CALCIO: Rijeka, da una resurrezione targata Italia alla vetta del campionato croato

Due vittorie per lasciarsi alle spalle gli avversari: da domenica il Rijeka si trova in testa alla classifica del campionato croato, grazie soprattutto ai due successi consecutivi maturati contro le due principali contendenti storiche della lega, Dinamo Zagabria e Hajduk Spalato. Contro la Dinamo, da dieci anni padrona indiscussa della 1.HNL, il Rijeka ha vinto in rimonta grazie a una rete di Anas Sharbini nel recupero, mentre nello Jadranski derbi (derby dell’Adriatico) contro l’Hajduk, ora secondo in classifica, il successo è stato netto, risultando in un 3-0 finale. Nella prima tornata di lega (il campionato, a dieci squadre, prevede tre incontri con ciascun avversario) il Rijeka era riuscito a pareggiare 0-0 con entrambe le squadre e, alla quindicesima giornata, è l’unica squadra ancora imbattuta.

Il Rijeka è una delle realtà in più veloce crescita nel panorama croato. Nel vecchio campionato jugoslavo i fiumani ballarono fino a metà anni ’70 tra prima e seconda divisione, per poi attestarsi dal 1974 in poi nella massima serie e distinguersi per le due Coppe del Maresciallo Tito vinte consecutivamente (1978, 1979), grazie alle reti di Milan Radović e Miodrag Kustudić. In due occasioni negli anni ’80 la squadra risultò la miglior croata nel campionato jugoslavo, costruendo una piccola e curiosa storia europea, raccontata da Damien Goulagovitch su Footballski: nella Coppa UEFA 1984/85 un giocatore del Rijeka venne espulso per doppia ammonizione dall’arbitro belga Roger Schoeters durante un incontro con il Real Madrid. Damir Desnica aveva ricevuto il primo giallo per non essersi fermato al fischio dell’arbitro, e il secondo per aver insultato l’arbitro. Il tutto nonostante Desnica fosse in realtà sordomuto dalla nascita. Fu quella l’ultima stagione dell’attaccante – che nel 1978 aveva vestito in un’occasione la maglia della nazionale – al Rijeka: l’anno successivo si sarebbe trasferito in Belgio, al Kortrijk.

L’indipendenza della Croazia non migliorò la situazione della squadra, che negli anni ’90 ottenne solo una finale di coppa e un secondo posto in campionato, riuscendo comunque a non retrocedere mai e restando uno dei quattro club ad aver sempre giocato in 1.HNL. Il ritorno al successo dovette attendere fino al 2005, quando di nuovo il Rijeka infilò due successi di coppa consecutivi grazie alle reti di Tomislav Erceg, Davor Vugrinec e Ahmad Sharbini (fratello maggiore di Anas ed ex capitano della squadra), chiudendo nel 2006 il campionato al secondo posto. Nelle ultime tre stagioni, dopo un disastroso 12° posto nel 2012, il Rijeka è tornato ai vertici: al terzo posto del 2013 sono seguiti due piazzamenti in seconda posizione, oltre al terzo titolo di Hrvatski Nogometni Kup ottenuto nel 2014. Nonostante quest’anno il percorso europeo della squadra di sia infranto contro gli scozzesi dell’Aberdeen, nelle ultime due stagioni la squadra ha raggiunto la fase a gruppi di Europa League, ottenendo vittorie contro Feyenoord e Standard Liegi. La svolta è avvenuta nel febbraio 2012, quando il Rijeka è stato privatizzato e acquistato dall’imprenditore italo-nigeriano Gabriele Volpi, già proprietario dello Spezia e della squadra di pallanuoto della Pro Recco.

Il problema della proprietà dei club è una delle criticità del calcio di tutta l’ex Jugoslavia: mentre il paese andava in frantumi, le casse dei club di Croazia e Serbia si gonfiarono in poco tempo grazie all’esodo dei migliori talenti verso l’estero. Un esodo che però ebbe l’effetto di svuotare i vivai e impoverire il livello del campionato, senza tradursi in una maggiore capacità di investimento da parte dei club. I proventi delle cessioni, complice la gestione opaca dei club, vennero in gran parte dirottati nei patrimoni personali dei dirigenti. Per questo motivo, per esempio, i fratelli Zdravko e Zoran Mamić, rispettivamente presidente de facto e direttore sportivo/allenatore della Dinamo Zagabria, hanno passato undici giorni nel penitenziario di Remetinec con l’accusa di corruzione, evasione fiscale e appropriazione indebita per aver intascato, insieme al presidente esecutivo della federcalcio Damir Vrbanović, i fondi risultanti dalle remunerative cessioni di Luka Modrić e altri talenti a grandi squadre europee.

Senza l’iniezione di capitale straniero da parte di Gabriele Volpi, il Rijeka sarebbe scomparso alla fine della stagione 2011/2012, sotterrato da un debito di circa due milioni. Magnate del petrolio capace di crearsi una fortuna in Nigeria grazie a relazioni altolocate, Volpi mise un proprio collaboratore fiumano, Damir Mišković, alla guida del club, rilevando il 70% delle quote del Rijeka (il restante 30% rimane in mano al comune di Rijeka). L’arrivo della coppia Volpi-Mišković ha portato ad alcuni profondi cambiamenti a livello di staff, in particolare l’arrivo dell’allenatore sloveno Matjaž Kek, artefice della prima qualificazione del suo paese a una Coppa del Mondo nel 2010. La squadra è in stretta collaborazione con lo Spezia, in cui Mišković ricopre mansioni dirigenziali: la panchina è stata affidata al croato Nenad Bjelica e tra Liguria e golfo del Quarnaro si è sviluppata una fitta rete di prestiti incrociati. Il Rijeka sta godendo dei servigi di tre spezzini, il macedone Stefan Ristovski, il montenegrino Marko Vešović e l’italiano Juri Cisotti, mentre lo Spezia ha ben sette giocatori fiumani in prestito (Simon Sluga, Dario Čanađija, Mato Miloš, Josip Mišić, Zoran Kvržić, Josip Brezovec e Andrija Filipović).

Modernità e successo hanno però un prezzo da pagare, ed è la tradizione. Lo scenografico stadio Kantrida, costruito nel 1913 e ribattezzato in epoca fascista Stadio del Littorio, verrà demolito a fine anno per fare spazio a un impianto moderno del costo stimato di 22 milioni di euro. Il nuovo Kantrida sorgerà nello stesso punto dell’attuale stadio e sarà progettato da Gino Zavanella, uno degli architetti dello Juventus Stadium di Torino: potrà ospitare oltre 14.000 spettatori in posti coperti e sarà omologato UEFA Categoria 4, la più alta classificazione di qualità per uno stadio per le competizioni europee. L’impianto sarà completato nel 2017 e fino ad allora i tifosi del Rijeka dovranno accontentarsi di assistere agli incontri allo stadio Rujevica, un piccolo impianto da poco aperto che in futuro dovrebbe divenire parte delle strutture d’allenamento del club.

Foto: NK Rijeka (Facebook)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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