MACEDONIA: La Germania (e l'UE) scendono in campo sulla questione del nome?

L’UE è in prima fila per aiutare la Macedonia a ritrovare la fiducia necessaria per avanzare nel dialogo con la Grecia sulla questione del nome dello stato. La Germania sta assumendo un ruolo attivo negli sforzi per risolvere la questione del nome dopo l’incontro del cancelliere tedesco Angela Merkel col mediatore dell’ONU, Matthew Nimetz. Secondo la Deutsche Welle, che trasmette un avviso del governo tedesco, durante l’incontro tra Nimetz e la Merkel si è discusso la situazione attuale del processo e i due hanno convenuto che “gli ostacoli sono superabili se c’è la volontà politica”.

Tuttavia i membri del Bundestag stanno cominciando a parlare apertamente del problema del blocco della Macedonia verso l’integrazione. Secondo Jürgen Klimke, la Macedonia ha tre principali sfide da affrontare: integrazione nell’UE e nella NATO, convivenza tra macedoni e albanesi, nonché miglioramento delle condizioni sociali (ridurre la disoccupazione). Queste azioni sono importanti non solo per la Macedonia, ma anche per l’Unione europea, ma come Klimke sottolinea alla Deutsche Welle, a causa della questione del nome non si può andare oltre.

Intanto sia la Grecia sia la Macedonia cercano di interpretare l’incontro Merkel-Nimetz a proprio favore. Il premier macedone Nikola Gruevski ha valutato positivamente l’incontro Merkel-Nimetz. Gruevski ha detto che è una cosa buona e giusta che la Germania sia stata informata nel dettaglio della procedura e dei contenuti del processo di risoluzione della controversia.

Diversamente dal premier Gruevski, il ministro degli Esteri della Grecia, Evangelos Venizelos nella Commissione parlamentare per gli affari esteri ha commentato la riunione tra la cancelliera e il mediatore: “il gabinetto della Cancelliera ha spiegato che il breve incontro tra Merkel e Nimetz dice sostanzialmente che la Germania supporta solo il processo che è in corso, che si svolge sotto l’egida del Consiglio di sicurezza dell’ONU, il che significa che ha sostenuto la proposta della Commissione europea. Lo ha detto la Germania”. Finora, secondo il vicepremier Venizelos non c’è stata alcuna pressione dalla diplomazia tedesca in termini di politica estera, o termini di priorità nazionali.

Ma non è solo la Germania interessata ad osservare gli sviluppi nei Balcani e soprattutto in Macedonia. Anche la Francia, sembra aver deciso di impegnarsi con il suo ruolo diplomatico in questa parte d’Europa. Per questo fa notizia l’incontro dopo molti anni di assenza tra il Ministro degli Affari Esteri francese, Laurent Fabius col omologo macedone, Nikola Poposki.

Per concludere, un maggiore coinvolgimento della Germania e della Francia nella questione del nome dello stato macedone è indice ulteriore che l’UE si impegnerà maggiormente sulla questione negli incontri di Bruxelles a dicembre. La Germania potrebbe richiedere la collaborazione di altri paesi dell’UE, a partire da Francia, Gran Bretagna, Italia e altri paesi per convincere la Macedonia e la Grecia che un compromesso deve essere trovato.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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Un commento

  1. Ma l’UE non ha già abbastanza problemi ? Che senso ha questa frenesia di integrare paesi poverissimi e semi-falliti ? Mi sembra una sorte di cupio dissolvi, l’UE se vuole sopravvivere deve tornare a 15, l’allargamento è stato un harakiri

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