UNGHERIA: E' di nuovo crisi. Cronaca di una sorpresa annunciata

di Claudia Leporatti

da Budapest

Si avvicina la fine dell’anno ed ecco una nuova esplosione di titoli sulla crisi ungherese. L’Ungheria verso il fallimento? Una nuova Grecia? Oppure dovremmo cercare il paragone con l’Irlanda? Il 6 dicembre un’agenzia di rating, Moody’s, ha abbassato la valutazione del debito di Budapest, portandolo a Baa3 da Baa1 e mantenendo l’outlook negativo. Una decisione che non dovrebbe sorprendere, a malapena una notizia. Le cause sono sempre le stesse, quelle che rendono la crisi di questo paese un incentivo ad inventare soluzioni, a lottare contro il lavoro sommerso, cercare di modificare il sistema di previdenza sociale e che insomma obbligano i cervelli di politici ed economisti a non riposarsi.

La bolla immobiliare sta per esplodere anche qui in Ungheria, dove buona parte dei mutui sono stati sottoscritti in valuta estera – soprattutto franco svizzero – e le banche potrebbero vedere un grosso aumento dei prestiti che non andranno a buon fine. Impossibile per molti ungheresi sostenere i costi delle proprie case, saliti in modo vertiginoso nel 2008, quando il fiorino ha subito un brusco crollo contro euro e franco svizzero. Ieri abbiamo scritto che avvicinandosi la scadenza della moratoria sui pignoramenti si teme che ad aprile prossimo la confisca si avvicini per circa 100mila immobili. Sempre ieri la stampa ungherese scriveva che l’euro potrebbe arrivare solo nel 2019, stando al sondaggio sulla convergenza euro di JP Morgan. Come mai il problema, però, si pone solo quando le agenzie di rating si ricordano di lui, questo non me lo spiego.

Una nuova Grecia? Oppure dovremmo cercare il paragone con l’Irlanda? Questo titola la stampa nazionale ed internazionale, come se potessimo paragonare tre casi così diversi. Certo, tutte e tre le crisi fanno ancora parte dell’onda devastatrice della crisi del 2008, un disastro economico che leghiamo ad un anno preciso per necessità di cronaca, ma le cui ripercussioni – per non parlare del suo risalire molto indietro nel passato – si faranno sentire per molti anni ancora. Di tratti comuni non ne mancano, basti pensare alle reazioni del governo greco.

Papandreou ha imposto alla Grecia tasse e sovrattasse, aumentato prezzi e IVA. In Ungheria, Orbán ha varato un piano di modifiche fiscali a tappeto, culminanti nelle super-tasse anti-crisi, che cercano di aumentare il gettito tassando settori redditizi come quello energetico, della GDO e delle telecomunicazioni. Oltre naturalmente al balzello sulle banche, che di liquidità ne muovono in continuazione. Già simili misure differenziano molto la reazione dell’Ungheria, senza far altro che un accenno alle modifiche del sistema pensionistico, con la sua provvisoria nazionalizzazione.

Per concludere, aggiungo che scrivo questo pezzo perché davvero credo che se il sistema di informazione non inizierà a scrivere notizie  intelligenti, che aiutino il mercato e diano dati concreti in mano alle persone, queste crisi saranno una costante.

Perché, in fondo, una causa comune ce l’hanno e si chiama ignoranza. Nessuno spiega con la dovuta cura ai clienti delle banche il rischio che corrono quando sottoscrivono un mutuo in un’altra valuta e non tutti possono formulare da soli una simile ipotesi di collasso futuro della valuta locale. Un aiuto sarebbe spiegare i fatti, così chi opera nel settore potrà anche perdersi tra le “a” e le “b” delle agenzie di rating, mentre i “comuni” cittadini potranno cominciare a fare uso consapevole del loro denaro, lavorando inconsapevolmente contro le crisi future.

Mi permetto di consigliare alcune letture che trovo illuminanti, per distinguere le peculiarità di ogni caso.

Sull’Irlanda:
http://economistiinvisibili.splinder.com/post/22670516/la-crisi-irlandese-origine-e-sviluppi
Sulla Grecia:
http://santaruina.splinder.com/post/22402594
http://economistiinvisibili.splinder.com/post/22589745

Uno sguardo un po’ diverso: http://originis.myblog.it/archive/2010/05/17/9589ebfc95e6e50ba7f61df9f7406158.html

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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