Zan - Torcida - Hajduk Spalato

CALCIO: Addio a Žan, volto inconfondibile della Torcida dell’Hajduk Spalato

Un silenzio commosso, irreale. Solo lo scrosciare dei fumogeni riempie l’aria del Poljud e lo illumina di rosso. È così che Torcida, il principale gruppo di tifosi dell’Hajduk Spalato, ha voluto ricordare uno dei suoi nomi storici, Žan Ojdanić, morto in un incidente di paracadutismo venerdì scorso a Sinj, all’età di 45 anni. Un silenzio che si è replicato anche nella sommessa processione al cimitero Lovrinac di Spalato per le esequie del tifoso, esperto paracadutista con oltre 530 lanci alle spalleOjdanić, che verrà ricordato dall’Hajduk Spalato con un minuto di silenzio e il lutto al braccio in occasione del derby cittadino con l’RNK Spalato, era il presidente del gruppo Torcida, di cui era anche simbolo iconico: suo è il volto, capelli lunghi, occhiali scuri e foulard a nascondere il viso, su un famosissimo striscione del più antico gruppo ultrà dei Balcani.

 

Žan, come ricorda il ricercatore francese Loïc Trégourès su Courrier des Balkans, era parte di una generazione di ultrà nata negli anni ’80 sullo sfondo del progressivo disgregamento della Jugoslavia: cinque anni fa aveva perso la vita in un incidente stradale un altro tifoso leggendario come Nebojša Andrić, conosciuto come Belgija, membro della curva del Partizan Belgrado che venne ricordato con rispetto anche dalle tifoserie di Dinamo Zagabria, Hajduk Spalato e persino dei rivali storici dello Stella Rossa. Una generazione, quella di Žan e Belgija, inevitabilmente legata all’aumento delle tensioni etniche sugli spalti negli anni ’80 e ai conflitti degli anni ’90. Lo stesso Žan, nel novembre del 1991, si arruolò nella quarta Brigata della Guardia Nazionale Croata e prese parte al conflitto.

Dopo il conflitto il ruolo di Žan fu quello di porsi come ponte tra le generazioni e favorire l’inclusione e la partecipazione al club, promuovendo iniziative come l’organizzazione di donazioni del sangue. Per questo si impegnò in prima persona, insieme a un altro tifoso morto prematuramente cinque anni fa, Pave Grubišić detto Čabo, in una lotta per la democratizzazione del club, posseduto al 56% dal municipio di Spalato. L’iniziativa si è tradotta in un nuovo modello di gestione, chiamato Naš Hajduk (“Il nostro Hajduk”), che ha riunito nel luglio 2011 ottomila membri, ottenendo dalla municipalità di Spalato la possibilità di scegliere sette dei nove membri del Consiglio di Sorveglianza del club. Fu grazie a Naš Hajduk che fu possibile evitare la privatizzazione del club, che allora navigava in pessime acque finanziarie ed era a un passo dall’essere rilevato da investitori statunitensi, oltre che la definizione di un “codice di buon governo” del club. L’esempio di Naš Hajduk venne poi adottato come modello da altri club, tra cui gli acerrimi rivali della Dinamo Zagabria.

La morte di Žan Ojdanić è avvenuta lo stesso giorno in cui il presidente dell’Hajduk Spalato Marin Brbić è stato sfiduciato dal Consiglio di Sorveglianza per cinque voti a quattro. Il suo licenziamento è avvenuto in seguito a una striscia di cattivi risultati (la squadra è terza, a -11 dal Rijeka secondo in classifica e -15 dalla capolista Dinamo Zagabria) e all’accusa di non essere in grado di consolidare la politica sportiva del club nei quattro anni della sua presidenza, che va ad aggiungersi alle critiche sulla sua politica dei trasferimenti, giudicata eccessivamente prudente. Nonostante i problemi insorti, Naš Hajduk ha voluto ringraziare pubblicamente il presidente uscente, salutandone l’uscita con un comunicato stampa: «Sei il cinquantesimo presidente dell’Hajduk, ma verrai ricordato per qualcosa di molto più prezioso. Hai avuto il coraggio di esporti e assumerti la responsabilità quando pochi volevano e nessuno osava, in circostanze terribilmente difficili. Non solo, ma sei riuscito nel tuo compito fondamentale: il lavoro dedicato e di qualità che ha salvato l’Hajduk da morte certa. Ne esci vincitore. […] Per persone come te, la porta è sempre aperta».

Foto: index.hr 

 

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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