TENNIS: Damir Džumhur, dall’assedio di Sarajevo al Roland Garros

Nella giornata di ieri il pluricampione svizzero Roger Federer ha eliminato dal Roland Garros il bosniaco Damir Džumhur, raggiungendo così per l’undicesimo anno consecutivo la seconda settimana dell’Open di Francia. Tuttavia, quello raggiunto sulla terra rossa transalpina è stato un successo storico per il tennista nato a Sarajevo durante l’assedio, in quanto è divenuto il primo atleta bosniaco a raggiungere il terzo turno di questo prestigioso torneo, nonché primo in assoluto a rappresentare il suo Paese nel tabellone maschile in un torneo del Grande Slam. Una delle tante storie che, come quelle dei romanisti Edin Džeko ed Ervin Zukanović, narra di un amore per lo sport nato in un’infanzia negata dall’assedio.

Nato nel 1992 poco dopo lo scoppio della guerra in Bosnia in un ospedale della capitale, Damir Džumhur mosse i suoi primi passi nella Zetra Olympic Hall, il complesso sportivo situato nei pressi della struttura ospedaliera che vide la sua nascita. Completata nel 1983 per i Giochi Olimpici invernali svoltisi nell’anno seguente e ristrutturata dopo la sua distruzione da parte dell’armata serba, quella che oggi si chiama Olympic Hall Juan Antonio Samaranch permise al giovane Damir di allenarsi per la prima volta su un campo di dimensioni regolamentari. Prima di allora la passione per il tennis gli fu tramandata dal padre Nerfid, per anni giocatore a livello amatoriale, impegnato nell’organizzazione di corsi quando le operazioni militari si affievolirono. «In quel periodo organizzò una scuola di tennis e Damir, che aveva due anni, raccoglieva le palline», ha raccontato la madre Žaneta ad un media locale, aggiungendo anche che «iniziò ad imparare seriamente nella seconda metà del 1997, quando aveva cinque anni e mezzo».

Non fu un parto sereno quello della madre del tennista. «Erano giorni molto difficili – ha raccontato Žaneta – Abbiamo dovuto lasciare la nostra casa, nel quartiere occupato di Grbavica il 4 maggio del 1992 e sono andata direttamente al reparto maternità». Ricorda ancora quando fu prelevata per essere portata nella struttura ospedaliera: «Al mattino il nostro esercito mi ha prelevato mentre c’era un bombardamento nella zona e mi ha fatto entrare in un veicolo della Croce Rossa per cercare di arrivare in qualche modo all’ospedale. C’era un cecchino che sparava, cadevano le granate». Episodi impressi nella sua mente, così come la frase rivoltale dall’autista dell’ambulanza: «Tu sei una madre molto fortunata, perché non siamo stati colpiti». «Dalla finestra ho visto bruciare lo Zetra, vedevo convogli di madri con bambini che stanno scappando da Sarajevo e mi chiedevo cosa dovessi fare», ricorda la madre angosciata. Non fu facile nemmeno per il padre. Recatosi a lavoro fuori città come ogni mattina, Nerfid non poté più far rientro in città per un anno a causa delle operazioni militari, riuscendo a vedere moglie e figlio solo nel gennaio del 1993.

In giovane età Damir Džumhur praticava anche lo sci ed il calcio (è rimasto un appassionato e grande tifoso dello Željezničar, società calcistica che ha sede proprio nel quartiere di Grbavica). Iscritto alla facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Sarajevo, in giovane età ha recitato in due film: nel 2006 ha fatto la comparsa nel film Il segreto di Esma diretto da Jasmila Žbanić sul dopoguerra in Bosnia (Grbavica il titolo originale), mentre nel 2007 ebbe una parte da attore non protagonista in Mörderischer Frieden.

Il bosniaco è entrato nella top 100 negli ultimi dodici mesi, raggiungendo il suo best ranking a maggio (88° posto). Nel 2010 ha esordito in Coppa Davis contro Estonia e Portogallo, mentre nel suo palmarès può vantare quattro Challenger come la Mersin Cup in Turchia, il BRD Arad Challenger in Romania, il Carisap Tennis Cup in Italia nel 2014 e il Milex Open a Santo Domingo nel 2015. Sicuramente la sfida contro il suo idolo Roger Federer potrà costituire un punto di partenza per la carriera del bosniaco. E, se saprà avere la tenacia dei suoi genitori durante la guerra, sicuramente potrà regalare ai suoi tifosi ed al suo Paese importanti soddisfazioni.

Foto: profilo Facebook ufficiale di Damir Džumhur

Chi è Matteo Calautti

Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi ed Il Calcio Portoghese, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure ed al calcio in Portogallo.

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