UCRAINA: Tatyana Chornovol, il pestaggio di Natale e il gioco sporco del potere

Dall’Ucraina in protesta arriva un’altra notizia inquietante: il pestaggio di Tatyana Chornovol, attivista e corrispondente per Ukraynska Pravda, giornale di opposizione al regime di Yanukovich, avvenuto la notte di Natale. La notizia ha fatto il giro del mondo e le immagini della giornalista orribilmente sfigurata sono diventate la tetra bandiera della piazza in rivolta. Tatyana Chornovol è – prima che una giornalista – un’attivista, ha organizzato numerose marce contro il regime dimostrando di saper organizzare il malcontento. Per questo, prima che per i suoi articoli, era invisa al potere mafioso di Yanukovich. Come giornalista collabora con Ukraynska Pravda, giornale fondato da Georgij Gongadze nel 2000, anno in cui è stato rapito e ucciso da una squadraccia agli ordini di ignoti che è facile immaginare avessero referenti politici di spicco. Gongadze, infatti, era un oppositore del regime di Leonid Kuchma e dopo la sua morte furono trovate delle audiocassette in cui lo stesso presidente Kuchma si dichiarava favorevole alla sua eliminazione.

La vicenda di Tatyana Chornovol è molto simile: non c’è più Kuchma al potere, ma il suo delfino Yanukovich. La piazza in fiamme è la stessa di allora, e i metodi punitivi e repressivi anche. Oggi Ukraynska Pravda è guidato da una donna, Olena Prytula, di origine russa ma fedele alla causa ucraina (il giornale è scritto in ucraino), che nel 2004 prese posizione a favore della Rivoluzione arancione.

Chiunque conosca un poco la recente storia ucraina sa che il paese è guidato, fin dai tempi della caduta dell’Unione Sovietica, da un gruppo politico criminale che non esita a usare la violenza per difendere il proprio potere e i propri interessi. Un gruppo di potere spreguidicato che nasce dalle selvagge privatizzazioni nel settore energetico e industriale degli anni Novanta, e che mantiene il potere con pugno di ferro. Solo la parentesi della Rivoluzione arancione ha spezzato quella catena mostrando, però, tutti i limiti dell’opposizione “democratica” in un paese senza tradizione democratica. Tuttavia pensare oggi che Tatyana Chornovol sia “pagata dall’occidente” è stupido, come è ingenuo ridurre quanto avviene in queste settimane in Ucraina come il prodotto di una presunta pressione americana. Non bisogna dimenticare che sono gli ucraini a rischiare in prima persona e il prezzo da pagare, come si è visto, è alto. 

Tatyana Chornovol è stata fermata mentre era a bordo della sua auto da una Porsche Cayenne che, tagliandole la strada, l’ha costretta a fermarsi. I picchiatori si sono avventati su di lei causandole lesioni al naso, una commozione cerebrale e traumi multipli. Tre persone sono state arrestate ma si conosce il nome di uno solo dei tre: Serghi Kotenko, 29 anni, proprietario della Porsche Cayenne che ha fermato la reporter prima dell’attacco da parte di almeno due uomini. I presunti colpevoli rischiano da 7 a 10 anni di reclusione. L’individuazione dei responsabili è stata rapida, segno che il governo intende disinnescare al più presto questa miccia che già ha riacceso gli animi della piazza.

Risalire la filiera criminale e scoprire, oltre agli esecutori, i mandanti di questo pestaggio sembra però impossibile: troppe le connivenze, troppi i gruppi di potere criminali, oligarchici, politici che si stanno sfidando per il controllo del paese. Che al vertice di questa filiera ci sia Yanukovich non si può dire, e – a ben vedere – sarebbe stato da parte sua un errore grossolano poiché la vicenda ha rinvigorito le proteste offrendo, alla stampa e alle diplomazie internazionali, un buon motivo per fare ulteriori pressioni su Kiev. A chi giova davvero questo episodio? Il quadro complessivo sembra, a vederlo da qui, estremamente più complesso della comoda (e un po’ propagandistica) contrapposizione tra filo-europei e filo-russi. Le vittime di questo gioco sporco sono persone come Tatyana Chornovol.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022) e di "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022); "Congo, maschere per una guerra"; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015); "Il pellegrino e altre storie senza lieto fine" (Tangram, 2013).

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7 commenti

  1. (AGI) – Kiev, 27 dic. – E’ salito a cinque il numero delle persone arrestate in Ucraina per l’aggressione a Tetyana Chornovil, la 34enne giornalista dissidente picchiata a sangue la sera di Natale alle porte di Kiev. Secondo il responsabile del Dipartimento Investigativo presso il ministero dell’Interno, Mykola Chynchyn, tutti sarebbero stati “in stretto contatto con membri del partito Udar”, l’Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme guidata dall’ex campione mondiale di pugilato Vitaly Klitschko, tra i principali leader dell’opposizione. Uno dei sospetti sarebbe inoltre legato a un deputato dell’Unione Pan-Ucraina ‘Patria’, formazione facente capo all’ex premier Yulia Tymoshenko, attualmente in carcere. Chynchyn non ha indicato alcun possibile movente per il pestaggio, ma ha aggiunto che un altro degli arrestati sarebbe collegato al boss di un’organizzazione malavitosa “con cui i fratelli Klitschko hanno collaborato intensamente”. Il minore di questi ultimi, Volodymyr, a sua volta detiene un titolo iridato di boxe ma non svolge attivita’ politica a differenza del maggiore, che ha nel frattempo preannunciato querela per diffamazione.

    Questo per completezza di informazione, a quanto pare il “mafioso” Yanukovic stavolta non c’entra, è stata la cosca mafiosa rivale

    • sì, secondo il ministero dell’Interno ucraino, in ogni caso. Affidabile poco più di quello nordcoreano…

      m.z.

      • Affidabile come il governo degli USA, vorrai dire. Le balle le raccontano soprattutto loro (ancora aspettiamo che ci mostrino le armi di Saddam). Comunque la fratta con cui la notizia è stata rimossa dai siti dei media occidentali mi fa pensare che stavolta il ministero dell’Interno ucraino, affidabile o meno che sia, abbia detto la verità.

  2. Ho letto in un qualche commento: che la Russia è uno stato con un governo autoritario!
    Domanda: E gli Usa, il Centrafrica, l’Arabia Saudita, la Turchia, la Cina, la Francia, la Germania, il Venezuela, lo Yemen, ecc….e tutto il “CommoneWealth delle Nazioni”….ecc, cosa sono?

    La mia solidarietà va naturalmente alla povera Tatyana, vittima di una brutale violenza, a prescindere da qualsiasi valutazione che possa essere fatta sull’accaduto !!!
    Riguardo al Ministero dell’Interno ucraino “affidabile poco più di quello nordcoreano”….mi verrebbe da aggiungere quanto segue:
    “affidabile tanto quanto quello italiano”, che non si “ricorda” ad esempio, di come siano stati prelevati alcuni mesi fa, nel nostro territorio sovrano, alcuni “ospiti indesiderati” , tipo una certa Shalabayeva (l’ultima di un lungo elenco), con i vari Ministri Alfano e Bonino, “Ignari di quanto Accaduto”!
    Risultato: un ministero “COMPLICE” di un altro ministero straniero!
    Il Ministero Ucraino è affidabile tanto quanto il nostro Viminale che si “dimentica spesso” dei vari Abu Omar di turno, o dei tanti Abu Abbas, o dei vari criminali internazionali scappati dalle carceri nostrane, protagonisti ahimè della storia terroristica degli anni 80! Naturalmente non potrei mai paragonare una ” Shalabaeva” ad un Abu Abbas, che appartiene ad altra categoria umana! Me ne guarderei bene dal farlo.
    Però sembra che i metodi adottati dai vari dicasteri europei.. siano molto simili a quelli adottati nel “Far East ” d’Europa!
    Ma si sa, tutto ciò che è imparentato con la terribile Madre Russia (o è “simil-russo”) di per sè è orribile”! Lo sappiamo!!!!
    Ma ci dimentichiamo anche, delle varie”estradizioni lampo” (spesso ai limiti della rottura diplomatica!) rivolte ai governi orientali da parte dei Governi d’Occidente, soprattutto in tema di dissidenti, e di personaggi accusati di divulgazioni di segreti informatici di rilevanza nazionale (caso SNOWDEN) !!!
    Per non parlare di Julian ASSANGE diventato l’Idolo dei dissenzienti del “west”! (Occorrerebbe un intero giornale per poter parlare esaustivamente di ciò che viene perpetrato “in danno della libertà” dai nostri governucci atlantici!). Eppure definiamo la Russia, come uno stato autoritario! E l’ Europa, gli Usa, o il Commonwealth… cosa sono?

    1) In Tempo di Guerra, fino ad un decennio fa, abbiamo assistito alle umilianti immagini dei prigionieri provenienti da Abu Grahib, o da altre parti del Golfo, dove erano dispiegate le truppe americane, britanniche, danesi e italiane ecc, accusate di “essersi divertite” con gente ridotta ad essere “oggetto di consumo bellico”!
    Persino le truppe danesi (già quelle della civile Danimarca!) pare si siano macchiate di sozzure varie!
    Però si sa, se in Norvegia vengono imprigionati “presunti sabotatori di installazioni militari”, tramite procedure alquanto sbrigative”, beh… tutto è lecito e non viene calpestato alcun diritto! Se lo stesso fatto accade nella terribile Rossija : ..”APRITI CIELO”!
    Non voglio parlare delle “varie guantanamo” sparse per i cinque continenti; nè voglio parlare di ciò che accade tuttora in Europa, quando vengono colpite le “istituzioni sensibili”. Voglio solo che si sfatino molti miti sul “virtuosismo civile” dei paesi europei, che è virtuosismo fin quando conviene!
    Tutto quello che accade ad EST accade sotto altre forme anche QUI nell’ Ovest !!!
    Negli anni settanta i servizi di sicurezza di Sua Maestà, erano abbastanza solerti nel modificare le PROVE PROCESSUALI dei presunti terroristi appartenenti all’IRA: venivano trattati con gli STESSI METODI riscontrabili in molti paesi del quarto o del QUINTO mondo !!! Il guaio è, che tutto ciò accade ancora, e accade dappertutto!
    2) Peggio ancora, parlando del cosiddetto “Tempo di Pace”.
    Potremmo parlare dei vari G8 o dei vari G20 e di tutti i pestaggi accaduti nel mondo o nel cuore delle varie democrazie europee (dal Canada alla Corea, da Londra a Genova) ma sarebbe inutile: anche in questo caso, i termini della questione non cambierebbero affatto.
    I pestaggi che nascono per mano di infiltrati speciali, o per opera di malavitosi, o per opera delle forze di Polizia, sono state delle costanti presenti in ogni settore delle “rivolte civili”. E se talvolta i pestaggi politici sono stati accompagnati da violente repressioni (a Nord quanto a Sud; ad est quanto ad ovest!) non possiamo dimenticare in tema di politica carceraria, di come ormai il “pestaggio”sia diventato quasi una pena accessoria alla principale: La nostra Italia in tema di “botte da reclusione” sembra seconda solo alla Francia!
    Vi ricordo inoltre, che il Nostro Codice Penale, tutt’oggi, non prevede IL REATO di TORTURA: si sta vagliando solo adesso un disegno di legge ad hoc! Però nonostante tutto puntiamo il dito contro gli “Stati cosiddetti Torturatori” !!! Da buoni idealisti “vagliamo” solo quello che ” Ci fa Sensazione” cercando di imbrigliarlo nei nostri antiquati “paradigmi” para-ideologici ormai consunti e destinati a trascinarci verso una continua visione confusa della realtà !
    In una piazza, della Francia very Free, durante un Family Day , i pestaggi “alla Tatyana” sono avvenuti candidamente sotto gli occhi di tutti !!!
    Quello che è davvero scandaloso è dare una misura diversa o un peso diverso agli accadimenti e soprattutto all’operato dei vari governi, che si trovano al di là o al di qua dell’ex Cortina di Ferro. Prima di puntare il dito contro la pagliuzza presente nell’occhio altrui, dovremmo scrutare attentamente le travi “VOLUTAMENTE INVISIBILI” presenti nei nostri occhi!

  3. Emilio Bonaiti

    Per modesta curiosità: é possibile conoscere i paesi ai quali si può attribuire la patente di paese democratico?
    di oaese denoicratico?

    • Esistono diversi tipi di definizioni di democrazia e di indici che vi si possono applicare.
      Il Democracy Index compilato dall’Economist distingue tra democrazie piene, democrazie imperfette, regimi ibridi e regimi autoritari.
      http://en.wikipedia.org/wiki/Democracy_Index
      Un altro indice e’ il Polity IV, che misura apertura, competitivita’ e partecipazione dei processi elettorali
      http://en.wikipedia.org/wiki/Polity_IV
      Una diversa classificazione infine e’ quella tra democrazie sostanziali, democrazie (solo) elettorali, autoritarismi competitivi (o democrazie illiberali), e regimi autoritari di diverso tipo.

      • Il secondo, quello Politi IV mi sembra abbastanza realistico. Il primo è il solito ciarpame americanoide, dove amici, complici e sudditi USA sono “democratici” per definizione, mentre tutti i governi invisi allo zio sam sono “autoritari” a prescindere

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