KOSOVO: Il rebus del voto. Thaçi vince, ma il premier sarà Haradinaj?

In politica a volte essere il primo partito non basta per vincere e formare un governo. Le elezioni politiche anticipate in Kosovo dello scorso 8 giugno hanno prodotto un rebus politico. I risultati pubblicati finora dalla Commissione elettorale centrale, CEC, hanno messo in imbarazzo il leader del PDK, Hashim Thaçi, che aveva già iniziato a fare i calcoli per il completamento del nuovo governo. Secondo gli ultimi dati della CEC infatti, il partito del premier Thaçi è riuscito ad aggiudicarsi il 30.7% (36 seggi) delle preferenze e risulterebbe pertanto il primo partito.

Nel frattempo, il primo partito d’opposizione la Lega democratica del Kosovo (LDK) di Isa Mustafa è riuscito ad assicurarsi 25,7% dei voti (31 seggi). Mentre per ora il terzo partito e’ Vetevendosje, il movimento “Autodeterminazione” di Albin Kurti, con il 13,5% dei voti (16 seggi). L’AAK, dell’ex premier Ramush Haradinaj, ha vinto il 9,6% (11 seggi) e NISMA (Iniziativa per il Kosovo) di Fatmir Limaj, sempre secondo i dati pubblicati dalla CEC, ha raggiunto il 5,2% (6 seggi). NISMA e’ un piccolo partito guidato da transfughi del PDK di Hashim Thaçi formato per di più da ex-guerriglieri dell’Uçk. Per avere la maggioranza del parlamento in Kosovo servono 61 seggi su 120 per ogni coalizione.

I primi che si sono mossi per formare una coalizione sono i leader dell’opposizione del LDK Isa Mustafa, l’AAK Ramush Haradinaj e il NISMA di Fatmir Limaj. Secondo un documento firmato che sancisce una dichiarazione d’intenti, Ramush Haradinaj sarà il nuovo primo ministro, sulla base di un accordo di coalizione raggiunto dopo il voto con altre due forze politiche, per mettere fuori gioco il formale vincitore delle elezioni nonché premier uscente Hashim Thaçi. A un tale governo darebbe appoggio esterno il movimento nazionalista “Autodeterminazione” di Albin Kurti, molto critico nei confronti della politica del premier uscente Hashim Thaçi favorevole alla normalizzazione dei rapporti con la Serbia. Secondo il documento firmato il partito di Isa Mustafa, il LDK otterrebbe la presidenza della repubblica e quella del parlamento, mentre il capo di NISMA, Fatmir Limaj, diventerebbe vicepremier.

Tuttavia per governare con questa coalizione  – LDK, AAK e NISMA (48 seggi) – Haradinaj dovrà senza dubbio fare un accordo con la Lista Srpska, partito della comunità serba alla quale la costituzione garantisce dieci seggi nell’Assemblea Nazionale. Sul carro della coalizione si aggiungerebbero poi diversi rappresentanti delle comunità turca, gorana, bosniaca, rom e ashkali, il cui sostegno per una coalizione di governo spesso può essere garantito sulla base di promesse che ruotano attorno ad investimenti nelle scuole minoritarie e strutture per le piccole comunità. In questo modo, la coalizione potrebbe arrivare fino a 70 dei 120 seggi a disposizione.

Secondo la costituzione, il presidente del Kosovo Atifete Jahjaga darà a Hashim Thaçi il mandato di formare un governo come leader del partito vincente nelle elezioni di domenica. Gli osservatori ritengono peraltro che per Thaçi non sarà così facile trovare alleati in parlamento che gli consentano di formare un esecutivo con basi solide e ampie. Sempre secondo la costituzione, toccherà quindi all’opposizione proporre al voto del Parlamento il suo governo con a capo Ramush Haradinaj. Haradinaj, ex leader dell’Uçk nonché ex premier, e’ stato processato per ben due volte dal tribunale dell’Aia ed assolto dalle accuse di crimini di guerra.

Il futuro del nuovo governo del Kosovo si vedrà nei prossimi giorni. Per adesso si può dire che il voto di domenica rafforza il cammino verso la democrazia del Kosovo e consolida le prospettive di normalizzazione dei rapporti con Belgrado sulla base dell’accordo di Bruxelles dell’aprile 2013. Restano invece potenziali conflitti circa la creazione di un esercito regolare del Kosovo, nonché per la costituzione di un tribunale speciale per i crimini commessi durante la guerra d’indipendenza del Kosovo del 1998-99.

[Aggiornamento 13/06: sono stati aggiornati i valori dei risultati elettorali e dei seggi]

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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