SLOVACCHIA: Inizia il processo per il delitto Kuciak

Dopo l’udienza preliminare svoltasi il 19 dicembre 2019 nella corte penale specializzata di Pezinok, a più di un anno e mezzo dall’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová, il 13 gennaio inizierà il processo per i quattro indiziati.

Il delitto Kuciak

I lettori di East Journal ricorderanno il delitto Kuciak, perpetrato ai danni del reporter di Aktuality e della fidanzata nel suo appartamento di Veľká Mača il 25 febbraio 2018. All’indomani della morte dei due giovani, la stampa aveva ipotizzato che l’omicidio dei due ragazzi poteva essere legato all’ultimo articolo del giovane, che metteva in connessione la criminalità organizzata calabrese e i vertici governativi slovacchi. Contrariamente alle aspettative, mesi d’indagine che hanno visto la compartecipazione della polizia slovacca, italiana e dell’Europol hanno individuato il mandante nell’imprenditore slovacco Márian Kočner.

Nel procedimento che avrà inizio il 13 gennaio saranno processati Kočner, Alena Zsuzsová, Tomáš Szabo e Miroslav Marček. Il processo nei confronti dell’intermediario Zoltán Andrusko si svolgerà separatamente. Infatti, dall’autunno del 2018 Andrusko ha iniziato a collaborare con la polizia nelle indagini, permettendone un alleggerimento della propria condanna a 15 anni tramite patteggiamento. Secondo quanto ricostruito finora, Kočner avrebbe ordinato l’omicidio tramite la sua collaboratrice Alena Zsuzsová, che si sarebbe poi rivolta agli esecutori materiali del delitto Szabo e Marček. Tomáš Szabo, ex investigatore di polizia, avrebbe fatto da autista per il cugino Miroslav Marček, ex militare, che irrompendo nell’abitazione di Kuciak avrebbe ucciso lui e la fidanzata con una pistola 9 millimetri di provenienza ungherese. Per l’omicidio i due indiziati sarebbero stati pagati 70,000 euro. Il disturbo di spegnere le vite di Ján e Martina non è stato valutato superiore ai 35,000 euro l’una.

Chi è Márian Kočner

Secondo quanto risulta dalle indagini, Kočner avrebbe ordinato l’omicidio del giornalista sul finire del 2017, dopo una serie di articoli che avrebbero messo in luce i suoi affari criminali. Infatti, Kočner è sotto processo già dal luglio del 2019 per contraffazione di titoli di credito per un valore complessivo di 70 milioni di euro. In quest’ultimo procedimento è sotto accusa anche l’ex ministro dell’economia Pavol Rusko.

Secondo quanto risulta dalle indagini, Kočner non sarebbe nuovo alla pianificazione di omicidi, essendo stato accusato di essere il mandante anche negli omicidi dei procuratori Peter Šufliarsky, Maroš Žilinka, e dell’ex ministro della Giustizia Daniel Lipšic. Tuttavia, mentre le prove a carico di Kočner risultino schiaccianti nel caso Kuciak, per gli altri omicidi la situazione non è stata delineata in maniera chiara. Nemmeno gli altri indiziati sarebbero neofiti nel mondo degli omicidi a pagamento: Alena Zsuzsová è sotto processo insieme ad altre due persone per l’omicidio dell’ex sindaco di Hurbanovo László Basternák, mentre Tomáš Szabo e Miroslav Marček sono accusati dell’omicidio dell’imprenditore Peter Molnár.

L’apertura del vaso di Pandora

Di particolare interesse per i giornalisti sono state le chat trovate sul telefono di Kočner. Secondo quanto riportato da uno dei pubblici ministeri, l’imprenditore, in collaborazione con l’oligarca Nitra Norbert Bödör, avrebbe creato un’organizzazione parallela di poliziotti, pubblici ministeri e giudici al suo servizio che lo informavano sullo stato delle indagini a suo carico. Kočner si era anche interessato alla sopravvivenza del partito politico Smer-SD, temendo che un cambio di governo avrebbe portato a un aggravarsi della sua già delicata posizione personale.

Per fuggire alla giustizia, l’uomo d’affari aveva considerato sia la creazione di un partito politico, che avrebbe potuto permettergli di accedere all’immunità parlamentare, che la fuga verso un paese che non concedesse l’estradizione di ricercati. Nelle chat con Zsuzsová si fa riferimento anche a ripetuti incontri di Kočner con l’ex primo ministro Robert Fico e il leader del partito nazionalista SNS Andrej Danko. Naturalmente, di fronte a queste rivelazioni entrambi i politici hanno negato categoricamente di aver mai conosciuto o incontrato l’imprenditore. Nelle chat, è stata nominata anche l’ex segretario di Stato alla Giustizia Monika Jankovská, dimessasi negli scorsi mesi e sospesa temporaneamente dal suo ruolo di giudice dopo la decisione del Consiglio giudiziario.

A prescindere dal coinvolgimento diretto dell’ex primo ministro, l’omicidio Kuciak ha indotto una presa di coscienza civica, un cambiamento politico e ha innescato una serie di indagini che hanno contribuito a rendere noto un sistema mafioso che ha compromesso l’integrità dello stato slovacco. La cosa più triste è che Ján non ci sia riuscito tanto con i suoi articoli quanto con la sua morte.

Nella foto Márian Kočner, fonte: News1

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Dublino, Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

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