LETTONIA: Dopo le europee. Un sì all’Europa e all’euro

Da RIGA – Ci sono diverse analogie in questo voto europee in Lettonia ed Italia. Questi due paesi sono fra i pochi in cui l’elettorato ha premiato i partiti di governo, ed il successo clamoroso di Vienotība  (46%) ricorda molto quello del PD di Renzi in Italia, anche se i due partiti siederanno in seggi contrapposti a Bruxelles, Vienotība nel PPE, il PD primo partito del PSE.

Ma sia in Lettonia che in Italia il voto ha premiato i due partiti che più di tutti hanno fondato la loro campagna elettorale su una visione fortemente eurocentrica, chiedendo agli elettori un mandato chiaro per lavorare alla costruzione di una Europa più forte e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini europei.

Vienotība al 46%, il record in Europa.

Da quando è stato fondata, con la confluenza dei tre partiti di centro moderato in Lettonia, Vienotība non aveva mai ottenuto un risultato elettorale così clamoroso e vincente. Nonostante con Dombrovskis e ora con Straujuma sia riuscita a guidare il governo dal 2010 ad oggi, non aveva mai avuto una così forte investitura popolare. La maggioranza parlamentare è finora sempre scaturita da alleanze, escludendo i russofoni di SC, maggioranza relativa nel paese fino ad ieri.

Le dimissioni di Dombrovskis all’indomani della tragedia del supermercato Maxima e l’avvicendamento al governo lo scorso gennaio con Laimdota Straujuma, non hanno rovinato l’immagine dell’ex premier lettone, protagonista della rinascita economica del paese e dell’ingresso della Lettonia nell’euro. Valdis Dombrovskis, capolista di Vienotība in queste elezioni, ha ottenuto un plebiscito, 148 mila preferenze e il suo partito al 46%, trenta punti percentuali sopra il risultato delle politiche del 2011.

Ha premiato anche la scelta di Vienotība di puntare su candidati forti e con esperienza europea: oltre a Dombrovskis, Sandra KalnieteKrišjānis Kariņš e Artis Pabriks, politici conosciuti, di grande personalità e stimati dall’elettorato moderato. Dombrovskis da parte sua sembra lanciatissimo come prossimo commissario europeo, e potrebbe ambire ad un posto di primo livello nella prossima Commissione, forse anche all’economia o alle finanze.

Nonostante l’altissimo astensionismo – ha votato il 30% dei lettoni – Vienotība è riuscita a conquistare 30 mila voti in più rispetto alle politiche del 2011, un trampolino di lancio importante in vista delle elezioni politiche del prossimo ottobre.

I nazionalisti di Visu Latvijai! secondo partito lettone (14%)

Dopo Vienotība l’altro partito che può a buon diritto considerare positivo il risultato delle europee è il partito dell’alleanza di nazionalisti Visu Latvijai! TB, che ottiene un ottimo 14%, riuscendo a confermare a Bruxelles Roberts Zīle, un politico di lunga esperienza anche internazionale. L’alleanza parlamentare fra Vienotība e Visu Latvijai! pur con alcuni momenti di tensione, riesce dunque a tenere e si propone come l’alleanza più in grado di prefigurare l’ossatura del futuro governo che uscirà dal prossimo parlamento, che sarà eletto ad ottobre.

Il terremoto nei partiti russofoni: Saskaņa (SC) 13%, Latvijas Krievu savienība 6,3%

Un vero terremoto nel campo dei partiti russofoni. SC paga un prezzo altissimo alle sue ambiguità nel rapporto con la Russia di Putin, evidenziate clamorosamente nella crisi ucraina. Nils Ušakovs non ha mai detto in campagna elettorale una parola chiara per distanziarsi dalla politica di Putin, e questo ha spaventato l’elettorato lettone che in questi ultimi anni aveva cominciato ad affiancare i russofoni nel voto per SC.

Nello stesso tempo l’ambiguità di SC ha anche causato un’emorragia di voti dell’elettorato più estremista ed identitario russo, che ha deciso di tornare a votare per le figure di riferimento dell’orgoglio nazionalistico russo in Lettonia, a partire da Tatjana Ždanoka, che ha sorprendentemente ottenuto un 6,3%  che le ha permesso di mantenere il suo seggio a Bruxelles.

SC subisce dunque una sconfitta pesantissima. Ottiene in queste elezioni solo poco più di 50 mila voti, un quarto dei voti ottenuti alle politiche del 2011. Difficile adesso prevedere le conseguenze di questo voto, Ušakovs ha già detto che questo risultato è un serio segnale su cui riflettere. L’unica buona notizia per SC è il successo personale di Andrejs Mamikins, un popolare giornalista televisivo russofono, alla sua prima esperienza politica, che si propone come un volto nuovo e forse l’astro nascente del partito. Ma la notizia della sconfitta di SC non è positiva neanche per i partiti lettoni, perché può determinare un’avanzata dei partiti più estremi del panorama politico russofono.

Cosa è successo a Riga: i russofoni perdono anche nella capitale.

L’analisi del voto propone anche spunti interesssanti nella circoscrizione della capitale lettone, negli ultimi anni feudo di SC. Lo scorso anno Ušakovs ha vinto le elezioni a sindaco conquistando oltre il 50%: in queste europee ha ottenuto solo il 22%, mentre il partito dei Russi di Lettonia della Ždanoka ha preso il 10%. Ma soprattutto Vienotība ha conquistato anche a Riga una vittoria nettissima con il 38,7%.

Le elezioni europee hanno caratteristiche decisamente diverse da quelle politiche e soprattutto da quelle amministrative, dove le politiche di assistenza sociale di SC hanno spesso pagato benissimo. Ma dopo i risultati di ieri anche Riga rischia di sfuggire di mano ai partiti russofoni. L’effetto ucraino e le politiche aggressive del Cremlino stanno trasformando radicalmente anche il panorama politico in Lettonia. La paura dell’orso russo è molto più forte dello scontento verso Bruxelles e le sue politiche di austerità.

Vedi anche, su Balticanews:

– Chi sono gli otto eurodeputati lettoni che andranno a Bruxelles

– Straujuma a Bruxelles spinge per un ruolo di primo piano di Dombrovskis in Commissione

– Ušakovs (SC): “Continueremo a collaborare con Russia Unita di Putin e il PC cinese”.

 (Foto Leta)

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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Un commento

  1. La stragrande maggioranza dei lettoni russofoni (e dei Lettoni) non è andata a votare perchè non crede in questa Europa e nel parlamento europeo. In questa chiave si può leggere il risultato elettorale…….

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