicalmente cambiata e vede i club turchi stabilmente ai piani alti dell’Eurolega, massima competizione europea, e i talenti autoctoni affacciarsi al grande basket della NBA. Uno di questi è stato Hidayet “Hedo” Türkoğlu, leader della nazionale nell’ultimo decennio e ormai ritiratosi dalla nazionale.

I 12 Dev Adam (“I 12 giganti”), come vengono soprannominati in Turchia, ripartono dalla grinta di Ergin Ataman, sulla panchina da marzo del 2014, quando prese il timone in extremis per i Mondiali di Spagna. Nella rassegna iridata ha guidato i suoi all’ottavo posto, buon risultato ma meno soddisfacente rispetto all’argento dei Mondiali casalinghi nel 2010, quando sulla panchina sedeva il santone della pallacanestro europea Bogdan Tanjević. In quel caso la semifinale contro la Serbia, altra formazione avversaria dell’Italia, finì 82-83 in favore dei turchi dopo un appoggio allo scadere di Kerem Tunçeri (giocatore che non vedremo agli Europei), ma fece discutere per la condotta arbitrale, lasciando della ruggine tra le due compagini.

Il coach in una recente intervista ha definito la propria squadra una outsider, una di quelle formazioni che potrebbero stupire e arrivare tra le prime nonostante il talento inferiore rispetto alle favorite Francia, Spagna e Serbia. I giocatori a disposizione, in effetti, sono di tutto rispetto. Nonostante le assenze dei lunghi NBA Ömer Aşik ed Enes Kanter, la Turchia potrà contare su Ersan İlyasova, lungo dalle ottime capacità a rimbalzo e dalla discreta presenza fisica nell’area pitturata, molto talentuoso dal punto di vista offensivo. Si tratta di un giocatore dalla difficile gestione dal punto di vista caratteriale e Ataman dovrà riuscire a spronarlo per evitare passaggi a vuoto dal suo miglior uomo.

İlyasova sotto i tabelloni sarà coadiuvato dall’ex-NBA a Boston e Cleveland Semih Erden, un roccioso centro di 213 cm da poco sotto contratto al Darüşşafaka SK e per questo motivato a far bene per presentarsi al meglio. Gli esterni Sinan Güler e Cedi Osman porteranno rispettivamente esperienza e freschezza. Osman – nato nel 1995 a Ocrida da padre turco e madre bosniaca, quindi anche cittadino macedone – gioca nei ruoli di guardia e ala piccola. Osman vanta un tesoretto di esperienze in diversi paesi: spostatosi dalla Macedonia nel 1999, è cresciuto nel Bosna Sarajevo. Nel 2007 viene adocchiato da uno scout turco che lo porta a Istanbul, dove si mette in mostra tra le fila dell’Efes durante la passata stagione, meritandosi una chiamata allo scorso Draft NBA (trentunesima chiamata assoluta dei Minnesota Timberwolves, poi scambiata ai Cleveland Cavaliers).

Il quintetto dovrebbe poi essere chiuso dal playmaker Ali Muhammed, che ai più non dirà molto se non fosse il nome acquisito nel 2015, insieme alla cittadinanza turca, da Bobby Dixon, passato in Italia a Brindisi e miglior giocatore delle Finali del campionato turco lo scorso anno. Dixon, che ha scelto il proprio nome in onore del pugile Muhammad Ali, non è il primo caso di giocatore statunitense ad aver ottenuto un passaporto europeo molto dubbio. Vale la pena menzionare anche Melih Mahmutoğlu e Furkan Aldemir, entrambi giovanissimi: il primo è una guardia, il secondo un’ala grande/centro con un anno di NBA alle spalle con la maglia dei Philadelphia 76ers. La sorpresa è la presenza di Furkan Korkmaz. Nato nel 1997 a Bakırköy, il ragazzo è tra i migliori prospetti mondiali della propria annata, e molti scout lo danno tra le prime quattordici scelte del prossimo Draft NBA. Ataman potrebbe decidere di impiegare il ragazzo come jolly dalla panchina, sfruttandone la capacità da scorer, la stessa che potrebbe portarlo ad essere il prossimo grande giocatore della scuola europea.

Photo: Christopher Johnson

Chi è Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero. Studente di Filosofia presso l'Università di Padova. Collabora con la Pagina Sportiva di East Journal e con il sito dedicato alla pallacanestro BasketUniverso.

Leggi anche

Orbán Calcio

UNGHERIA: Viktor Orbán e il calcio come arma politica

Né la nazionale magiara, né i club ungheresi stanno mostrando un miglioramento. Allora perché Viktor Orban continua a investire cifre astronomiche nel calcio?

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: