CIPRO: Europa, dove stai andando? Per un pugno di euro Bruxelles affonda Nicosia

La questione cipriota deve far riflettere sull’Europa e il suo significato. È inutile ripetere quel che i giornali hanno già riportato sul salvataggio di 6 miliardi chiesto ai depositari di conto corrente nella piccola isola mediterranea; più utile sarebbe chiedersi quale sia la direzione che sta prendendo l’Unione.

L’Economist calca la mano sulla decisione europea denominandola ingiusta, inutile e miope. Un’analisi breve e precisa è di Gustavo Piga, economista, dal suo blog: per 6 miliardi di euro (6!) che l’Europa avrebbe potuto sborsare in nome della sicurezza economica e, perché no?, di una solidarietà europea che dovrebbe essere la colonna portante dell’Unione, rischiamo di distruggere l’economia cipriota e colpire indirettamente l’intera economia europea sul fronte dei mercati finanziari. Mossa geniale, vero?

Ma lasciamo da parte solidarietà, salvataggio e ripagamento del debito e concentriamoci sulla questione geopolitica che si gioca intorno a Cipro. Riassumerei in due parole: Russia e gas. Quello di Cipro è uno dei depositi di gas che si riveleranno più importanti nello scacchiere mediterraneo e del Vicino Oriente. Intorno all’area giocano Israele, Russia, Grecia, Turchia passando per l’attenzione della Francia e degli Stati Uniti.

E se la Russia è tra i principali interessati al gas sotto il nome del colosso Gazprom, da parte loro i capitali russi non stanno a guardare: Putin, preso atto della decisione del prelievo forzoso, si è detto immediatamente contrario alla decisione; mossa attesa dati i depositi di capitali est-europei e russi per oltre 90 miliardi di euro al 2012 (per avere un’idea di misura, oltre l’800% del Pil della piccola isola, ammontante a 18 miliardi di euro circa). Inoltre, Reuters riporta che Anton Siluanov, ministro delle finanze russo, non avrebbe ricevuto nessuna comunicazione dai colleghi europei, né un invito a una collaborazione.

Europa, dove vuoi andare? In una sola mossa hai ottenuto l’opposizione della Russia, la rabbia dei ciprioti, l’esplosione dello spread e la caduta delle borse. Tutto questo per 6 miliardi: ottimo risultato. La richiesta di sacrificio a Cipro può essere un piccolo specchio della gestione delle crisi del debito europeo? Forse. Sicuramente in parte. Di certo è uno specchio dell’assurdità del sistema decisionale europeo, ancora diviso e incapace di dare una risposta compatta ed efficace ai problemi che attanagliano il continente su questioni come il debito e la crescita economica.

E queste critiche non tengono neanche in dovuta considerazione l’opposizione russa: non aver coinvolto il Cremlino in una simile decisione, soprattutto in un teatro di forte interesse russo, che ruolo giocherà nelle future politiche mediterranee dell’Europa? Ci stiamo giocando Cipro, il gas e – mettendo il naso poco oltre la porta di casa – la futura uscita dalla crisi siriana (su cui la Russia ha già una posizione apertamente pro-Assad). Su Linkiesta, Fabrizio Goria scrive che Gazprom avanza l’ipotesi di aiutare Cipro sostituendosi alla detestata troika in cambio degli appalti futuri sui giacimenti: se così fosse non sarebbe l’ultimo bail-out di origine russa dati i prestiti governativi già arrivati negli anni passati per sostenere il paese (2,5 miliardi al 2011).

Cara Europa, si parla di Unione. L’impasse cipriota mi sembra molto lontana da questa parola.

Foto: Il navigatore curioso

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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4 commenti

  1. Ciao, e grazie per tutti gli articoli interessanti che pubblicate. Vorrei sapere se qualcuno può spiegarmi una cosa: se il grosso dei depositi ciprioti sono di proprietà di oligarchi russi, a che scopo l’Europa chiede il prelievo anche sui conti piccoli dei cittadini comuni? Non potrebbero limitarsi a un prelievo sui depositi grossi?? Sembra fatto apposta solo per far impazzire la popolazione locale… o forse per far spaventare l’opinione pubblica degli altri paesi in crisi?? Qualcuno ha una spiegazione?
    Ciao, Margherita

    • Ciao Margherita

      spiegazioni non ne ho ma sono solo ipotesi e opinioni. Il salvataggio di Cipro ha dimostrato che le nazioni creditrici insisteranno da ora in poi che qualsiasi salvataggio delle banche venga co-finanziato dai depositanti. E l’Italia è avvertita. Personalmente credo che il prelievo forzoso intendesse colpire anzitutto i capitali russi (ma non solo) presenti sull’isola. Cipro è una piazza finanziara off-shore con un giro d’affari tre volte maggiore rispetto al Pil. E se per colpire il capitale russo si prende di mezzo anche il risparmiatore cipriota, pace. Ai signori dell’Eurogruppo non interessa. E nemmeno interessa cacciare l’Europa in un pasticcio diplomatico con il Cremlino. Più in generale, comunque, il prelievo forzoso è una misura atipica. In genere, in cambio dei fondi concessi, la trojka ha sempre chiesto aggiustamenti economici, tagli, austerità. Qui si fa di peggio, tanto più che ci sono norme europee che tutelano i capitali sotto i 100mila euro… Questa mattina da Rainews 24 (una voce autorevole ma certo non “rivoluzionaria”) l’inviata a Nicosia parlava di “esperimento”. Ma per cosa? L’impressione che si tratti di una prova generale resta, ma è un’impressione mia e può essere fallace. Le posso garantire che seguiremo la situazione e forse, pian piano, capiremo qualcosa di più.

  2. pietro vecchio

    finalmente la nota lavanderia cipriota subisce una battuta decisiva di arresto per ora purtroppo limitata ai capitali e non alle persone;allorchè vi era la guerra nella ex Yugoslavia la nota lavanderia ha riciclato un ingente quantitativo di munizioni che il Governo italiano ( presidente il noto Andreotti Giulio ) ha autorizzato.Era palese che il materiale esportato era destinato quasi certamente ai contendenti balcanici come dalla lettura degli annuari della Casa editrice britannica Jane’s.D’altronde la giustificata manovra riguarda non tanto i normali risparmiatori ma gli oligarchi russi.

  3. Matt, grazie per la risposta, la tua tesi mi convince molto.