UNGHERIA: Manifesto per la libertà di stampa

di Claudia Leporatti

L’Ungheria è una repubblica democratica in cui la carta stampata ha ancora una circolazione piuttosto buona, un Paese in cui i principÎ e i diritti sono molto sentiti dalla popolazione. Piccolo e raccolto, uno stato del genere non può accettare in silenzio il passaggio di una legge giudicata lesiva del diritto d’informazione come quella appena introdotta dal governo eletto lo scorso aprile.

Il 14 gennaio 2011, la manifestazione contro la nuova legge sui media già nota come la più severa di tutta Europa ha sconvolto ancora di più un venerdì d’inverno già reso insolito dalle temperature tiepide. I tram si riempiono di facce festose, alternate a quelle degli arrabbiati, di chi non può proprio godersi il lato divertente della manifestazione, la sua collettività. Il mezzo di trasporto mi sembra faticare non poco a prendere il via, con tutte queste persone ansiose di arrivare in tempo. Inizia alle 18 la manifestazione, davanti al Parlamento della capitale ungherese, e dovrà concludersi poco dopo, circa alle 19, secondo delle precise regole stabilite per tempo. In pratica, ci sarebbe da protestare anche per il fatto che ci siano delle regole su come tenere una manifestazione per la libertà.

I controlli non mancano e la polizia fa la ronda senza posa per tutta l’ora successiva alla manifestazione. Il clima comunque è allegro. C’è chi si infervora e fa sentire la sua voce dimenticando le buone maniere, ma nn ci sono episodi di violenza. Gli ungheresi stanno volentieri insieme, anche quando si tratta di opporsi a misure ritenute restrittive della loro libertà. Soprattutto in questi casi, cui sono molto sensibili, dopo anni di controllo sovietico. Cifre incerte e copertura mediatica ridotta, questo osservo il giorno seguente, quando navigo in cerca di opinioni altrui. “Credi che sia un caso?”, mi chiede un’amica ungherese con un sorriso che la sa o crede di saperla lunga. Insieme leggiamo le notizie del fine settimana e scopriamo con sconcerto che il sabato sera ha visto tre vittime: tre ragazze morte nello stesso locale, pare a causa della folla che le avrebbe travolte e ferite a morte. Sotto l’articolo una crescente coda di commenti. Domenica alle 16, i commenti erano già stati cancellati. Le prime voci sull’accaduto parlavano di un accoltellamento nel mezzo di una rissa. Una brutta storia di cronaca nera che fa forse da triste esempio per capire gli effetti di questa legge.

Manifesto per una legge sui media che rispetti i diritti umani e costituzionali:

Al Parlamento, alla Corte Costituzionale ed al Governo della Repubblica di Ungheria!

Noi sottoscritti, produttori e fruitori di contenuti mediatici, contestiamo la legge sui media adottata nel 2010, perché offende la libertá di stampa e di espressione. Difendendo i nostri diritti umani e costituzionali richiediamo:

1. l’esame di costituzionalita della legge sui media, e le modifiche adeguate

2. la partecipazione del collegio dei professionisti nella modifica del regolamento mediatico

3. l’assicurazione dell’indipendenza politica del’Autoritá Nazionale Ungherese per i Media e dei collegi della stampa

4. l’abolizione della possibilitá di multe sproporzionate e arbitrariamente imponibili

5. l’osservazione del diritto al segreto privato e professionale con particolare riferimento alle fonti confidenziali dei giornalisti

6. il ripristino dell’indipendenza delle agenzie di stampa

7. il coinvolgimento di organizzazioni in difesa della libertá di parola e dei nostri diritti umani e politici nella definizione del Codice dei Servizi Pubblici.

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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Un commento

  1. Dove posso trovare ulteriori infotrmazioni sulle manifestazioni in programma, per partecipare e dare manforte agli ungheresi?

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