PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro

di Alessia Lauri

Tra le tante storie dimenticate della Resistenza c’è quella della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi. La maggioranza degli italiani probabilmente non ha idea del fatto che durante la seconda guerra mondiale l’Italia fascista occupò buona parte del territorio jugoslavo. E del fatto poi che decine di migliaia di soldati italiani, dopo aver combattuto per due anni come occupanti, abbiano deciso dopo l’8 settembre del 1943 di combattere al fianco dei partigiani jugoslavi praticamente non si ha memoria, se non tra i familiari di chi è tornato (pochissimi sono i reduci ancora in vita).

Decine di migliaia di soldati italiani si sono trovati, dopo la caduta del fascismo, smarriti, senza ordini, abbandonati al loro destino in Grecia, in Albania, e, appunto, in vasti territori della ex Jugoslavia. Alcuni si sono arresi, altri hanno tentato la fuga, altri sono stati giustiziati. Ciò che rende straordinaria la storia della Divisione Garibaldi è che questi ventimila soldati (circa un terzo di quelli stanziati in quell’area) sono riusciti in qualche modo non solo a capire che il vero nemico da combattere era il nazismo, ma incredibilmente, per le condizioni difficilissime in cui operavano, a coordinarsi e ad essere inquadrati come Divisione partigiana all’interno dell’esercito di liberazione jugoslavo, che fino a poche settimane prima avevano combattuto.

Nella confusione che regnava in quel momento in quelle zone, dove contemporaneamente nazisti, fascisti, ustascia, cetnici, e partigiani comunisti si affrontavano in un tutti contro tutti, non era cosa semplice capire da che parte stare e fare la scelta giusta. Eppure questi soldati, citando uno dei reduci, scelsero di stare “dalla parte della libertà”. Non fu facile: più della metà perse la vita per fame, freddo e tifo nei lunghi mesi trascorsi in condizioni estreme tra l’autunno del ’43 e la primavera del ’45 sulle aspre montagne del Montenegro.

Si tratta di eroi semplici, uomini che hanno combattuto in nome della libertà e che hanno dato un notevole contributo per la liberazione dell’Europa dal nazismo, tanto importante quanto dimenticato. L’Italia dei decenni successivi evidentemente non ha avuto alcun interesse a mantenere viva la memoria di un sacrificio che in fondo era stato compiuto fuori dai confini nazionali e per di più al fianco di quei comunisti titini la cui “amicizia” in epoca di guerra fredda sarebbe stata vista come sconveniente un po’ da tutti.

Eric Gobetti, storico torinese esperto di seconda guerra mondiale e di Jugoslavia, da anni fa ricerca su questo tema e nel tempo ha raccolto preziose testimonianze dirette e una quantità di materiale inedito (diari, fotografie, riprese amatoriali dell’epoca) fondamentale per ricostruire la verità storica a partire dalle storie personali dei protagonisti di quella epopea. In questi giorni è a Roma per presentare “PARTIZANI – La Resistenza italiana in Montenegro”, il docufilm (durata 65’) che raccoglie molte interviste ai reduci e straordinarie immagini inedite, con musiche originali di Massimo Zamboni (ex CCCP/CSI).

Giovedì 26 maggio 2016 alle ore 19.00 “PARTIZANI” sarà proiettato a Roma presso la sede dell’Associazione culturale Qua e Lab in Via delle Passiflore, 11La serata prevede un aperitivo preparato dall’Azienda Agricola Regina Viarum e un incontro con l’Autore. A seguire, Vj Set “Da Tito al turbofolk”.

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