Robert Fico

SLOVACCHIA: La restaurazione del sistema Fico

Dopo aver vinto le elezioni, Robert Fico ha formato un nuovo governo con Hlas e l’estrema destra di SNS: la scelta dei Ministri fa discutere.

La Slovacchia torna a far parlare di sé, seppure sotto esclusiva ottica geopolitica. Non appena salito al potere, il nuovo governo a guida Fico ha infatti tenuto a sottolineare, durante un vertice europeo, la distanza tra le nuove posizioni della Slovacchia e quelle dei colleghi europei. Prima di partire per Bruxelles, il leader slovacco ha ripetuto le promesse fatte in campagna elettorale, in particolare il veto ad ulteriori invii d’armi all’Ucraina e a sanzioni alla Russia (a meno che queste non danneggino l’economia slovacca), seppure abbia poi sfumato la sua posizione, dichiarando che i contratti privati per l’invio di armi potranno comunque essere stipulati. Fico ha poi postato un messaggio su Facebook: “Ho fatto sapere a Ursula von der Leyen che da oggi la Slovacchia avrà la sua propria opinione a Bruxelles”.

Il premier slovacco si è detto disposto a discutere sul pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro previsto per la ricostruzione dell’Ucraina, a condizione che venga garantita chiarezza nell’utilizzo dei fondi in quello che definisce “uno dei paesi più corrotti al mondo” (pace se le condizionalità UE all’utilizzo dei fondi vengano criticate aspramente in altre sedi).

Il fronte interno

La vittoria di Fico alle ultime legislative slovacche ha fatto molto rumore, soprattutto nell’ottica bipolare ed esclusivamente geopolitica dei commenti che hanno coperto le elezioni. Più che la guerra in Ucraina, però, a preoccupare buona parte degli slovacchi è il ritorno prorompente ai più alti vertici del paese di personalità implicate in affari di criminalità e corruzione gravissimi. È il caso dell’ex-Ministro degli Interni, Robert Kaliňák, che proprio insieme a Fico era stato accusato di aver creato un gruppo criminale dedito a corruzione e abusi di potere; Kaliňák torna al governo per la Difesa. I ministri eletti in quota SNS (partner governativo d’estrema destra) fanno altrettanto discutere, tanto da provocare l’intervento della Presidente della Repubblica Zuzana Čaputová, che si è opposta alla nomina di Rudolf Huliak al ministero dell’Ambiente in quanto negazionista della crisi climatica (SNS ha poi scelto di optare sostituire Huliak). Il duo Kuffa, padre e figlio, è altrettanto criticato: scelti come Viceministri della Cultura e dell’Ambiente, i due facevano parte del partito neofascista ĽSNS e sono accusati di aggressione e minaccia nei confronti di competitori in ambito agricolo.

A preoccupare ancora di più è la scelta di Matúš Šutaj Eštok agli Interni. Parte di Hlas (terzo componente della coalizione di governo) e molto propenso ad attaccare la Giustizia, Eštok si era speso a lungo per la difesa dei colleghi SMER – il partito di Fico – incriminati dalla giustizia. Non appena eletto, il nuovo ministro ha subito sostituito il capo della polizia Štefan Hamran, responsabile della lotta alla corruzione e dunque coinvolto nei procedimenti riguardanti Fico e colleghi.

Tibor Gašpar, detenuto nel 2020 e poi rilasciato, è accusato di corruzione di ufficiali di polizia in cambio della loro complicità nelle varie inchieste contro lo SMER. Gašpar si era dimesso a seguito dell’omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová; ora è stato scelto per guidare il comitato parlamentare sulla difesa e la sicurezza, mentre suo figlio sarà Viceministro della Giustizia (anche lui è coinvolto in alcuni malaffari).

E ora?

Gli slovacchi hanno già dimostrato in passato di potersi liberare dagli intrighi di mafia e corruzione, una lezione che Fico ha imparato in prima persona. Cosa farà ora è dunque in dubbio: rischiare di ricostruire la Slovacchia che lo aveva poi cacciato via dal potere è molto rischioso, quindi potrebbe procedere con più cautela. In alternativa, proprio perché conosce le conseguenze che un eccessivo spazio di contestazione può avere, potrebbe radicalizzare la presa di potere. Gli esempi non mancano: basta buttare un occhio qualche chilometro più a sud.

Foto: dal profilo Facebook di Robert Fico

Chi è Andrea Zambelli

Andrea Zambelli è uno pseudonimo collettivo usato da vari membri della redazione di East Journal.

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