Jugonostalgia o visione del futuro? Ritorna la vecchia TV degli jugoslavi

La notizia è una di quelle che non passano inosservate: ritorna in onda la vecchia JRT, Jugoslovenska Radio Televizija. Ufficialmente chiusa nel 1992, 20 anni dopo nasce l’idea di ripartire con internet, ma con aria di novità. Nel team non è presente nessuno della “vecchia rete”, ma un gruppo di giovani entusiasti che a detta loro “vogliono riportare in vita qualcosa della decaduta Jugoslavija”. Le trasmissioni inizieranno su internet dapprima con programmi radio e poi come televisione. Stando ai loro annunci, cercano collaboratori volontari dalle varie parti dei Paesi della Ex Jugoslavija; difatti la vecchia JRT aveva sedi di trasmissione a Lubiana, Zagabria, Sarajevo, Belgrado, Podgorica (all’epoca Titograd), Novi Sad, Skopje e Priština. Il sito internet sarà attivo a giorni, mentre la pagina facebook è già presente.

Dai commenti che si leggono, benché il progetto sia ancora allo stato embrionale ha ricevuto un caloroso sostegno da parte di serbi, croati, sloveni, bosniaci, macedoni, insomma da parte di tutti coloro che hanno vissuto nella Jugoslavija. Molti si offrono volontari per collaborare, alcuni offrono donazioni in denaro, la quasi totalità garantisce che li seguirà e che aspetta con ansia l’inizio delle trasmissioni.

Storicamente la “vecchia” JRT ha avuto anche un certo nome in Occidente ed in Europa, essendo l’unica televisione del Blocco Orientale (così veniva definita, nonostante la Jugoslavija socialista non avesse mai fatto parte del Patto di Varsavia) ad essere stata tra i Paesi fondatori della European Broadcasting Union, oltre ad essere l’unico Paese socialista ad averne fatto parte e ad aver partecipato all’Eurofestival ed ai Giochi senza Frontiere. In seguito alla divisione della Jugoslavija, anche la JRT si è scissa nelle varie televisioni nazionali: RTS in Serbia, HRT in Croazia, BHRT in Bosnia …

Ci sono anche quelli che parlano di “Jugonostalgia”, e vengono subito criticati: è difficile non essere nostalgici quando si parla di un passato molto migliore del presente. Nei Balcani è ben radicata la convinzione che quelli fosse l’età dell’oro, molti con amarezza concludono che quegli anni non ritorneranno più; altri cercano di fare qualcosa. Non sono poche le associazioni e i gruppi jugoslavisti sorti nei Balcani negli ultimi tempi (come ad esempio Nova Jugoslavija). La maggioranza della popolazione, benché un po’ scettica riguardo a queste iniziative per via di tutto quello che c’è stato negli ultimi 20 anni a cominciare dalla guerra, non si trova in completo disaccordo: una prova esemplare è arrivata il 4 maggio 2012, sulla rete televisiva croata HRT: nella trasmissione “Otvoreno” (ossia “aperto”) è stato proposto un sondaggio via sms e la domanda, semplice e diretta, era: “tornereste ai tempi del Socialismo?”. Il risultato è stato che ben l’83% degli intervistati ha risposto “sì”.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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