CROAZIA: Nuova tirata di orecchie dell'UE sugli squilibri macroeconomici

Il governo di Zagabria si ritrova dopo un anno esatto a dover fare i conti con una nuova tirata di orecchie da parte della Commissione Europea sugli squilibri macroeconomici, gli indicatori che registrano le situazioni di passività nell’ambito delle importazioni e competitività rispetto ai colleghi europei. La Direzione-Generale Affari Economici, in seno alla Commissione, ha redatto un rapporto con un’analisi approfondita della situazione economica in Croazia, evidenziando degli eccessivi squilibri macroeconomici.

La Commissione ha sollecitato l’esecutivo Milanovic, e in particolare modo il ministero dell’ Economia guidato da Boris Lalovac, a intraprendere riforme e azioni correttive di ulteriori sbilanci, almeno sulla carta, da presentare in commissione entro il mese di maggio.

Il ministero delle Finanze ha annunciato giovedì che una proposta di importanti riforme sarà pronta entro il termine dei prossimi due mesi e che il governo è già all’opera per attuare manovre in direzione di tagli alla spesa pubblica che riguarderanno molto probabilmente istruzione, sanità e settore amministrativo.

Facendo un passo indietro, o meglio risalendo alla situazione economico-finanziaria della Croazia nel corso degli ultimi anni, ancora prima dell’adesione all’ Unione Europea, si riscontra una caduta in termini di occupazione e competitività del lavoro; incremento delle passività esterne e quindi accumulo del debito; ridimensionamento e indebolimento della governance nel settore pubblico: un elenco di sintomi che sommati a più di sei anni di recessione, vissuti durante diversi mandati, impone misure drastiche e riforme strutturali celeri come affermato dal ministro Lalovac.

Gli squilibri macroeconomici sono indici che misurano il livello di competitività dei paesi all’interno dell UE, e specialmente monitorano lo stato della bilancia commerciale e il rapporto importazioni/esportazioni.

I paesi che presentano squilibri macroeconomici sono quelli in cui le importazioni eccedono le esportazioni, e in cui le situazioni di passività sono aggravate dal fatto che le risorse a cui attingono per le importazioni derivano dal credito estero, ponendo tali paesi in condizione di debitori. La Commissione Europea, nella veste di organo di sorveglianza e monitoraggio, pubblica periodicamente rapporti in cui enuncia situazioni di criticità negli squilibri macroeconomici dei paesi aderenti.

Ciò che preoccupa ulteriormente Zagabria è il secondo richiamo, nel giro di un anno da parte delle istituzioni comunitarie; il primo risale proprio al marzo dello scorso anno, quando Bruxelles aveva ammonito la Croazia, la Slovenia e l’Italia sulla necessità di tempestive riforme.

Se da una parte si percepisce forte pressione dall’Europa, dall’altra c’è chi in casa inietta determinazione e ottimismo sulla riuscita del governo: Il vice ministro delle finanze e ministro dello Sviluppo Regionale e fondi UE, Branko Grcic, ha annunciato agli elettori e agli scettici, che quanto richiesto dalla Commissione spinge l’esecutivo a fare ancora meglio e a vincere un secondo mandato.

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