Europeo di calcio "comprato" da Polonia e Ucraina. Le accuse di Spyros il cipriota

di Matteo Zola

L’Europeo di Polonia e Ucraina sarebbe stato “comprato” dalle rispettive federazioni. Stando ai risultati di un’inchiesta condotta dal Sueddeutsche Allegemeine Zeitung e ripresa dalla Gazzetta dello Sport alcuni membri dell’esecutivo Uefa si sarebbero lasciati corrompere al fine di favorire la candidatura del tandem ucraino-polacco quali Paesi ospiti del prossimo campionato europeo di calcio. Vittima di questa condotta sarebbe in primo luogo l’Italia, altra candidata in lizza ad ospitare la manifestazione calcistica.

L’inchiesta nasce dalle dichiarzioni di Spyros Marangos, ex tesoriere della federazione calcio cipriota. Secondo lui quel voto a Cardiff del 2007 fu comprato, e almeno quattro membri dell’Esecutivo Uefa furono corrotti. Esborso totale, stando alle stime di Marangos, 9 milioni di euro provenienti dall’Est, 3 dei quali sarebbero a suo dire stati consegnati in banconote nascoste dentro a un pupazzo di pelouche.

La Uefa, che mai avrebbe voluto ascoltare Marangos sulla questione che lui -dice- sta cercando di rendere nota da ben due anni, ha ufficialmente presentato due denunce: una presso il tribunale penale svizzero e l’altra davanti alla procura generale di Cipro, proprio contro Spyros Marangos.

L’azione legale è stata avviata “in seguito alle accuse a mezzo stampa relative alla votazione per Euro 2012” ritenute “lesive e ancora non provate”, secondo quanto reso noto dalla Uefa in un comunicato. L’organizzazione presieduta da Michel Platini spiega di essere “stata costretta ad intraprendere azioni legali prima di tutto per stabilire se le affermazioni del signor Marangos abbiano fondamento e, di conseguenza, per avere a disposizione tutti gli elementi concreti al fine di comprovare queste affermazioni”.

“In secondo luogo -prosegue la Uefa- per proteggere l’integrità e il buon nome della Uefa e del calcio europeo in generale, che sono stati seriamente danneggiati da queste accuse”.

Accuse che fanno male anche ai Paesi ospitanti, che già filano sul treno delle grandi opere: aeroporti, strade, ferrovie e investimenti tali da far uscire i due Paesi dalla crisi economica. Questo discorso vale specialmente per l’Ucraina, essendo ormai la Polonia secondo motore (insieme al bolide tedesco) della ripresa europea. A Kiev, invece, la recessione, l’instabilità politica e le tensioni geopolitiche hanno lasciato molti lavori ancora sulla carta. L’Europeo di calcio è quindi anzitutto una ghiotta occasione per rimpinguare le dolenti casse dello Stato.

Se le accuse di corruzione dovessero rivelarsi vere è possibile che la Federcalcio italiana avanzi un ricorso: “I nostri stadi sono pronti” hanno fatto sapere da Roma.

Marangos pare essere uomo stimato in patria. Calciatore prima, poi presidente di club, infine da ventiquattro anni tesoriere della Federcalcio cipriota. “Anziano e riverito”, come dicono i giornali tedeschi e nostrani, che non si spiegano quali motivi lo spingerebbero ad accusare la Uefa senza averne prove e ragioni.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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2 commenti

  1. per carità, ben venga la corruzione della mafia ucraina per evitarci la disgrazia di altri appalti a finire nelle mani della mafia e della cricca della protezione civile…

  2. lol! in effetti come darti torto? 🙂

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