est-EURO 2020: Passano solo Croazia, Rep. Ceca e Ucraina

Nessuno si era aspettato che l’Europeo di calcio 2020 (+1) potesse essere l’occasione per il calcio dell’Europa Orientale di tornare protagonista nel continente. Ma nessuno, forse, poteva immaginare un fallimento di questa portata. Con l’eccezione della Croazia – che ha comunque faticato più del dovuto – nessuna squadra si piazza fra le prime due del primo girone e chi passa il turno, Ucraina e Repubblica Ceca, lo fa più per demeriti altrui, che per proprie vittorie. In totale, 1 vittoria, 1 pareggio e 7  sconfitte. Tre squadre qualificate e sei eliminate.

Turchia

Una vittoria contro la Svizzera avrebbe potuto dare qualche possibilità alla nazionale turca, ma neanche nell’ultima gara gli uomini di Şenol Güneş sono riusciti ad evitare la sconfitta. La Svizzera si impone per 3 a 1 e l’esperienza turca finisce nel peggiore dei modi. 8 gol subiti, 1 segnato e 0 punti. Torneo da dimenticare. Forse le aspettative erano troppo alte, forse la pressione ha bloccato le gambe dei giocatori e così la Turchia rischia di essere ricordata come la più grande delusione del torneo. In tutto ciò, è comunque possibile trovare qualcosa di bello da portarsi a casa, ovvero il gol gioiello di İrfan Kahveci, centrocampista del Fenerbahçe. Una consolazione troppo piccola però.
TURCHIA – Svizzera 1-3

Ucraina

Brutta partita quella disputata all’Arena Națională di Bucarest per gli uomini di Andriy Ševčenko. L’Ucraina vista in campo non sembra neanche lontana parente della squadra ammirata nelle ultime due giornate. Stanchi. Senza ispirazione. Errori continui in sia in fase di impostazione che in fase difensiva. Infatti, l’Austria va in vantaggio nel primo tempo con Baumgartner sugli sviluppi di un calcio d’angolo. All’inizio del secondo gli ucraini sembrano rientrare in campo leggermente rinvigoriti, ma la sensazione dura poco. Due tiri in porta, con Jaremčuk che è l’unico ad andarci leggermente vicino. I giallo-blu chiudono il girone da terzi ma con solamente tre punti, comunque sufficienti per il passaggio del turno dove affronteranno la Svezia.
UCRAINA – Austria 0-1

Russia

La Russia va fuori da ultima del girone. Sono stati buoni gli spunti di Golovin all’inizio del primo tempo, ma lo spettacolare gol del giovane Mikkel Damsgaard spazza completamente via le speranze per gli uomini di Stanislav Čerčesov. All’inizio del secondo tempo i russi vanno mentalmente fuori giri. Zobnin regala, con un retropassaggio a Safonov, un assist al bacio per Yussuf Poulsen, che deve solamente appoggiare in rete. La Sbornaja torna brevemente in partita grazie ad un rigore generoso trasformato dal capitano Artëm Dzjuba, ma la Danimarca dilaga grazie ai gol di Kristensen e Mæhle. È festa grande a Copenhagen per i danesi che passano il turno. I russi invece, devono fare armi e bagagli e tornare in patria.
RUSSIA – Danimarca 1-4

Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca è entrata a Wembley da sorprendente prima del girone, ma dopo novanta minuti ne esce purtroppo come immeritata terza. È ancora Perišić a castigarla, stavolta però segnando la rete del 3-1 contro la Scozia. A Londra la partita si è divisa in due facce ben distinte: un primo tempo scoppiettante, che ha visto l’Inghilterra andare in vantaggio e dominare e la Repubblica Ceca rispondere a tono con alcune occasioni importanti nei successivi venti minuti; un secondo tempo dove i ritmi sono calati e i cechi non sono riusciti a portare pericoli sostanziali alla porta di Pickford. In ombra Schick, che ha provato come al solito a giocare molto per la squadra, ma i suoi movimenti più da seconda punta che da terminale offensivo hanno avuto l’effetto di renderlo inerme negli ultimi metri del campo. La Repubblica Ceca così entra agli ottavi da terza, un sorteggio probabilmente più facile di quello dell’Inghilterra che troverà la Germania; soprattutto si porta dietro la consapevolezza che, come nei venti minuti di Wembley, può far male a qualsiasi squadra in lotta per vincere questo Europeo.
REPUBBLICA CECA – Inghilterra 0-1

Croazia

Dopo settimane di polemiche nell’opinione pubblica croata, seguite a prove sterili della squadra, i Vatreni giocano finalmente il loro calcio, vincendo per 3-1 la partita decisiva con la Scozia. Il risultato sono tre punti fondamentali per il passaggio del turno e tre gol che permettono di scavalcare la Repubblica Ceca nella classifica del girone grazie a una differenza reti migliore. Dopo un primo tempo che sembrava lasciare aperta la strada a un possibile psicodramma, Modrić e Perišić hanno alzato il livello di gioco della squadra, dominando i minuti decisivi della gara con gli scozzesi. Nel post-partita, il ct Dalić si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, denunciando i continui attacchi della stampa nei suoi confronti. Nel prossimo turno, i Vatreni affronteranno la Spagna, arrivata seconda nel suo girone dietro la Svezia e protagonista di un inizio di Europeo complicato, anche se in apparente ripresa dopo il 5-0 alla Slovacchia. Dalić avrebbe però preferito incontrare gli scandinavi: “Sarebbe stato tutto più facile con gli svedesi, ma abbiamo quello che abbiamo”.
CROAZIA – Scozia 3-1

Polonia

Giocare contro il “muro” svedese, una sola rete segnata in due partite, e subire gol dopo meno di due minuti: forse il riassunto perfetto del fallimento della Polonia a questi Europei. Un solo risultato poteva farla accedere agli ottavi, la vittoria, ma anche questa volta non è arrivata. Non che la squadra di Paulo Sousa non abbia provato a ribaltare la partita, più con la forza della disperazione che finalmente con una prestazione decente, ma la scossa è arrivata troppo tardi. Il crescendo sul finire del primo tempo si è miseramente frantumato sull’incredibile traversa presa da Lewandowski a portiere battuto; ci è voluto il raddoppio di Forsberg per vedere finalmente segnare la Polonia, proprio col bomber del Bayern. Da quel momento è partito un assalto alla baionetta senza capo né coda, tutto cuore e con pochissima testa, che a cinque minuti dal termine riesce a portare ancora Lewandowski al gol. Sul 2-2 le preghiere di un’intera nazione sembravano sul punto di avverarsi, ma la stanchezza accumulata dopo una partita giocata in rincorsa hanno definitivamente sfilacciato la squadra, così sull’ennesimo contropiede svedese è Claesson, al 94’, a decretare l’esclusione della Polonia dagli ottavi.
POLONIA – Svezia 2-3

Ungheria

Dopo giorni di polemiche relative alla vergognosa legge anti-LGBT varata dall’Ungheria e al divieto della UEFA di illuminare l’esterno dello stadio di Monaco di Baviera con la bandiera arcobaleno, la nazionale guidata dal ct Marco Rossi è scesa in campo contro la Germania. L’Ungheria ha confermato le ottime impressioni seguite alle partite contro Francia e Portogallo: grande solidità difensiva, identità di gioco definita e attacchi efficaci in ripartenza. Un colpo di testa di Adam Szalai ha portato in vantaggio gli ungheresi, che hanno rischiato anche di raddoppiare al 64’, quando Roland Sallai ha trovato il palo su un calcio di punizione da posizione defilata. Quattro minuti più tardi, invece, un errore in uscita di Gulacsi ha favorito la combinazione aerea tra Hummels e Havertz, che ha segnato il gol del pari per i tedeschi. Solo due minuti dopo, però, l’Ungheria era nuovamente in vantaggio grazie alla rete segnata dal giovane Andras Schafer, protagonista di un grande europeo che lo porterà probabilmente a cambiare squadra quest’estate. Fino all’84’ l’Ungheria era virtualmente qualificata agli ottavi di finale, in uno scenario impensabile all’inizio della competizione, ma la rete di Leon Goretzka ha spento le speranze dei magiari. Per l’Ungheria, questo europeo resterà nel ricordo a lungo, nonostante l’amarezza di un’impresa straordinaria soltanto sfiorata, grazie a una squadra che poteva contare su pochi nomi importanti, fra cui Peter Gulacsi, Willi Orban e Roland Sallai, e composta prevalentemente da giocatori provenienti dal campionato locale e da squadre europee di fascia medio-bassa, che grazie a questa vetrina potranno probabilmente ottenere contratti in contesti più importanti, alzando ulteriormente il livello della nazionale stessa.
UNGHERIA – Germania 2-2

Macedonia del Nord

Nessun miracolo sul cielo di Skopje. Alla fine è andata come doveva andare. La Macedonia del Nord, entrata all’Europeo dalla porta di servizio, esce con zero punti fatti. Era prevedibile, ma quello di cui i giallo-rossi possono gioire è l’impressione mostrata. Pur non vincendo neanche una partita la squadra di Angelovski ha giocato alla pari con tutte le formazioni affrontate, mettendo nella testa dei giocatori un seme importante: quello di non essere inferiore a nessuno. È su queste basi che dovrà ripartire il progetto macedone, soprattutto adesso che dovrà fare a meno della sua più importante bandiera, Goran Pandev, che ha deciso nuovamente di lasciare la nazionale. Proprio all’ex campione d’Europa è stata tributato una meravigliosa passerella nell’ultimo match perso contro l’Olanda. Ad ogni modo, ogni macedone oggi può essere orgoglioso della propria nazionale, di quello che ha fatto e di quello che ha rappresentato, in quest’estate 2021.
MACEDONIA DEL NORD – Olanda 0-3

Slovacchia

Quello a cui i tifosi della Slovacchia hanno assistito è stato un autentico psicodramma. Dopo la prima vittoriosa partita, a Bratislava si pensava di poter ben figurare anche nelle altre due partite, sperando in una qualificazione alla fase a eliminazione. Ma dopo la sconfitta contenuta con la Svezia, gli slovacchi sono stati letteralmente travolti dalla Spagna che non solo ha vinto, ma li ha estromessi dal torneo proprio a causa del pesantissimo risultato finale. Le forze in campo erano assolutamente impari, ma forse ci si aspettava qualcosa di più dagli slovacchi, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento, troppo remissivo fin dall’inizio. Da segnalare anche l’autogol del portiere, Martin Dúbravka, uno degli interventi più goffi di tutto l’Europeo.
SLOVACCHIA – Spagna 0-5

Articolo a cura di Gianni Galleri, Tobias Colangelo, Luca D’Alessandro, Dino Huseljić, Gezim Qadraku.

Foto: Flickr Marco Verch Professional Photographer

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