EURO 2012: Alla fiera dell'est

È uno degli stadi più belli d’Europa. È costato 1,5 miliardi di euro, può contenere 58mila spettatori e non c’è una critica che gli si possa muovere: è uno spettacolo da fuori, è uno spettacolo da dentro. Però loStadion Narodowy(stadio nazionale) di Varsavia, costruito in vista di Euro 2012 e inaugurato lo scorso febbraio, non è soltanto la classica arena sportiva. Ha anche una vocazione multifunzionale. Al suo interno ci sono ottomila metri quadri, in spazi commerciali, che verranno affittati a uffici e negozi. Stadio e mall, insomma.
Si potranno inoltre organizzare anche grandi eventi. Il primo sarà il concerto dei Coldplay, a settembre. Biglietti già a ruba. Modernità, versatilità e prestanza architettonica di questo catino, appollaiato sulla riva sinistra del fiume Vistola, fotografano l’entusiasmo della Polonia. Una nazione che, dopo l’ingresso nell’Unione europea, sancito il primo maggio 2004, non ha fatto che correre,convincendo progressivamente Parigi e Berlino, che all’inizio l’avevano percepita come una noiosa entità postcomunista, tendente al populismo spinto e abitata da tanti idraulici low cost pronti a riversarsi nell’Europa ricca e a rubare lavoro.

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Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "La guerra di Indipendenza ucraina" (Morcelliana, 2025) e "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022). Tra le principali pubblicazioni in ambito giornalistico c'è "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022) e "Congo, maschere per una guerra" (Quintadicopertina editore, 2015). Dal 2023 è tra gli organizzatori di Estival, il festival dell'Europa centro-orientale di Trento.

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