UNGHERIA: Nuova Costituzione, c'era una volta la Repubblica d'Ungheria


DA BUDAPEST – La nuova Carta Costituzionale ungherese è stata approvata nel pomeriggio del 18 aprile 2011, a due giorni dalla manifestazione di protesta dei cittadini, con il voto contrario del partito di estrema destra Jobbik e con l’astensione dei socialisti del MSzP e dei verdi del LMP. In tutto 262 voti a favore e 44 contrari. Abbastanza per un esecutivo eletto nel 2010 con la maggioranza dei due terzi, conquista che in Ungheria consente di intervenire sulla Costituzione  e di passare le leggi con o senza il consenso dell’opposizione.

Il “Pac-man Street Act” allestito da circa 600 volontari del gruppo attivista “Un milione per la libertà di stampa” durante il voto della nuova Costituzione

Il governo ungherese ha preparato il documento nel giro di 11 mesi dalla sua ascesa al potere. Un testo che rispecchia bene i valori della coalizione all’esecutivo di Budapest, composta dai conservatori del partito di centro-destra Fidesz e dall’alleanza cristiano democratica, si pone come linea-guida d’impronta cristiana e protrettrice dell’etnia magiara. Il preambolo spiega infatti come l’Ungheria – che tra l’altro perde la dicitura “Repubblica” dal suo nome –  sia fondata sulla cristianità e ribadisce il ruolo della Santa Corona di Santo Stefano, il re della conversione al cristianesimo, come simbolo della nazione. Il capogruppo della Fidesz in Parlamento ha dichiarato nella conferenza stampa successiva al voto che “questa è la prima volta che l’Ungheria passa una legge in cui sono riunite le opinioni di 8 milioni di persone”.

Nei mesi scorsi il governo magiaro ha invitato il popolo ad esprimere le sue preferenze sui temi da inserire nella nuova Costituzione, tramite un questionario distribuito alle famiglie. I dati riportati dall’agenzia di stampa MTI parlano di oltre 910.000 schede compilate e rispedite al governo. Ha espresso forti perplessità sul nuovo documento l’ex Presidente della Repubblica Laszlo Solyom, che in un’intervista ha spiegato: “L’Ungheria resterà tra le democrazie europee anche sotto la nuova Costituzione.”, opponendosi in particolare alla limitazione dei poteri della Corte Costituzionale

(che ha diretto per ben 9 anni, dal 1989 al 1998) che perde, con la nuova legge, il diritto di giudicare in materia di bilancio. L’ex capo di stato (mandato dal 2005 al 2010) ha inoltre fatto notare che la nuova Costituzione limita i diritti degli omosessuali e menziona l’abolizione dell’aborto, misura definita “ridicola” dallo stesso Solyom. La “vecchia” legge suprema risale al 1949, rinfrescata in buona parte nel 1990, dopo il crollo dell’Unione Sovietica. La nuova Costituzione entrerà in vigore il 1 gennaio 2012.

L’Ungheria con la nuova Costituzione difende la cittadinanza ungherese dei cittadini di etnia magiara residenti nei paesi limitrofi. Stabilisce inoltre che il matrimonio possa sussistere solo come unione di uomo e donna e si schiera decisamente contro l’aborto. Sul piano legislativo, la nuova Costituzione impone l’obbligo di una maggioranza dei due terzi per l’introduzione di nuove tasse, mentre se il Parlamento non approverà la legge finanziaria entro il 31 marzo di ogni anno, il presidente della Repubblica potrà scioglierlo ed indire nuove elezioni.

In questo modo si tutelano da un lato le riforme approvate in questi mesi dal governo Orbán e dall’altro ci si assicura un certo potere di controllo in caso di una mancata rielezione alle politiche del 2014.

Manifesto di una delle proteste portate in strada contro la nuova Costituzione

Una spettacolare forma di protesta è stata inscenata ieri davanti al Parlamento, in concomitanza con il voto dell’unica camera dell’assemblea magiara. Ad ogni voto favorevole, due dei 500 volontari vestiti in giallo si è spostato al centro della piazza andando a formare un gigantesco “Pac-man”, lo storico pallino giallo del videogioco omonimo, un esserino “tutto testa” dotato di una bocca famelica che gli consente di percorrere i labirintici schemi del gioco divorando i trattini che ostruiscono la strada. A Budapest, il Pac-man umano ha rivolto le sue fauci verso il simbolo del paragrafo (§), formato a sua volta da 100 volontari vestiti di bianco. L’atto è stato fotografato per l’invio ai media.

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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Un commento

  1. fiorella

    fanno il paio con la lettonia…

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