Chi emigra in Italia viene dall'Est. Riflessioni sul rapporto Caritas Migrantes

di Matteo Zola

Il pericolo islamico, la costituzione di un califfato europeo, l’imposizione della Shar’ia in Italia. E ancora: soldi pubblici per convertire i musulmani in cattolici. Le esternazioni del principale partito populista nostrano, la Lega Nord, si sono concentrate negli ultimi anni sull’Islam. Secondo gli esponenti del Carroccio l’immigrazione massiccia di musulmani porterebbe a un sovvertimento delle nostre regole democratiche.

E’ stato presentato ieri il dossier statistico della Caritas, che da vent’anni monitora l’immigrazione nel nostro Paese. Emerge un quadro positivo, addirittura i contributi versati dai lavoratori stranieri hanno consentito all’Inps di chiudere il bilancio in attivo. Ma non è questo il punto. L’immigrazione musulmana è scarsissima. Da dove vengono i migranti che oggi vivono e lavorano nel nostro Paese? Ovvio, dall’Europa orientale.

Un po’ di numeri: su un totale di 4.235.059 immigrati regolari ben 887.763 sono romeni, europei dunque, comunitari persino. Sono loro i più numerosi. Niente mujaheddin dunque. Al secondo posto vengono gli albanesi con 466.684 presenze. Solo al terzo posto i marocchini, fermi a 431.529.  Pochi per fare un califfato. Andiamo avanti con la tabella:

Cina – 188.352 persone / 5° Ucraina – 174.129 persone / 6° Filippine – 123.584 / 7° India – 105.863 / 8° Polonia – 105.608 / 9° Moldavia – 105.600 / 10° Tunisia –  103.678 /11° Macedonia – 92.874 /12° Perù – 87.747

Questi i primi 12 Paesi di provenienza, 6 dei quali est europei. Gli egiziani, che sembrano terrorizzare tanto Milano, sono appena 82 mila, al 14° posto. I pakistani che balzano alle cronache di nera per le violenze in famiglia sono al 18° posto, 64 mila in totale.

Dall’Europa orientale provengono ancora: 57.877 serbi e montenegrini (indivisi nel rapporto, 19°posto); 46mila bulgari, 21° posto; 31mila bosniaci, 26° posto; 25.786 russi, 28° posto, e 21.261 croati, 30° posto.

Calcolatrice alla mano. Dall’Europa centro-orientale e balcanica provengono 2.087.563 persone. Quasi il 50% del totale. E tutti questi pericolosi musulmani armati di scimitarra? Sono solo 646.624, provenienti da Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia, Libia…

Andiamo nel dettaglio e contiamo le donne. I Paesi da cui emigrano più donne sono Romania e Ucraina, seguite da Filippine e poi ancora Polonia e Moldavia. Dall’Europa dell’est arrivano dunque molte donne, che rappresentano più della metà della loro comunità migrante. Le ucraine sono quasi l’80% del totale degli ucraini immigrati. Le polacche sono al 70%. Impiegate principalmente nell’assistenza famigliare e  sanitaria. Dunque: se i soldati di Maometto non sono che seicentomila, più impegnati nella ristorazione che nella jihad. E se dall’est arrivano soprattutto donne, che non sembrano intenzionate a mettere a ferro e fuoco le nostre città, tutto questo pericolo legato all’immigrazione dov’è?

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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3 commenti

  1. oooooh proprio!!! hai ragione

  2. Come dov’e’ il pericolo? e la guerra che mettono nelle famiglie italiane non le conoscete? Ci sono racconti raccapriccianti riguardanti presunte ”tate” che hanno distrutto famiglie , manipolato gli uomini , convincendoli a consegnare oro e soldi alla volta di buoni intenti e per la vergogna d’esser fregati gli Italiani manco lo raccontano AHHHHHH E per piacere un’altra cosa , non paragonate l’emigrazione dei ns italiani in America o in Germania a questo genere di torre di babele , perche’ le ns donne , in quei luoghi lontani non andavano a fare le troie

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