UCRAINA: La scena elettronica e la difesa dell’identità nazionale

In Ucraina la rivoluzione del 2014 ha dato vita a una scena underground caratterizzata da una coscienza collettiva che, attraverso l’autodeterminazione della propria identità, ha saputo creare spazi di azione alternativi alle crisi politiche e sociali. La guerra con la G maiuscola del 2022 ha presentato una sfida ancora maggiore, rendendo fondamentale la coscienza collettiva nei confronti della difesa, questa volta, della sovranità nazionale ucraina.

Un movimento artistico per plasmare una nuova coscienza collettiva

A seguito delle proteste di Euromaidan che portarono alla rivoluzione Ucraina del 2014, la struttura del sistema politico ucraino subì un mutamento: transizioni e cambiamenti, anche dolorosi, dettero vita a scenari estemporanei. Nel caso del granaio d’Europa [epiteto con cui ci si riferisce all’Ucraina, n.d.r.] il retaggio emotivo della rivoluzione rese il terreno fertile per la nascita e l’evoluzione di una nuova generazione affamata di spazi politicamente incontaminati dove potere esprimere un’identità rinnovata mai vista prima. Nel 2016 il pubblico occidentale ne venne a conoscenza grazie al mini-documentario di i-D ‘’Exploring Ukraine’s Underground Rave Revolution’’ che parla in particolare di un gruppo di giovani con un progetto innovativo: Cxema.

Cxema è nato nel 2014 e ha trovato forma in una serie di feste organizzate da Slava Lepsheev a Kyiv in luoghi abbandonati. Fino a poco tempo prima era inconcepibile potersi ritrovare su una pista da ballo con melodie elettroniche dark ancora poco diffuse nel territorio ucraino. Slava Lepsheev, con il suo progetto, ha creato uno spazio di sperimentazione, di incontro e di visibilità per artisti locali. Attraverso l’esplorazione delle vibrazioni musicali, questi ingegneri del suono sono riusciti a fare da collante tra una folla danzante alla ricerca di una rappresentazione e dell’affermazione della propria identità. La crisi, il dolore e la rivoluzione hanno fatto scaturire un movimento artistico e sociale che ha plasmato una nuova coscienza collettiva.

Le emblematiche carcasse di cemento della distopia post-sovietica si sono prestate come arena di protesta contro la repressione e il soffocamento culturale perpetrati negli anni da governi corrotti e politiche identitarie obsolete. Con Cxema la musica si è tradotta in attivismo; la vita notturna in risposta all’annichilimento politico e sociale; la nuova generazione post Maidan in agente attivo della legittimazione di un’identità ucraina perseguitata e ancora messa in discussione da un vicino di casa minaccioso e affamato di terre fertili e strategiche.

CXEMA durante la guerra

Negli scorsi anni Cxema è diventata una vera e propria istituzione culturale in Ucraina per dj, producer e raver attivisti. Lo scorso dicembre era stata pubblicata la data del prossimo rave: il 9 aprile 2022, ma purtroppo quello che l’Europa da tempo temeva si è avverato all’improvviso. Il 24 febbraio la Russia invade ufficialmente l’Ucraina. Il 5 marzo Cxema pubblica una lettera aperta firmata dalla scena della musica elettronica ucraina in cui denuncia l’aggressione da parte della Russia e chiede alla comunità internazionale di lottare insieme, di sostenere il popolo ucraino e soprattutto di boicottare i russi apolitici. Naturalmente il rave di aprile è stato posticipato ad una data indefinita, a quando si potrà festeggiare la vittoria dell’Ucraina.

In questi mesi la comunità di Cxema si è impegnata attivamente per sostenere il proprio popolo, come racconta Markiian Zadumlyvyi in un’intervista condotta da Amina Ahmed su Cxemcast, il podcast di Cxema su soundcloud. Markiian è il fondatore di Hypnohouse, l’etichetta discografica di Lviv. Il lavoro dell’etichetta è attualmente in pausa, ma dopo i primi giorni d’assedio a Kyiv passati nei rifugi antiaerei, Markiian e due dei suoi colleghi hanno sentito il dovere di aiutare i civili e i difensori ucraini toccati direttamente dalla guerra. Così, attraverso un post di fundraising su Instagram, sono riusciti in breve tempo a dare vita a Kyiv’s Angels, un’organizzazione di volontariato locale.

Kyiv’s Angels si impegna a supportare chiunque ne abbia necessità, come i rifugiati e gli animali abbandonati, e ad intervenire in situazioni di difficoltà, come negli ospedali o nei villaggi liberati dall’occupazione russa. Infine, una recente svolta nelle attività dell’organizzazione si è concretizzata con la mobilitazione e la stabilizzazione di relazioni con altri enti di beneficenza che si occupano di fornire aiuti nelle città occupate dai russi.

Prospettive

Se e quando questa guerra finirà, gli ucraini saranno pronti a ballare sulle macerie di Kharkiv e Mariupol. Sui campi della distruzione, pianteranno girasoli in onore degli antenati e dei nuovi eroi che hanno difeso la propria patria fino all’ultimo respiro. Ed oggi, come nel 2014, Cxema si presenta come un punto di riferimento fondamentale, non solo per la scena elettronica della cultura underground, ma soprattutto come mezzo di difesa e autodeterminazione dell’identità ucraina.

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Foto di Lesha Berezovskiy

Chi è Ilona Babkina

Ilona Babkhina, ucraina nata in Polonia, si è formata in Italia continuando a guardare sempre verso est. Nel 2013 si è diretta nei Balcani esplorando la Serbia per un anno, per poi iscriversi all’Università di Bologna dove attualmente frequenta il Master in East European and Eurasian Studies (MIREES) occupandosi dell'intersezione tra la musica e le rivoluzioni politiche in Ucraina nel processo di costruzione dell’identità nazionale. Collabora con East Journal occupandosi di Ucraina.

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