ELEZIONI KOSOVO/5 – Il Consiglio d'Europa contro Tachi: "il più pericoloso padrino dell'Uck"

di Matteo Zola

Un rapporto sta passando tra i banchi del Consiglio d’Europa, una bozza ancora, ma a redigerlo è stato Dick Marty, relatore speciale sugli affari legali e i diritti umani del Consiglio stesso. Contenuto: Hasim Tachi era alla guida di un gruppo criminale di stampo mafioso che gestiva il traffico di stupefacenti, armi, e organi umani in Kosovo. Sotto accusa è il cosiddetto “Gruppo di Drenica” che comprende, oltre a Tachi, dirigenti dell’Uck -l’esercito di liberazione del Kosovo- poi divenuti, con l’indipendenza, leader del mondo politico ed economico del Paese. “Thaci e questi altri membri del ‘Gruppo di Drenica’ sono consistentemente indicati come ‘attori chiave’ in rapporti di intelligence sulle organizzazioni criminali mafiose kosovare”, dice il rapporto, reso noto da Reuters.

L’aspetto più inquietante è quello del traffico d’organi: che l’esercito di liberazione kosovaro utilizzasse simili metodi per finanziarsi, era già oggetto delle indagini di Carla del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, carica che ha ricoperto dal 1999 al 2007. La Del Ponte, che dal 2008 è ambasciatore per la Svizzera in Argentina, ha raccolto le sue accuse in un libro in cui  l’Uck è accusato di aver rapito 300 serbi, rimuovendo loro gli organi e uccidendoli. Il rapporto redatto da Marty per il Consiglio d’Europa mostrerebbe una realtà ancora peggiore: in una fattoria, vicino alla città di Fushë-Krujë, a 20 km a nord di Tirana, si sarebbe proceduto all’espianto degli organi ai prigionieri di guerra i quali venivano mantenuti in vita finché non si fossero presi loro tutti gli organi utili. I contenitori con gli organi espiantati venivano poi portati in un aeroporto vicino a Tirana. Sui beneficiari circolano molte voci ma ancora nessuna certezza.

Il rapporto mette esplicitamente sotto accusa uno dei comandanti medici dell’Uck, che risiedeva in Albania, Shaip Muja. Secondo Marty, egli era uno stretto consigliere di Hashim Thaci, e attualmente è responsabile delle questioni sanitarie del governo Tachi. Non solo: Marty denuncia anche la comunità internazionale che sapeva ma ha taciuto in nome di “stabilità e pace a qualsiasi prezzo”, e ricorda come gli analisti italiani del Sismi, il servizio segreto militare, e dell’intelligence tedesca, britannica, greca e della Nato,  definiscano «abitualmente» l’attuale premier kosovaro Hashim Thaci come «il più pericoloso tra i padrini della mala dell’Uck».

A Marty tocca ora convincere della bontà delle sue scoperte i 47 membri di una commissione del Consiglio d’Europa, che si riuniranno giovedì 16 dicembre a Parigi. Se riuscirà nel suo intento, la commissione parlamentare dello stesso Consiglio dibatterà il rapporto alla fine del prossimo gennaio. Se queste accuse agghiaccianti dovessero rivelarsi vere, metterebbero in secondo piano il traffico di droga, armi, prostituzione, e gli omicidi e i pestaggi perpetrati dall’Uck lungo la via del potere che già molte inchieste giornalistiche, dal Washington Post al New York Time, hanno cercato di portare alla luce.

Il rapporto di Dick Marty viene all’indomani della vittoria elettorale di Tachi, riconfermato primo ministro del Kosovo dalle elezioni tenutesi domenica. Elezioni anticipate che lo stesso Tachi, dimissionario, ha provocato al fine di presentarsi più forte ai prossimi colloqui con la Serbia, previsti a inizio 2011, nei quali si cercherà un compromesso tra i due Paesi. Un compromesso doloroso per entrambe le parti, che potrebbe portare Belgrado a riconoscere ufficialmente l’indipendenza del Kosovo in cambio dell’autonomia delle regioni serbe del nord.

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Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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