MONTENEGRO: Resoconto da un paese gay-friendly

Nelle ultime settimane si sono susseguite una serie di interessanti e importanti notizie provenienti dal Montenegro in relazione alla situazione della comunità LGBT. La più importante organizzazione LGBT del paese ha presentato una iniziativa a favore del riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso e il governo montenegrino ha organizzato una importante conferenza sui diritti delle minoranze sessuali. Grazie a una riforma del sistema di salute, inoltre, d’ora in poi tutto il processo di riassegnazione del sesso sarà coperto dal sistema sanitario.

Negli ultimi anni le autorità Montenegrine si sono impegnate nel presentare il loro paese come uno dei leader regionali nel rispetto dei diritti delle minoranze sessuali, al fine di facilitarne l’ingresso nell’UE. La situazione é in realtà molto più complessa, é certo, però, che queste notizie costituiscono un buon auspicio per il miglioramento delle condizioni di vita delle minoranze sessuali presenti in questo piccolo paese balcanico che conta con meno di 700,000 abitanti.

Conferenza sui diritti LGBT a Budva

Il Governo del Montenegro ha organizzato, lo scorso 19 marzo, una importante conferenza sui diritti LGBT. La conferenza si é tenuta nella deliziosa cittadina costiera di Budua (in Serbo Будва, traslitterato Budva), una località turistica molto rinomata che é situata nella cosiddetta Budvanska rivijera (Riviera di Budua), sulla costa adriatica.

La conferenza, intitolata Zajedno protiv diskriminacije (insieme contro la discriminazione) riflette il crescente interesse che le autorità del paese portano alla tutela dei diritti LGBT nella regione. Vi hanno preso parte politici, esperti e attivisti per i diritti LGBT, tra i quali Zdravko Cimbaljević, il direttore esecutivo del LGBT Forum Progres, la maggiore organizzazione di difesa dei diritti LGBT del Montenegro. I principali argomenti trattati sono stati la lotta contro tutte le discriminazioni, una protezione più efficace delle minoranze sessuali (in particolare in occasione di eventi come i Gay Pride) e, in generale, un maggiore sostegno politico e sociale alle comunità LGBT con particolare attenzione a temi quali l’educazione e il lavoro, la vita familiare e l’uguaglianza delle persone transgender.

Tutti i presenti hanno celebrato gli sforzi delle autorità montenegrine in questo campo però  hanno anche riconosciuto che molto resta da fare per combattere i crimini d’odio, le discriminazioni e gli ostacoli alla libertà di associazione di cui sono vittime Gay, Lesbiche, Transessuali, Intersessuali, Queer e Bisessuali nei Balcani occidentali.

L’evento é stato organizzato grazie all’assistenza finanziaria dell’ Ambasciata Reale dei Paesi Bassi a Belgrado e in cooperazione con il Williams Institute della UCLA School of Law (Los Angeles, California), il Dipartimento di sociologia del diritto dell’Università di Lund (Svezia), la European Commission on Sexual Orientation Law (ECSOL). Tra i politici presenti vi erano, oltre che i rappresentanti di praticamente tutti i governi dei Balcani occidentali (Bosnia, Macedonia, Kosovo e Croazia), la ministra Britannica per l’eguaglianza Lynne Featherstone, e delegazioni in rappresentanza dell’Austria, della Germania e degli Stati uniti (l’Italia non era presente).

Il Dr. Alexander Schuster, che collabora con l’Università di Trento, ha fatto un intervento particolarmente interessante nel quale ha spronato gli stati della regione a fare di più nella lotta contro l’omofobia e ha notato che é importante che le leggi contro le discriminazioni siano pienamente applicate (i discorsi dei partecipanti all’evento, tra cui segnaliamo in particolare quello di Cimbaljević, possono essere visti qui).

Il discorso introduttivo é stato dato dal primo ministro Igor Lukšić, che ha ribadito l’impegno del suo governo nella lotta contro l’omofobia e la transfobia. Gli altri Keynote Speakers erano la Vice prima ministra e ministra per gli affari sociali della Croazia Milanka Opačić e il Vice primo ministro e ministro della giustizia Kosovaro Hajredin Kuçi. É importante ricordare che non é la prima volta che il Montenegro ospita una conferenza di questo tipo. Conferenze simili erano state organizzate nel 2009 e nel settembre del 2011

Crisi diplomatica a causa della presenza del Kosovo a Budva

La presenza del Vice primo ministro kosovaro, Hajredin Kuçi, ha generato una piccola crisi diplomatica. Il ministro serbo per i diritti umani e delle minoranze, Milan Marković, la cui presenza era stata inizialmente annunciata, non ha partecipato alla conferenza perché il Kosovo non è stato presentato con la formula concordata a Bruxelles con la Serbia (Belgrado accetta la presenza di rappresentati del Kosovo nei forum regionali solo se é accompagnata da una nota in cui si indica che il Kosovo é presente ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU). Questo é il terzo incidente di questo tipo che avviene dalla firma, lo scorso febbraio, di un accordo tra i governi del Kosovo e della Serbia sulla rappresentanza regionale e sui valichi di frontiera.

Riforma del sistema sanitario e proposta di legge sulle unioni civili

Alla fine di marzo sono entrati in vigore una serie di importanti emendamenti alla legislazione montenegrina sul sistema di salute. Grazie a questa riforma d’ora in poi buona parte del processo di riassegnazione del sesso sarà coperto dal sistema sanitario. Fino ad ora l’intero percorso terapeutico, compresa l’eventuale operazione di riattribuzione chirurgica, era a spese delle singole persone transessuali. Adesso il servizio sanitario si farà carico dell’ 80% dei costi del percorso, dall’accoglienza, all’assistenza psicologica, alle indagini diagnostiche, le terapie ormonali e, infine, l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso. Si tratta di un importante cambio legislativo che migliorerà sensibilmente la qualità di vita della comunità Transgender del paese. In un comunicato l’organizzazione LGBT Forum Progres ha elogiato l’operato del governo e ha sottolineato che questa legge permetterà un migliore accompagnamento delle persone che intraprendono il percorso di riattribuzione del sesso, offrendo loro tutta l’assistenza necessaria e mettendo a disposizione tutti gli specialisti, dallo psicologo al legale al chirurgo, che possano supportarli in questo momento così importante della loro vita.

Proprio l’organizzazione LGBT Forum Progres ha lanciato una iniziativa per il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso. Si tratta di una legge di unioni civili sul modello dei PACS francesi (la costituzione montenegrina proibisce il matrimonio tra persone dello stesso sesso). Purtroppo, come ha sottolineato il sito gay serbo gay echo l’iniziativa non ha nessuna chance di prosperare.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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